12 Comments

  1. zorro
    27 Maggio 2010 @ 20:59

    Caro Danilo,
    inutile girarci intorno, si tratta di una autentica Ca…ta dei venditori di fumo lagunari e locali. Non trovando di meglio da inventarsi per buttare i soldi dei cittadini, hanno avuto questa bella idea della vendita di aria fritta!! Ancora nel 2006 mi chiedevo: ma cosa vuol dire, in un italiano appena passabile, la definizione data alla destinazione d’uso di questo immobile? E quando qualcuno chiese spiegazioni sul progetto preliminare imbastito senza conoscere ufficialmente la destinazione di scopo, il Conducator rispose che non c’era problema in quanto il palazzo si prestava a molteplici usi e finalità!!! Ma un conto è progettare un albergo, un conto è progettare uffici, un conto ancora è progettare sale di ricreazione e cultura, altro conto è avviare un ibrido del genere con una illustrazione così….”sofisticata” (vedi sopra) da apparire incomprensibile. Alla fine l’arcano fu svelato: la Regione disponeva il finanziamento (parziale) solo se lo scopo era quello poi ufficializzato.
    Penso che ne vedremo delle belle… Intanto però i soldini di tutti noi sono stati spesi. Mi auguro proprio di sbagliarmi ma, oltre ad una architettura quanto meno opinabile per i nostri paesi, l’investimento (si fa per dire) potrebbe, purtroppo, risultare totalmente improduttivo e richiedere, questo sì, costose manutenzioni. “Vuolsi così la’ dove si puote……..”.

  2. cagliostro
    27 Maggio 2010 @ 21:19

    Danilo,
    spiegati meglio: “sviluppo di relazioni” di che tipo? Spero che tu non ti riferisca al progetto, caro alla Santanché, sul ripristino di certe usanze in voga fino al 1958!!!
    Ma, tanto per evitare un greve sarcasmo e restare sul tema di proposte serie, io sono d’accordo con te sulla possibilità di utilizzo del Pellegrini per gli scopi opportuni, utili e molto proficui da te descritti nell’ultima parte del tuo dettagliato ed arguto intervento. Tanto, se il Conducator vuole rispettare l’impegno discutibile (ed irrealizzabile?!) preso con la Regione, un cantuccio “giustificatorio” lo si può sempre trovare negli ampi sottoscala dell’immobile. Credo che Zaia non avrebbe tempo di venire a controllare se le finalità sono state o meno rispettate. E poi, con la indeterminatezza enunciata, anche le destinazioni che tu prospetti si potrebbero far rientrare nel più vasto ambito dello sviluppo turistico e di promozione socio-economica del territorio…

  3. Danilo De Martin
    28 Maggio 2010 @ 07:32

    Cagliosto, su questo argomento sindaco e vice non hanno le idee chiare su cosa fare. Ecco allora che viene in aiuto il professionista. Si sa che il sogno di Boni era portare gli uffici amministrativi (o una parte di essi, quelli più rappresentativi …) dal botanico palazzo a quello dei Pellegrini. Credo che il bastone sia stato lanciato e che, conseguentemente, alcuni lo stiano rincorrendo. Però ci vuole tempo ed una astuta strategia perché le destinazioni d’uso dovranno essere armonizzate. Tra un po’ appariranno delle piccole crepe a palazzo Venzo e Bertolaso, giunto di corsa a valutare la situazione, ne decreterà lo stato di non conformità (ma solo per le attività attualmente svolte). Ecco allora che si potrà iniziare la migrazione (la polizia locale, naturalmente, resterà dov’è, a presidio dello stabile che, nel frattempo, verrà popolato dalle associazioni lozzesi, dalla biblioteca e da altri servizi). Sempre che Matteo Toscani non lo elegga come sede della fondazione DOLOMITI-UNESCO.

    Se tutto andasse a rotoli, credo che la proposta della Santanchè non sarebbe male, anche perché intravedo una sinergia con l’apertura di un medesimo servizio a Pian dei Buoi, presso la ex caserma di Soracrepa, dibattuto tempo fa. Al servizio di base fornito in paese si affiancherebbe un servizio d’elite fornito in quota. C’è già anche lo slogan: con la zoccola di montagna il piacere ci guadagna.

  4. Danilo De Martin
    28 Maggio 2010 @ 07:48

    Caro Zorro, le costose manutenzioni, mi pare, siano già iniziate. Non sono granché informato, e chiedo aiuto a chi sa qualcosa in più. E’ forse vero che si erano dimenticati di fare il cappotto? che dalla terrazza perdeva acqua nel garage sottostante? che l’intonaco è stato fatto con massello bianco di sabbia d’Egitto? che il “padiglione” d’entrata è stato ricalcolato e rifatto perché forse non avevano tenuto conto dell’eventualità di copiose nevicate? che all’ASL di Pieve è giunta una segnalazione sul fatto che i fumi di cucina del ristorante vengono convogliati direttamente nel garage? A me sembrano leggende metropolitane. Ma se qualcuno ne sa qualcosa di più è pregato di darne notizia. Sapere è potere.

  5. Attilio Bianchi
    28 Maggio 2010 @ 08:43

    Il burocratichese è il linguaggio usato dagli amministratori della cosa pubblica.Più questo linguaggio è comprensibile ed esprime logiche conseguenze e più democratica è la vita sociale, meno è comprensibile e meno democratiche sono le relazioni sociali. Leggendo il progetto per Palazzo Pellegrini direi che siamo in piena dittatura, tornando a ciò che noi inventammo e che è patrimonio del linguaggio mondiale…..la famosa propaganda. Con un’ altra amministrazione però, caro Danilo, quella relazione potrebbe avere un senso e cioè P.P. fungere da ” Campo Base ” di un ipotetico PARCO DELLE MARMAROLE ANTELAO SORAPIS, gestito dai giovani di terza media e delle superiori affiancati da un responsabile adulto, con internet point e centro multimediale. Ma sapendo che nei parchi naturalistici non si va a caccia ….apriti cielo!!!…..non è proprio l’ amministrazione adatta a questi progetti…pecà! Pai dovin e pal territorio…” POLITICHE GIOVANILI” …puahh!!! Ciao e bona autonomia

  6. Danilo De Martin
    28 Maggio 2010 @ 12:00

    Attilio, hai ancora una volta colto nel segno, ipotizzando una delle varie attività (giovanili) che si potrebbero integrare nel transatlantico Pellegrini. Ma chiarisco che non ho mai detto che il riferimento al SIC o Parco non sia utile: mi riferivo al fatto che non è pensabile che la strategia informativa ruoti “solo” attorno all’idea del SIC che, nella sua interezza, parte a Lozzo e giunge a Cortina. Il SIC lo devi usare, in senso bonario, come specchio per le allodole, essendo un argomento che “tira” anche se poi, ti garantisco, alla prova dei fatti la gente vuole cose più fruibili (in relazione alla particolare asprezza dell’ambiente offerto dal SIC che non è assimilabile alle “valli di Comacchio”, tanto per fare un esempio). Sono infine convinto che se lasciassimo ai ragazzi gestire il Parco-SIC ne potrebbe uscire qualcosa di più sensato di ciò che, invece, ci toccherà trangugiare quando i piani di gestione (del SIC) verranno “ufficializzati”.

  7. Danilo De Martin
    29 Maggio 2010 @ 10:59

    Peccato che Palazzo Pellegrini non sia ancora aperto e, soprattutto, non disponga di una unità di elaborazione dell’immagine così come riportato nella relazione descrittiva dell’intervento:

    Oltre a ciò si sta definendo un progetto che riguarda la necessità per il Cadore e la provincia di Belluno di darsi un’immagine più rispondente alla realtà e alle potenzialità imprenditoriali legate al territorio.

    Un’immagine nuova che ha bisogno di professionalità nuove, attente alla simbiosi tra fragilità del territorio e impresa, alle ricchezze culturali e al turismo. Professionisti dell’immagine, dunque, sensibili a questi equilibri e a queste specificità. Sempre più il bisogno di affermazione del territorio chiede figure professionali che operano nell’ambito della promozione e nella produzione comunicativa.

    Peccato perché i soci fondatori della Fondazione Dolomiti (Unesco) hanno deliberato di indire un concorso di idee per il marchio Dolomiti-Unesco:

    E’ ammessa la partecipazione al concorso a imprese e soggetti dei settori della comunicazione e dell’immagine aziendale, della pubblicità, della grafica e del design, gli enti e le istituzioni pubblici o privati che si occupano di formazione post diploma e di livello universitario di grafica, design o comunicazione relativi a design o comunicazione visiva o pubblicità o belle arti o beni culturali

    Sarà per la prossima volta.

  8. Pagaapo
    29 Maggio 2010 @ 13:57

    Pensa Danilo, avèo notou anche iò ‘na dì che piovèa, quan che son pasòu davante ‘l garas, par dì ‘n farmacia, e èra i portoi spalancade, che dal sofìto del garas gozolea do aga e do bas era duto biandòu, come anche che su la parete verso la cusina del ristorante era doi bus che bicèa fòra odor da frìto, come anche che èi visto ‘n motor eletrico, che à da èse ‘l rafredamento de algo de la cusina del ristorante, tacòu su pal muro.
    Se vede che al comun po fei chè che l’vo con chi che l’vo.
    Se e n’autro i e boi de fèilo serà ma là… che va a magnà anche ‘l soldà ‘n pension e che i à da èse duto ‘ncu e na braga no!
    Tanto fin che pago iò va duto ben!
    Sane anche pa’ ‘ncuoi èi dito la mea.
    Pi tarde tornarèi a di ‘n piaza a ri-disinfetame da sta m…a che siento duto ‘ntorno.

  9. Tizia, amica di Caia
    29 Maggio 2010 @ 19:47

    Speron che la Minoranza verifiche coi so oce se le e vere le robe che e stade scrite ca de sora e che se e vero la se intarese par rimedia la situazion.
    Ciao ciao

  10. la segnaletica oriz-zoo-ntale a Loz-zoo di Cadore » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    7 Giugno 2010 @ 08:30

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