2 Comments

  1. talaren
    12 Maggio 2020 @ 20:44

    Dal mio punto di vista, però, l’effetto coronavirus è maggiore del semplice eccesso di mortalità rispetto alla media degli anni precedenti.
    Questo perché il lockdown, in sé, ha causato un abbassamento delle morti: Tizio non è stato investito sulla strada, Caio non è morto per incidente (stradale, lavorativo o ricreativo), Sempronio non è precipitato in montagna, Pinco non è affogato, Pallino non ha preso un infarto causato da uno sforzo (sportivo o lavorativo), ecc.
    Questo spiega la diminuzione di decessi in certe zone, poco colpite dalla malattia, mentre fa aumentare il peso del virus, oltre l’eccesso di mortalità, nelle zone più colpite.

  2. Danilo De Martin
    12 Maggio 2020 @ 22:33

    Perfettamente d’accordo @talaren. Del resto 0,3 decessi in più su 3 decessi di media per comune (che è un altro modo di vedere quel 9,8% provinciale) non è certamente semplice rumore statistico ma non possiamo neanche pensare ad una causazione univoca per covid-19. A livello nazionale, dall’eccesso di mortalità complessivo è stato tratto il 54% di morti diagnosticate per covid-19 (lo si legge nelle note che corredano i dati Istat): diciamo la metà (anche se il dato nazionale, come sappiamo, non è certo omogeneo); fosse anche un 70% (cioè 0,3×70%=0,21 decessi per comune), vorrebbe dire che per trovare un decesso per covid-19 in provincia di Belluno dovremmo mettere assieme almeno 5 comuni. Inoltre, valutando i dati per età (la serie di dati Istat è proposta anche per sesso e per età) si vede che nel marzo storico 2015-2019 i decessi di persone con + di 75 anni sono stati 119,4 cioè il 78,5%, a marzo 2020 l’81,4% (una differenza non significativa); stesso discorso per i decessi di persone con + di 85 anni che sono stati per il marzo storico il 50% e per quello 2020 il 51,5%. Con i dati di aprile ci dovremo aspettare invece un marcato aumento dei decessi, in particolare nelle classi di età superiore legate alle case di riposo e agli ospedalizzati (niente a che vedere con il 567% della provincia di Bergamo, ma certamente significativi rispetto alle medie del passato).