BARD: adesso tocca a noi!

Effettivamente sembra un pistolotto (è un pistolottino, dai!). Tutto pieno di buon senso eh, ma ce ne vogliono tre dietro a spingerti a leggerlo. E alla fine desisti: voi provate, comunque. Sintetizzo: la parola “provincia” è inacidita, proviamo con Comunità Alpina Autonoma di Belluno Dolomiti (detto ladino: anche n tolpo ben vestiu fa la so bela figura). Per il resto:

Almeno ora sappiamo con certezza cosa dovremo aspettarci:  nulla.
Adesso tocca a noi.
Tocca all’intero territorio bellunese:

  • ai Sindaci che si battono ogni giorno per quadrare bilanci sempre più magri,
  • ai Partiti politici e ai loro rappresentanti eletti nel bellunese,
  • alle Associazioni di Categoria,
  • al Sindacato
  • alle associazioni di volontariato,
  • a TUTTI NOI abitanti del territorio di Belluno-Dolomiti.

Tocca a noi scrivere insieme il nuovo statuto dell’Autonomia per la Comunità Alpina Autonoma di Belluno-Dolomiti. Il nome è provvisorio perché lo decideremo insieme.

e così spero sia di voi.

Qui di seguito il pistolotto autonomista (anche voi, cercate di capire: è rivolto ai sindaci! E ai sindaci bisogna spiegare tutto per filo e per segno, altrimenti non c’arrivano. Ecco allora che il brodino s’allunga).

 

Cara Sostenitricie, Caro Sostenitore,

il regalo di Natale che il ministro Delrio ci ha preparato sotto l’albero non è propriamente un bel dono, anzi!
Siamo convinti che lo svuotamento delle Province, in particolare la nostra, non porterà al risparmio ipotizzato e che gli ulteriori aiuti accordati alle province autonome vicine faranno si che le nostre imprese dovranno competere con armi spuntate.
E’ il momento che i Bellunesi tirino fuori la forza della gente di montagna, la forza che ha contraddistinto un popolo cui difficoltà ne hanno forgiato il carattere, la forza delle persone che sono abituate ai ripidi pendii e nonostante ciò non perdono l’equilibrio…Abbiamo inviato a tutti i Sidaci della Provincia di Belluno lo scritto che condividiamo di seguito con te e ti chiediamo di parlarne con quante più persone possibili, con amici, con parenti, con famigliari… Prenditi 3 minuti per leggere, per riflettere e se hai qualche cosa da chiedere  fallo usando questa mail.Ti chiediamo anche di rinnovare, se ancora non l’hai fatto, il sostegno al movimento per l’anno 2014 (info sul sito o rispondendo a questa mail).

Buon Natale a te a tutti i tuoi cari!

 

Egregi Sindaci

riguardo alla questione del mantenimento della Provincia di Belluno e del dibattito politico che segue alla visita del ministro Delrio, crediamo sia utile chiarire alcuni fondamentali aspetti della vicenda.

Quando si parla di provincia, ciascuno per la propria parte, che si tratti di partiti politici, istituzioni, associazioni di categoria o movimenti, ha una sua idea di provincia e di ciò che servirà al territorio di Belluno-Dolomiti per sentirsi degnamente ed utilmente rappresentato e governato.

A tal proposito, crediamo sia opportuno che il BARD definisca con chiarezza la propria idea riguardo all’attuale provincia e ancor di più rispetto alla forma della nuova istituzione che occorre costruire insieme ai cittadini bellunesi per garantire il governo del territorio di Belluno-Dolomiti.

Quasi tutti i soggetti politici della provincia di Belluno hanno detto che il mantenimento dell’attuale Provincia, di per sé dotata di pochi poteri e ancor meno mezzi economici, non serve al territorio.

Quella che uscirà dal DDL Delrio, ancorché emendato da Bressa-De Menech, sarà un ente inutile e privo di capacità reali di governo e rappresentatività politica del territorio.
Si aggiunga a questo, il fatto che il Ministro Delrio ha già pronto un disegno di legge Costituzionale che prevede la totale cancellazione di TUTTE le Province e non si capisce francamente, per quale motivo la nostra dovrebbe salvarsi.

Assistiamo inermi alla massimalista e irrazionale furia distruttrice del ministro assistita dalla becera volontà di quasi tutti i partiti di governo di ingannare ancora una volta i cittadini italiani dando loro in pasto qualcosa che assomigli ad un tentativo di tagliare davvero il costo della politica.

Sappiamo bene che la  cancellazione delle province e la contemporanea costituzione di decine di città metropolitane a cui si aggiungono i costi della riorganizzazione complessiva dell’apparato amministrativo dello Stato, saranno tali da rendere questa manovra del tutto inutile ai fini del risparmio per l’erario. Tant’è. La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.

Questa sarà l’ennesima prova della pochezza di una classe dirigente e politica scarsa e incapace di riformare davvero questo Paese. 

Fatte le dovute premesse appare chiaro che per quel che riguarda il territorio di Belluno-Dolomiti non ha più senso parlare di mantenimento dell’Ente Provincia e del resto anche nel prossimo statuto dell’Autonomia in discussione a Trento e pure in quello che si discuterà a Bolzano il termine provincia sparirà definitivamente.

Che senso ha infatti definire un territorio Autonomo “provincia” quando Il termine trae origine dal latino ” provinciae ” che nell’antica Roma erano i territori conquistati, sottoposti al dominio dell’Impero romano e non aventi diritto alla cittadinanza romana? Che senso ha definire Provincia la nostra Autonomia se il termine indica la semplice divisione amministrativa dello stato centrale presente infatti con le dispendiose e mai cancellate prefetture?

Il BARD vuole costruire una nuova solida realtà politica e amministrativa completamente autonoma, forte e dotata degli stessi strumenti di governo dei quali godono oggi i nostri vicini delle autonomie speciali di Trento e Bolzano. La meta finale, lo scopo della nostra azione, è e resta la Regione Dolomiti. Per questo il nome del nostro movimento è anche il nostro programma: Belluno Autonoma Regione Dolomiti, BARD.

Per far questo è necessario mettere assieme tutte le forze che sono disponibili a lavorare, solo e sempre, in nome del territorio bellunese.

Per questo è necessario mettere da parte le ataviche divisioni ideologiche che altro non sono che il vecchio strumento che lo Stato centrale utilizza per sottomettere i territori.
Autonomia non è una parola vuota.

L’Autonomia è l’anima stessa del nostro territorio ed il voto diretto e popolare è lo strumento col quale abbiamo eletto e vogliamo eleggere le persone destinante ad assumere incarichi di governo del territorio.

Questo è accaduto da secoli nel bellunese, molto prima che si scrivesse la Costituzione Italiana e ben prima che esistesse lo Stato così come lo conosciamo oggi.
Ora che il Governo italiano ha finalmente messo le carte in tavola, sappiamo finalmente che nulla verrà da Roma.

Nessun aiuto, nessun riconoscimento della nostra specificità.

Parimenti sappiamo che nulla Roma farà per appianare le enormi differenze di trattamento tra territori contermini.

Delrio è stato molto chiaro su questo: “Trento e Bolzano trattengono i nove decimi delle imposte e noi non possiamo, né non vogliamo far nulla per cambiare questo stato di cose. Dovete imparare a convivere con le autonomie speciali e con la loro spietata e drogata concorrenza. Arrangiatevi!”

Noi ringraziamo per la franchezza.

Almeno ora sappiamo con certezza cosa dovremo aspettarci: nulla.
Adesso tocca a noi.
Tocca all’intero territorio bellunese:

–     ai Sindaci che si battono ogni giorno per quadrare bilanci sempre più magri,

–     ai Partiti politici e ai loro rappresentanti eletti nel bellunese,

–     alle Associazioni di Categoria,

–     al Sindacato

–     alle associazioni di volontariato,

–     a TUTTI NOI abitanti del territorio di Belluno-Dolomiti.

Tocca a noi scrivere insieme il nuovo statuto dell’Autonomia per la Comunità Alpina Autonoma di Belluno-Dolomiti. Il nome è provvisorio perché lo decideremo insieme.

Tocca a noi agire, in primis a difesa della nostra economia con i ricorsi alle autorità europee contro la concorrenza sleale dei territori autonomi contermini.

La nostra nuova Comunità dovrà essere solida, una casa robusta a partire dalle fondamenta. Un luogo in cui tutti gli abitanti delle comunità bellunesi possano sentirsi a casa loro, adeguatamente rappresentati e protetti. Una casa da costruire insieme.

Il lavoro che ci attende non è facile e richiederà tempo e mezzi economici adeguati. Per questo nessuno può pensare di far da se.

Solo con un grande sforzo collettivo, solo insieme, come fanno da secoli le Comunità Alpine, ce la faremo.

Serve l’aiuto di tutti.

BARD

2 commenti per BARD: adesso tocca a noi!