Berlusconi: 'io non ho mai parlato di nipote di Mubarak'

Il 2 gennaio scorso su Sky Tg24 il Berlusca ha affermato “io non ho mai parlato di nipote di Mubarak“. Eppure molti hanno finora ritenuto che così fosse. Per rinfrescare la memoria ecco di seguito qualche gustoso frammento video legato alla vicenda. Anche Paniz era dell’avviso che Berlusconi avesse questa convinzione “vera o sbagliata che fosse”.

7 commenti per Berlusconi: ‘io non ho mai parlato di nipote di Mubarak’

  • Cagliostro

    Al Grande Bugiardo, al re della spudoratezza, rammento soltanto alcune delle cose che ora mi vengono in mente:
    -truffe ad orfana minorenne (casa di Arcore-Casati Stampa di Soncino);
    -falsi in bilancio (depennati poi dal Parlamento asservito);
    -riciclaggio di denaro mafioso;
    -corruzione di giudici(condanna per il sodale Previti, prescrizione per
    il logico mandante…);
    -corruzione di testimone (avv.to Mills);
    -esportazione illegale di capitali (miriadi di conti illegali esteri);
    -evasione fiscale;
    -falsa testimonianza (sotto giuramento x episodio iscrizione P2);
    -concussione (processi in corso);
    -prostituzione minorile (processo in corso).
    ……
    Abramo Lincoln diceva: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo”.

  • Cagliostro

    @redattore,
    invio alcune considerazioni su quanto appena stipulato fra i compari di merende di Lega e PDL. Il Grande Bugiardo ha sempre detto che il suo elettorato è composto da gente che ha una cultura a livello di seconda media (e con risultati neanche dei migliori). Sottovalutazione piena, dunque, dei propri proseliti e, fin qui, non è detto che la cosa non sia vera, almeno in parte, visti i risultati…Ora quello che Galan definisce un matrimonio di interesse è stato stipulato, a notte fonda, nella magione di Arcore e ciò a dispetto di molti leghisti, di diversi colonnelli maroniani e nonostante i recenti spergiuri del segretario padano. Faccio notare che si tratta di terzo matrimonio fra gli stessi nubendi (dopo ben due divorzi:1994 e 2011). Ma i due compari dalla statura fisica, politica e morale assai simile, hanno valutato la logica dei numeri e stabilito la necessità di sostenersi reciprocamente, pena la scomparsa dei loro squallidi (soprattutto per l’Italia) movimenti. Ebbene, l’iniquo patto stipulato fra i due nani prevede che:

    a)il primo nano non si candidi a presidente del consiglio ma mantenga la qualifica di leader della coalizione;
    b)il secondo nano si candidi alla presidenza della Lombardia aumentando così di molto le sue possibilità di vittoria, altrimenti irraggiungibile;
    c)il 75% delle imposte resti in Lombardia (meglio, nella macroregione del nord da costituirsi dopo le elezioni).

    Quest’ultimo punto è quello che più sconcerta e mette in luce, una ennesima volta il populismo e l’imbroglio pidiellino-leghista. Trattasi, con tutta evidenza, di una novità farlocca, di una non-notizia da propinare ai gonzi creduloni dalla “cultura di seconda media”, a quei soggetti cioè che a Pontida mettono l’elmetto con le corna celtiche; il tutto per dare parvenza di credibilità all’insano, ulteriore connubio.
    Attualmente la Lombardia versa allo Stato circa 157 mld di imposte e tasse ed i trasferimenti che ottiene riguardano il 71/72% circa. Dalla nuova, fantasiosa ‘normativa’ la regione dovrebbe ottenere trasferimenti pari a circa il 3/4% in più di quello che ottiene attualmente. Secondo Paolo Romani (onorevole, inquisito ed ex patron di ‘Colpo Grosso’, ricordate la trasmissione di Smaila sui canali berlusconiani?) questo 3/4% in più corrisponderebbe a circa 20 mld di euro (e Maroni condivide). Le maggiori disponibilità, per realizzare l’abbattimento dell’Imu, dell’Irap, della tassa automobilistica e quant’altro, sarebbero quindi ‘nientepocodimenoché’ di 20 mld. Sfugge a questi ‘economisti’ che, se tale assunto fosse vero, il 75% delle tasse trattenute dovrebbe corrispondere a ben 400 mld di euro circa (e non 157 come da consuntivo 2011). Si badi bene che la massa globale di spesa pubblica dell’Italia è di circa 800 mld di euro totali!!!…Questi ‘signori’ quindi o non sanno quello che dicono e sono digiuni di ogni capacità raziocinante e di calcolo, oppure – e ciò sarebbe ancor più grave – usano strumentalmente ed a fini elettoralistici di convincimento del proprio elettorato una promessa pseudo programmatica a loro confacente al fine di rabbonire i gonzi (alcuni comunque non simpatizzanti del Caimano). Così come già fatto, ad esempio, con la secessione, il Federalismo, la “Devolution” ect. ect.

  • frank

    @cagliostro

    c)il 75% delle imposte resti in Lombardia

    stante la notevole diversità di trattamento, prima o poi una più equa ripartizione andrà comunque affrontata

    http://www.mil2002.org/stampa/riservato/070516du_tab4.htm

  • @frank, ovvio che non è tanto importante quanto si trattengano le varie regioni a statuto speciale quanto ciò che giunge loro DOPO ESSERSI TRATTENUTE LE “LORO” TASSE. Se la Sicilia si trattenesse SOLO il pur COMPLETO gettito erariale sorgente sul proprio territorio, saremmo tutti i più felici del mondo. L’abbiamo già detto ma mi preme ripeterlo: quello che conta davvero è il residuo fiscale (differenza tra ciò che la regione riceve dallo stato e ciò che dà al medesimo), e soprattutto DI CHE SEGNO E’. Perché se è positivo vuol dire che quella regione riceve dallo stato più di quanto dia in termini di gettito.

    Insomma, cose già viste:
    residui fiscali regione per regione e conti pubblici territoriali
    Federalismo e distribuzione del residuo fiscale in Italia

  • frank

    Ecco quanto ricevono i comuni della provincia di Belluno per trasferimenti erariali:

    http://www.marcostradiotto.org/http://www.marcostradiotto.org/wp-content/uploads/2012/07/completo_belluno.pdf

  • @frank, sempre per tentare di chiarire a chi ha meno dimestichezza con questo tipo di dati: il fatto è che queste classifiche possono servire a confrontare fra loro comuni o altre realtà aggregate (comunità montane, comprensori ecc) ma non descrivono la realtà dei trasferimenti nel loro insieme e quindi i rapporti di forza o di debolezza tra autonomia locale e stato centrale. I comuni ricevono trasferimenti/soldi anche dalla Regione, per esempio per rifare il marciapiedi o per cambiare le lampadine dell’illuminazione pubblica ecc.; il tribunale di Pieve eroga servizi di pubblica utilità così come tutto l’apparato sanitario … . Tutti questi servizi costano e quindi (senza discutere quanto efficiente siano le modalità di spesa) sono soldi che lo stato trasferisce alla periferia. E’ questo che genera la grande difficoltà di stabilire l’entità del residuo fiscale regionale (o provinciale, o comunale …). I CPT Conti Pubblici Territoriali dovrebbero assolvere a questo compito e presentare la mappa della distribuzione delle risorse più aderente alla realtà.

  • frank

    @danilo
    tu fai riferimento a tre tipi diversi di finanziamento (a grandi linee):
    1 – trasferimenti diretti, entrano direttamente nelle casse di quel comune
    2 – trasferimenti per scopi specifici (es. marciapiedi), entrano in quel comune in funzione alla partecipazione a specifici bandi (il comune deve avere fatto un progetto e deve avere messo a disposizione fondi propri nella % prevista di spesa = no fondi propri disponibili no trasferimenti specifici)
    3 – trasferimenti x sanità, fondi direttamente pagati dalla regione per la sanità di uno specifico territorio. (es. strutture e organizzazione sanitaria in Cadore = x€ /n° abitanti Cadore)