7 Comments

  1. Viva la Puglia
    23 Febbraio 2011 @ 09:30

    @Danilo,
    hai fatto bene a mettere il link con l’articolo precedente anche perché i commenti di quest’ultimo sono pertinenti all’argomento pure qui trattato. Vorrei solo dirti che è una pia illusione dire:”Tutti a casa!”.
    Questa è gente che ha lo stomaco dello struzzo: digerisce anche i chiodi! Ed è della stessa risma di quella gente senza pudore che ci sgoverna a Roma ed in Regione. Se non ci fossero di mezzo ricchi emolumenti, leverebbero subito le ancore!! Non vedi come Roccon fa impudentemente lo scarica-barile? L’unica soluzione per liberarci di questa feccia politica è l’intervento della Magistratura e l’esautoramento di lorsignori per via giudiziaria, altrimenti ce li teniamo fino a ché non avremo più… acqua che sgorga dai nostri rubinetti. Oppure tale acqua ci costerà più di quanto costa la benzina attualmente. Fra poco, sull’argomento, ci sarà anche un Referendum: andiamo tutti a votare senza tentennamenti. Già si sente qualcuno che dice: ‘la proposta è di Di Pietro ed a me non sta bene!’ Ignoranza colpevole!!! L’acqua è di tutti ed in questo caso non voglio neanche sapere chi ha indetto il referendum, so solo che chi lo ha fatto ha ragione da vendere…

  2. Danilo De Martin
    23 Febbraio 2011 @ 10:41

    Comitato bellunese Acqua Bene Comune: Non ci basta dire: avevamo ragione. Ora le dimissioni dei vertici Bim Gsp e le modifiche legislative sulla gestione dei beni comuni e le tariffe

    Quando in tempi non sospetti abbiamo denunciato le decine di milioni di esposizione finanziaria del Bim GSP, le carenze di trasparenza decisionale e di controlli, l’insostenibilità delle norme tariffarie e le perverse sovrapposizioni di ruolo degli amministratori di queste società, costoro hanno avuto la spregiudicatezza di ribattere che tutto funzionava bene, che le nostre denunce erano ingiustificate e che caso mai erano le nostre iniziative referendarie a creare difficoltà al Bim presso le banche e a produrre inutili allarmismi presso i cittadini.

    Ora di fronte all’oggettiva e non più occultabile emergenza economica di Bim Gsp, pur a fronte di una ridotta attuazione degli investimenti programmati e di una inadeguata gestione dei servizi, siamo costretti ad assistere anche ad uno sconcertante tentativo di palleggiamento delle responsabilità tra controllati (Soci Bim Gsp) e controllori (Ato, Provincia e Sindaci), nel solito gioco di collusioni di “tutti responsabili, nessun responsabile”, per poi pretendere che siano i cittadini a pagare tanta improvvisazione con le bollette e con la privatizzazione del servizio, magari a vantaggio di quei fornitori privati che hanno accumulato crediti nel tempo.

    Le responsabilità personali e le ragioni politiche di questo sfacelo sono invece chiare e vanno ricercate ed affrontate sui due piani distinti: con le dimissioni dei vertici Bim Gsp e con contestuali modifiche legislative sulle modalità gestionali dei beni comuni e di calcolo delle tariffe del servizio idrico integrato; cambiamenti normativi questi attuabili solo con i due Sì abrogativi nei prossimi referendum. Riteniamo inoltre dovuta ed urgente la convocazione aperta dell’assemblea generale dell’Ato, in un orario compatibile alla partecipazione dei cittadini, dove vengano illustrate formalmente le reali situazioni gestionali, economica e finanziaria di Bim Gsp e delle società correlate e dibattuta in modo trasparente la proposta regionale di riorganizzazione degli ambiti territoriali.

    Nel contempo invitiamo i Sindaci e le singole Amministrazioni Locali bellunesi a pronunciarsi pubblicamente sulle ragioni referendarie, visto che non esiste una terza via tra la privatizzazione in essere o la gestione realmente pubblica e partecipata del servizio idrico integrato. Il tempo dei tatticismi e delle ambiguità è finito. Sull’acqua e sui beni comuni si decide tutti, con assunzione di responsabilità, personale e collettiva.

    Comitato bellunese Acqua Bene Comune
    (da Bellunopress)

  3. frank
    23 Febbraio 2011 @ 11:43

    Le dimissioni andrebbero bene se fossero accompagnate dal divieto di ricoprire cariche pubbliche in altri enti. Queste teste andranno a fare disastri da altre parti (buco su buco).

  4. Arty Ciasa del Beo
    23 Febbraio 2011 @ 19:16

    @Danilo
    ho letto sul corriere delle alpi,che in regione stanno vagliando 2 disegni di legge perchè passi tutto in mano alla regione.
    Son a posto !!!

  5. Danilo De Martin
    24 Febbraio 2011 @ 07:52

    @Arty,
    è il legislatore Nazionale che ha previsto lo smantellamento degli Ato entro la fine di Marzo. Così la Regione deve trovare una soluzione, altrimenti interviene lo Stato (si fa per dire). La soluzione è: gestione dei rifiuti alle province e gestione dell’acqua alle regioni (gestione= coordinamento delle politiche bla bla bla). La sostanza è che agli Ato cambieranno nome e alla fine si chiameranno “Bacini”, come quelli perugina … Le careghe girano, non calano!

  6. BIM-Gsp: attendiamo le dimissioni? » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    24 Febbraio 2011 @ 09:30

    […] un solo credo: valorizzare il territorio. Cosa si fa quindi? Come ha ben rilevato Viva la Puglia in questo commento, solo la magistratura (o un fallimento societario conclamato) potrebbe toglierceli di torno … […]

  7. Arty Ciasa del Beo
    24 Febbraio 2011 @ 11:45

    @danilo
    Analisi perfetta, si spera che il ns. bacino voti (unico che ci è rimasto) in cadore e ampezzo, alle prossime elezioni dia un cambiamento radicale.