6 Comments

  1. montanel
    5 dicembre 2009 @ 08:58

    Voglio affrontare la cosa con curiosità. Che lo spot nel suo insieme sia taroccato (nel senso che ci hanno smanettato a dovere al computer) lo si capisce innanzitutto dalla neve che, è caduta ieri, ma che quando hanno girato lo spot non c’era, neanche sulle cime (se no propio na sbrisa). Lo si vede dal montaggio e dagli sfondi che, se andate al pattinaggio, non vedete di sicuro.

    Secondo me poi neanche le crode sono nostre. Un profilo come quello che si vede alla fine dello spot io, sinceramente, non risco ad attribuirlo ad alcuna cima dolomitica “nostrana”. A me sembra che quella bella montagna dolomitica sia stata creata prendendo come base il Montanel, e poi dandoci dentro come assatanati con lo smanettamento al computer. La costa a destra può essere la Costa di Vedorcia (forse rimasta vergine).

    Le esigenze pubblicitarie possono, ed in questo caso “hanno”, stravolto la realtà. Non sarà la Val Gardena, ma non è neanche il Cadore autentico, a mio avviso. Comunque ne è uscito fuori un bel polverone. Forse era solo questo che si voleva.

    E dedicarci un po’ di più a promuovere realmente il nostro territorio?

  2. Piero
    5 dicembre 2009 @ 18:58

    Mi chiedo di cosa stiamo parlando!
    la tim commissiona il suo spot di natale che va in onda a livello nazionale pertanto non necessariamente deve fare precisi riferimenti geografici…(lo spot e’ suo pagato da tim).
    ora ci possono essere due strade…
    1)si partecipa finanziariamente e si ha diritto ad essere nominati oppure inseriti con un proprio marchio all’interno dello spot “ci si pubblicizza”
    2)la produzione usa e/o si avvale di nomi e marchi prestigiosi per dere risalto al prodotto… in questo caso si incassano i diritti di immagine.
    Quale delle due strade abbia intrapreso il Comune di Pieve non mi è noto;una considerazione è leggittima: di fronta ad un evento così rilevante e ad una opportunità così vantaggiosa non puo’ essere una “semplice” associazione di pattinaggio a negoziare e concordare le condizioni partecipando o meno allo spot tim. Mi chiedo se tutta questa polemica non fosse altro che per nascondere le vere responsabiltà dei “Comuni” incapaci di vedere oltre, sempre attenti alla ordinaria amministrazione e pronti a scaricare sugli altri le loro colpe e le loro mancanze decisionali. Il comprensorio Cadorino , che si promuove zona turistica, non può cadere in certi errori.

  3. Danilo De Martin
    5 dicembre 2009 @ 21:09

    Concordo su quanto espresso da Piero e riprendo in particolare queste parole:

    […] Mi chiedo se tutta questa polemica non fosse altro che per nascondere le vere responsabiltà dei “Comuni” incapaci di vedere oltre, sempre attenti alla ordinaria amministrazione e pronti a scaricare sugli altri le loro colpe e le loro mancanze decisionali. Il comprensorio Cadorino , che si promuove zona turistica, non può cadere in certi errori.

    Credo anch’io che questa sia la conclusione più plausibile. Avon serou la porta dopo che le vace e scanpade. In una parola: dilettanti.

  4. Dolomiti, Unesco, province e percentuali di appartenenza » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    7 dicembre 2009 @ 11:53

    […] argomento i numeri sono piuttosto elastici. C’è chi recentemente (polemica per lo spot Tim) ha parlato di un 70%, chi invece è giunto orgogliosamente fino all’80%. Prima che il furore […]

  5. Danilo De Martin
    8 dicembre 2009 @ 15:30

    Dal Gazzettino:

    Il sindaco Ciotti ribadisce: «Meglio finire di polemizzare e lamentarci. Alla fine anche il Cadore ha avuto la sua pubblicità, in un modo o nell’altro – e continuando – dobbiamo essere contenti che siano venuti proprio da noi, perché in fin dei conti, solo qui hanno trovato quello che cercavano, ovvero uno stadio scoperto».

    e poi ancora:

    «dal 26 giugno di quest’anno, le Dolomiti sono state inserite nel patrimonio mondiale dell’Unesco, importantissimo riconoscimento, che unisce così anche Cadore e Val Gardena. Per tutti noi siamo La Montagna.»

    Commovente!

  6. Danilo De Martin
    10 dicembre 2009 @ 09:27

    Ho scoperto oggi un articolo di Enrico Tabacchi in cui si evidenzia proprio ciò che “montanel” aveva intuito, ossia che le montagne dolomitiche sullo sfondo dello spot non sono sedimentate da milioni di anni, ma costruite al computer in qualche giorno. Per vostra comodità riporto in seguito le due immagini tratte dal blog citato dalle quali si vede chiaramente lo “smanettamento” al computer. (nota: le immagini non risultano più presenti alla fonte).