
Quest’anno me lo sono perso. Non ne sono risentito, anzi, per la mia salute psico-somatica è stato meglio così.
Mi riferisco allo spettacolo fornito annualmente da De Rossi, il vero padre padrone della Caserma di Soracrepa, l’incontestato Imperatore che tutto può, come Nerone. Sì, perchè ogni anno lui mette in atto la sua monticazione; passa qualche giornata a Pian dei Buoi attorniato da chi gli pare. E va a funghi, prende il sole, discute, disserta e alla fine se ne va, donde era tornato. Ma prima di iniziare la discesa si volta indietro e promette solennemente che sarà così per tutti gli anni a venire.
E finora così è stato. Lui non viene a funghi, lui non viene a riposarsi. Lui viene a marcare il territorio, a dire a tutti “qui il padrone sono io“. E lo fa perché ritiene di aver avuto, da questo nostro paese, gravi torti. A giudicare da come si comporta la legge italiana nei suoi confronti, non è facile dargli torto. Se può ancora fare, sembra più che legittimamente, quello che fa, ossia ostentare la sua facoltà di “occupare un suo territorio, un territorio che gli appartiene”, non deve avere proprio tutti i torti, o forse è meglio dire che qualche ragione (non parliamo di ragioni morali ma legali) deve pur averla.
Fatto sta che anche questo anno De Rossi è tornato a marcare il territorio. Ha alzato la gamba ed ha detto a tutti: “qui-comando-ancora-io“. Mi hanno raccontato che anche quest’anno l’autorità (credo la polizia locale) deve aver scritto un bel verbalino. Tempo addietro ero presente quando i carabinieri ne hanno fatto uno loro, di verbale. Successo qualcosa? No, proprio un bel niente.
Allora diciamolo apertamente. Noi, caro De Rossi, ti “siamo avversi” ma, in fondo, allo stesso tempo, nascostamente, ti ammiriamo profondamente. Non è da tutti tenere in scacco, per così tanto tempo, un intero paese, con tutto lo stuolo di sindaci, assessori ed avvocati che si sono fin qui succeduti. E tutto con il benestare dello Stato italiano che, attraverso i suoi giudici, ti ha lasciato “carta bianca”.
Chissà quante risate ti sei fatto sapendo che abbiamo speso 250.000 €, per entrare in possesso di un bene che ancora non possiamo utilizzare. Io sono tra quelli che sulla vicenda ha ragionato così: con la testa, la ragione, il calcolo meramente economico, solo uno sconsiderato avrebbe speso quella cifra (dopo tutto quello che è successo poi …). Col cuore, con il sentimento, spegnendo tutta la ragione, perché ne basterebbe un niente per dire NO, col cuore anch’io ho detto SI. Perché, in fondo, la Caserma può essere determinante nello sviluppo (lo vogliamo?) di Pian dei Buoi.
Se torniamo indietro di 20 anni, le cose che l’amministrazione da una parte e De Rossi dall’altra si ripromettevano di fare erano, in fondo, coraggiose e lungimiranti (un ideale concorso di forze fra pubblico e privato). Più di qualcosa, evidentemente, è andato storto. Ragionevolmente, prima o poi, entreremo in possesso di questo bene che, non va dimenticato, abbiamo comprato con i “nostri soldi“.
Caro De Rossi, allo stato attuale, che dire? Senza grande entusiasmo: «Arrivederci al prossimo anno».
Dal Sindaco invece mi aspetterei due parole, pubbliche, chiare, per quanto possibile, sullo stato della vicenda. Così, tanto per aggiornarci e farci sentire un po’ meno fantocci.
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la popolazione i consigliri attuali e quelli della passata legislatura ,sia di minoranza (in minoranza c’ero anchio, credulone romantico sognatore )che di maggioranza ,devono pretendere risposte pubbliche dal sindaco , e spiegazioni chiare su come agiranno in futuro per risorvere la questione.
un blozzaugurioderossiano al sindaco
ciao floro
Ehi anche io c’ero. Quest’ anno come gli anni passati ad assistere alla solita fantomatica pagliacciata!! Le visite sono state ben 2 (prima carabininieri e poi polizia locale) ma entrambi sono tornati nella valle da cui provenivano!
Hanno costatato inoltre, ancora una volta che il geometra Paolo De Rossi è il vero padrone della montagna.
Inoltre ho reperito in internet questa fresca sentenza del tribunale la quale afferma che il geometra Paolo De Rossi assieme ai suoi bivaccanti può essere presente per i prossimi anni fino al 2017!
Egregio “Simpatizzante di Pian dei Buoi”,
ho letto attentamente il tuo breve ma significativo scritto sulla vicenda che ha visto (e vede?) contrapposti il nostro Comune alla Cooperativa Sora Crepa del geom. De Rossi e C. Le tue poche righe, nell’angusto ambito paesano, possono essere considerate una autentica primizia, un vero e proprio scoop, visto il silenzio del Municipio e dei media. Nella annosa, complessa e farsesca controversia tra il De Rossi e le sue società da un lato ed il Comune dall’altro (dico farsesca in riferimento alle scelte ed ai comportamenti di certi “giureconsulti”, che hanno coinvolto l’Ente in accordi e transazioni rivelatisi oltremodo onerosi) ora si è giunti al redde-rationem e tu, “Simpatizzante”, citi una “fresca sentenza” che alleghi al tuo scritto in PDF. Di tutta la querelle è bene venga tralasciata la intera e vera storia e l’evolvere delle alterne vicende processuali e non, che richiederebbero forse la stesura di un intero volume, mentre carità di patria impone invece un velo di pietoso oblio.
Ma torniamo alla “fresca sentenza” che ho analizzato a dovere. In estrema sintesi, risulta che la Cooperativa Soracrepa del De Rossi aveva citato in giudizio civile il nostro Comune, opponendosi all’atto di ingiunzione e precetto con il quale l’Ente intimava, fra le altre cose, lo sgombero ed il rilascio dell’immobile pignorato e la consegna delle chiavi al custode, nella persona del sindaco pro-tempore (come da pregressa decisione del giudice).
L’opponente/ricorrente sosteneva sia l’illegittimità e/o inamissibilità del provvedimento del Comune di Lozzo per difetto di competenza, nonché il mancato rispetto del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato, ex ad 112 c.p.c. Ora il Giudice, variamente argomentando, è giunto alla conclusione di accogliere parzialmente le richieste dell’opponente/attore e ciò proprio sul punto nodale della causa, ossia la dichiarazione di insussistenza del diritto dell’opposto/convenuto di procedere all’esecuzione per il rilascio dell’immobile pignorato. Viene invece rigettata ogni ulteriore domanda proposta dall’opponente Cooperativa, compreso quel che attiene il rilascio delle chiavi. Le spese processuali dovranno essere compensate.
A parte ogni commento sull’esito parzialmente penalizzante per il Comune sia in punto di diritto (rigetto della istanza principale) che per le spese processuali (il Comune aveva chiesto che fossero interamente a carico della Cooperativa), mi incuriosisce quel tuo citare la data del 2017, data che non ho riscontrato nella lettura del dispositivo della sentenza. Vorresti gentilmente chiarire a me ed ai lettori, visto che certamente sei molto documentato sull’argomento, il perché di tale preciso riferimento? Grazie e saluti cordiali.
[...] fino al 2017? Premessa. Nel pomeriggio di ieri mi è giunto un commento “singolare” (clicca qui per leggerlo). L’autore, simpatizzante_pian_dei_buoi, ci informa che, in relazione [...]
Beh che dire il 2017 deriva da un semplice calcolo fatto da me in base ad altre informazioni reperite in rete: Nel 2005 scadeva il mandato dodicennale alla Cooperativa Il Cormorano, concesso in data 10.06.1993 dalla S.I.T., autorizzata dal Comune ad affidare in gestione il succitato immobile, ha concesso in locazione commerciale l’immobile stesso, da adibire a bar, ristorante e albergo.
Tale concessione era tacitamente rinnovata per altri dodici anni se il comune non ritirava la concessione di rinnovo entro i primi 12 anni. Il comune non l’ha ritirata e quindi la concessione si è rinnovata per altri 12 anni quindi 2005+12=2017!
[...] Caserma di Soracrepa: puntata n. 472 [...]