8 Comments

  1. lettore
    25 Aprile 2011 @ 21:24

    Dalla presuzione, pian pianino, in un crescendo orgasmico che immaggino deve procurare non poco piacere, si passa alla certezza, non puo’ che essere il sindaco l’autore del trattato sui tipi di critica politica. E subito si aprono le cataratte: critiche, considerazioni, ipotesi, di natura sociopolitica, dando un senso logico e carico di significato anche all’impostazione grafica.
    Mi sono informato, il sindaco quando scrive si firma, l’autore, posso assicurare, non è il sindaco. Non è la prima volta che analizzando uno scritto anonimo, si tenta, non potento dare un volto all’autore, di collocarlo obbligatoriamente da qualche parte, e se non critica l’attuale maggioranza, è sicuramente con loro. Capisco che chi scrive di argomenti politici locali con tanto ardore e conoscenza, ed è costretto ad usare uno pseudonimo non può che evidenziare una forte frustrazione politica.

  2. cagliostro
    26 Aprile 2011 @ 10:33

    @Lettore,
    il tuo commento evidenzia chiaramente tre aspetti che non possono sfuggire a chi abbia un minimo di discernimento:a)prevenzione, mancanza di logicità e/o incapacità di saper leggere;b) contraddittorietà palese, documentata e non colta nel vergare il commento;c) malizia e venatura astiosa messa in luce in particolare nella chiusa del breve intervento. E voglio chiarire i tre aspetti essenziali colti nella dotta-filosofica disquisizione.
    a)riferendomi allo scritto sul BOL-PAR, ho usato per ben due volte la formula dubitativa per attribuire al sindaco quanto scritto a proposito della domanda fatale sulla possibilità di critica verso chi ci governa.
    Quindi tu o non hai saputo leggere o, peggio, non hai voluto tener conto della ipotesi da me fatta. Del resto, la logica ti fa comunque difetto: se sotto tanto pensiero, così bene espresso, appaiono gli auguri del sindaco, a chi si può attribuire cotanto disquisire se non al primo cittadino (o, magari, “a chi per esso”)?.
    b)tu parli di pseudonimo a cui sarei costretto; ma ti avvedi o no che anche tu usi lo stesso sistema che attribuisci a me? Su questo abbiamo a suo tempo ampiamente trattato su questo Bloz e non intendo ora impegnarmi in una ripetitiva azione ‘didattica’. Hai colto adesso la tua contraddittorietà?
    c) di tutto mi si può accusare fuorché di essere un frustrato. Semmai lo è chi si fa paladino di una causa quanto meno opinabile, o chi crede che l’attuale compagine sia formata da angioletti che sono lì per il bene comune e non per sostegno ad una consorteria che ha in mente la cura di una lobby (e di esempi, se vuoi ripassare quanto da me scritto su questo Bloz, ce ne sono a iosa). Forse certi allocchi sono affetti da frustrazioni ed avrebbero bisogno non dello psicologo ma di un bravo psichiatra.
    Grazie comunque per avermi dato atto di trattare ‘con ardore e conoscenza’ i problemi locali.

  3. lettore
    26 Aprile 2011 @ 17:26

    IL frustrato non ammetterà mai di esserlo, sono i suoi scritti che mettono in evidenza questo stato di frustrazione. Attaccare continuamente il sindaco ricordando con appellativi(ora meno pesanti dopo rimprovero) da dove viene, mette in luce un affetuoso razzismo.
    L’elezione del nostro sindaco anche se democratica la si vive come una esurpazione, lui, essendo della magnagrecia, non doveva semplicemente candidarsi. Ora i concittadini scelgono non in base alla provenienza ma ai valori che si trasmettono e che si praticano, e purtroppo questo, qualcuno, lo vive male, con frustrazioe, aggravato in alcuni casi anche dalla sindrome del derelitto, sempre politicamente ben inteso.
    ,

  4. Viva la Puglia
    26 Aprile 2011 @ 17:35

    Più che fare supposizioni sulle intenzioni di chi ha scritto l’articolo, più che cercare di trovare il classico pelo nell’uovo o fare insinuazioni malevoli ed inopportune su ‘orgasmi’ o su ‘frustrazioni’, io cercherei di guardare ai contenuti di quanto scritto. A tal riguardo debbo dire, dopo aver letto il Bollettino Parrocchiale (pagg 10 e 11), di condividere quanto scritto da Cagliostro e di trovare anche molto pertinente la risposta che egli ha dato a ‘Lettore’; vorrei invitare poi quest’ultimo, che pare molto vicino alla combriccola che ci amministra,a dirci da dove ha attinto l’informazione secondo la quale l’articolo ‘Si può criticare chi ci governa’ non è opera del sindaco. Tale sospetta sicurezza cozza contro il fatto che, in calce alla pagina interessata, si trova proprio la firma e gli auguri pasquali del primo cittadino.
    Poi,ripeto, più che analizzare i toni usati da Cagliostro che trovo di sola critiva ‘politica’, a me interessa quanto egli dice. Io non guardo cioè all’indice che mi indica la Luna, ma guardo proprio la Luna.

  5. Tamarindo
    26 Aprile 2011 @ 17:56

    Condivido fin a l’ultima riga chè che à scritto “Cagliostro”. Chi che lo critica forse no i capise (o no i vò capì) zerte verità. E pò volarae savé se un come “Lettore” sarae bon de scrive ‘n articolo come chel che é ca de sora. Ciato bela la imagine de chi che varda ‘l deido e no la Luna che ‘l deido vò ‘ndicà. Guai se manciase ‘l Bloz e chi che scrive…se tornarae nte le tenebre, sarae sempre ‘na nuote fonda, una vera barba negra…

  6. lettore
    26 Aprile 2011 @ 20:39

    Non è un segreto di stato sapere chi scrive gli articoli del bol-par, basta chiedere, non ci sono scritti che offendono o falsificano.
    Per il resto siamo alle solite, chi non critica i governanti o fa notare
    le esagerazioni dei critici a prescindere, quello è colluso con il potere.
    Il bloz allora dovrebbe avere un sottotitolo: RISERVATO A CHI CRITICA LA MAGGIORANZA.

  7. Tamarindo
    27 Aprile 2011 @ 08:10

    @lettore, visto che si tratta di Bollettino Parrocchiale (e non del Bloz), non basterebbe firmarsi? Questo proprio perché, da quelle colonne, nessuno dovrebbe “offendere o falsificare”. Per il resto, starebbe bene il sottotitolo proposto, con lo intendimento che la critica è tale senza aggettivazioni…

  8. Danilo De Martin
    27 Aprile 2011 @ 11:36

    @lettore,
    -il bollettino parrocchiale ha, come si suol dire, il nome sulla schiena. Esce come emanazione della parrocchia che è guidata da don Osvaldo;
    -il bolpar viene redatto da un comitato di redazione aperto a collaborazioni esterne;
    -il bolpar annovera una rubrica intitolata “dal Comune” … informazioni civiche;
    -a rigore tale titolo non dà alcuna certezza che i contenuti siano prodotti “dal Palazzo”, ma, converrete, l’utilizzo del complemento di moto da luogo “dal” non può che trarre “in inganno”;
    -chiunque le abbia scritte hanno il valore che hanno; sono lì, apposta per essere lette, valutate, analizzate e, se proprio volete, criticate;
    -la presenza nel comitato di un assessore di giunta, per quanto mite e morigerata sia la persona, autorizza a pensare che, quanto meno, ciò che viene scritto in questa rubrica non sia inviso alla “governance”;
    -in mancanza di una chiara attribuzione della proprietà dello scritto, l’esercizio dell’attribuzione della paternità del medesimo non può che risultare aleatorio, incerto;
    -il valore di quanto scritto non cambia in funzione di chi ne sia l’autore, fosse anche il presidente della repubblica. Io l’ho definita fuffa e fuffa, a mio parere, resta. Non tanto per il senso delle frasi che, prese singolarmente, sono condivisibilissime e fin troppo ecumeniche, ma per l’assemblaggio titolo-contenuto che ne denatura la valenza civica;
    -per quanto mi riguarda, molto semplicemente, l’articolo “Si può criticare chi ci governa?”, scritto da un xy, è apparso sul bolpar (e quindi è lecito presumere che sia stato avallato dal suo comitato di redazione o, perlomeno, dalla maggioranza dei suoi componenti). Siccome il bolpar giunge nelle case della gente di Lozzo, io, uomo qualunque, ne ho tratto spunto per scrivere una mia opinione alla quale è seguito un articolo di approfondimento che è espressione dell’autore. Se qualcuno vuole controbattere con un altro articolo basta che si faccia avanti. Non può certo pretendere, però, che chi avrà modo di leggerlo, valutarlo ed analizzarlo non possa poi liberamente … “criticarlo” (esprimere una opinione su di esso).