date al Mortadella un osso da rosicchiare

Il Mortadella ci ha trascinato nell’euro raccontando, insieme a Ciampi, un sacco di balle ai tedeschi (che le conoscevano tutte, che hanno fatto finta di crederci lasciandoci entrare ed incatenandoci alla moneta, ottenendo il risultato di addomesticare il più grande competitor che avevano tra le balle in termini di industria manifatturiera).

Anche tra i padri fondatori dell’euro, quelli che hanno sparato cazzate fotoniche per anni, sta iniziando ad insinuarsi il dubbio che così le cose non possono andare avanti. Sentir parlare il Mortadella, ora, fa perfino tenerezza. La parte nella quale parla dei 240 miliardi di surplus della bilancia tedesca è penosissima, perlomeno per chi tutto ciò l’aveva previsto prima che tutto avesse inizio. Guardatelo, sembra un barboncino spaesato preso a pedate dalla storia: dategli un osso e che se ne vada in un angolo in ombra a rosicchiarselo.

Se non ce la fate a sentir parlare il prodino, poco male, dovreste sentire cosa ha da dire l’economista Emiliano Brancaccio (de sinistra) sull’insostenibilità delle divergenze che l’euro ha creato ed è destinato a mantenere (dal minuto 3:10). Alla fine dall’euro usciremo, è matematica (come si usa dire, il problema non è se usciremo ma quando e soprattutto a quali condizioni). Dice Brancaccio: “Alla fine, proseguendo di questo passo resterà una sola scelta ai decisori politici:  scegliere tra modalità alternative di uscita dall’euro”.

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