della dolomia e delle fragili cose ...

Curiosando in giro (con la complicità dei crolli dolomitici), niente di più.

A parte il refuso sul titolo (fragli), vi pare che la carta possa essere definita fragile? E’ invece un materiale di grande plasticità. Avete mai visto schizzare via un nastro di carta nelle rotative? Provate a prendere a martellate un bicchiere di vetro e poi una risma di carta (ma anche un singolo foglio). E ora prendete a martellate un pezzo di dolomia. Ci siamo capiti vero? La fragilità della carta è quindi una licenza poetica che va lasciata ai poeti.

In compenso assume senso compiuto la carta della fragilità. E sì, sono al corrente che la carta ha qualche problema con le sollecitazione di taglio, sì, ma questa è tutta un’altra storia.

della dolomia e delle fragili cose ...

3 commenti per della dolomia e delle fragili cose …

  • Naturale

    E’ sorprendente come non abbiano cose più serie da scrivere sui giornali.
    Per le Dolomiti, proprio per la loro tipologia ed origine (sedimento del fondo marino compresso, fatto emergere per il processo di compressione delle placche continentali-tettoniche che si spostano), è naturale che si sgretolino per i fattori delle intemperie ecc. e rovinino a valle per effetto della gravità terrestre.
    Perchè non scrivono cose del tipo: Ogni giorno il governo italiano prende per i fondelli il popolo contribuente e lo spenna ben bene per mantenere in essere poltrone e sedie sempre più inutili?
    Il popolo, me compreso, sciocco subisce supinamente.
    Quando tutto questo avrà fine?
    A cosa serve che si vendano i beni pubblici se continuano le spese inutili?

  • Cagliostro

    @Naturale,
    la tua chiosa finale è molto importante, direi ‘dirimente’ rispetto alla grande crisi che stiamo vivendo da ben 5 primavere. A me sembra che non solo continuino le ‘spese inutili’ ma anche quelle cervellotiche, quelle ‘utili’ soltanto alla casta. Qui sarebbero necessarie politiche drastiche di riduzione della spesa, senza però toccare il sociale, la sanità e la scuola. Vendere ora i ‘gioielli di famiglia’ per coprire, magari, spese correnti superflue, inutili e/o controproducenti (leggi sprecopoli) è cosa contro ogni buon senso, cosa che pregiudicherebbe ancor di più il domani dei nostri figli e nipoti. Abbiamo visto come sono andate le privatizzazioni di Telecom, di Alitalia ecc. ecc. Del resto, questo sarebbe il momento della svendita, non di una vendita a prezzi equi. Tanto per intenderci, chi volesse vendere a Lozzo una casa, troverebbe-forse- soltanto qualche strozzino, e non è detto che sulla piazza ce ne siano ancora con disponibilità di un minimo di risorse. Così il nostro patrimonio mobiliare ed immobiliare (di italiani, veneti, bellunesi, lozzesi) sta andando in fumo…,’merito’ di una accozzaglia di classe politica indecorosa!

  • […] gela, disgela, rigela, ridisgela e così via ciclicamente producendo, fatte le debite proporzioni, cose così. Diciamo pure, in altre parole, che se io fossi il proprietario di quell’immobile, una […]