divagazioni statistiche sul referendum auronzano sull'unione dei servizi

Tatiana Pais Becher e Walter Antoniol, che rappresentano la minoranza nel consiglio comunale di Auronzo, hanno annunciatocon grande soddisfazione di avere già raggiunto il quorum necessario per indire il referendum consultivo comunale sull’adesione del Comune di Auronzo all’Unione dei Servizi dell’Unione Montana Centro Cadore“. Oltre a ciò i due, con il probabile intento di adornare il risultato raggiunto di un alone profetico, si sono lanciati in un’intemerata valutazione di carattere statistico:

[…] Inoltre raccogliere il 20% degli aventi diritto al voto su una popolazione di circa 3000 votanti è un numero oltremodo sproporzionato di quanto avviene a livello nazionale, dove sono necessarie 500.000 firme per indire un referendum.

Affermazione che, in sé, non sarebbe neanche sbagliata – è vero che c’è una sproporzione – se non fosse che le proporzioni non possono sempre essere lineari. Perché se a livello nazionale per indire un referendum servono 500.000 firme su una popolazione di 47 milioni di elettori, cioè arrotondando una firma ogni 100 abitanti, non ci si può certo aspettare che la medesima proporzione sia utilizzabile a livello comunale dove, nel caso di Auronzo, basterebbero 30 firme per indire un referendum. Cioè metti insieme tre famiglie con il codazzo di parenti e affini e ti fai il referendum che ti interessa di più.

Magari il 20% potrebbe diventare un più sensato 15% o anche un più abbordabile 10%, ma un fossato lo devi pur mettere attorno al castello del referendum – noo? – altrimenti l’assalto diventa un giro in giostra, nevvero? E che dire delle 8.000 firme che sono necessarie per indire un referendum provinciale (diciamo il 4-5% degli elettori)? Se il parametro fosse stato quello nazionale avremmo potuto presentare le firme per l’indizione del referendum per Belluno Autonoma (in questo esempio circa 1.700) passando quasi solo … tra le case auronzane.

Quindi, dai: siete stati bravini – lo scongelamento è stato provvidenziale – ma adesso non allarghiamoci troppo. Piuttosto … attenti al quorum (sempre ammesso che il borgomastro, come dovrebbe, rispetti l’esito referendario che è consultivo).

(peccato che il fervore anti unionista, così fecondo, non si possa mobilitare per indire anche quell’altro referendum, quello per il passaggio di Auronzo all’Alto Adige …)

1 commento per divagazioni statistiche sul referendum auronzano sull’unione dei servizi

  • Auronzese curioso

    ….se Auronzo entra nell’Unione servizi del Centro Cadore è matematicamente fottuto!..questa unione è il classico castello di carte all’italiana che prima o poi crollerà inesorabilmente.Auronzo deve puntare ad un comprensorio turistico con altri paesi turistici confinanti e non con il “cian de patana”!