15 Comments

  1. cagliostro
    12 Marzo 2010 @ 15:51

    LETTERA APERTA A S.E. IL SINDACO DI LOZZO
    Scrivo in qualità di cittadino/contribuente per richiamare la Sua cortese attenzione sul problema della raccolta rifiuti e sull’esorbitante costo sostenuto dai cittadini.
    Forse, dalla Sua Amm.one, il problema può anche essere considerato marginale e non interessare più di tanto; forse la “griglia” delle Sue priorità risulta molto diversa; forse il fatto che Lozzo sia adesso annoverata, a livello veneto, quale maglia nera in materia di raccolta differenziata può non intaccare la Sua sensibilità e quella della Sua Giunta; forse….; forse…. Sta di fatto che, giunti a questo punto della Sua corposa attività amministrativa, è possibile rimarcare una netta dicotomia fra quanto promesso nel Suo programma elettorale e quanto fin qui (non)realizzato sull’annoso tema. Dal Programma Elettorale della compagine da Lei guidata leggo infatti promesse che, allo stato, non risultano mantenute (“Tassa rifiuti più equa: Il nostro impegno è categorico per quanto riguarda i servizi: vogliamo migliorare la qualità e l’efficienza senza far lievitare i costi a carico delle famiglie e delle imprese…”). L’aggettivo “categorico”, evocante storicamente solenni impegni mussoliniani, non vorrei fosse stato del tutto dimenticato e pertanto mi permetto di rammentarLe che, nella trascorsa Legislatura, Lei sull’argomento “raccolta rifiuti” aveva più volte adotte motivazioni variegate al fine di giustificare il procrastinare la introduzione della raccolta differenziata, e tali giustificazioni, all’epoca, potevano magari anche apparire plausibili. Ora non più! Ora Lei ha indossata una “maglia nera” che pesa sul paese, oserei dire (non me ne voglia!) perfino sulla “dignità” dei Suoi amministrati e quindi, giocoforza, anche sulla “dignità” degli amministratori. Capisco che, oggi, in politica si fa il callo a tutto, ma qui ci sono di mezzo i portafogli della gente, e ciò in un periodo di vacche non solo magre ma cadaveriche. Lei non può più dire che nella realtà di Lozzo la differenziata costerebbe troppo. L’esperimento che stanno facendo in una realtà confinante, Domegge, sembra stia dando buoni risultati ed il costo in bolletta sarà certamente più leggero per i cittadini. Cosa vogliamo aspettare? Non è certo umiliante copiare da chi è più bravo e tempestivo di noi!! Umiliante è, semmai, essere considerati non innovatori, disordinati e “sporcaccioni”. Suvvia, eccellenza, abbia un colpo di reni: farà il bene del Suo Popolo, rispetterà con coerenza(seppur con qualche ritardo) i Suoi impegni elettorali ed aumenterà vieppiù il consenso fra la Sua gente di adozione. La ringrazio per l’attenzione e Le porgo deferenti ossequi.

  2. marnifo
    12 Marzo 2010 @ 18:33

    @onor di cronaca…quando si scrive quello che non si pensa…presto o tardi si dovrà renderne conto. Rispondo con questa battuta al riferimento fatto da Cagliostro sul programma elettorale dell’attuale maggioranza. Il fatto è che il ns. sindaco si diverte a far pagare i costi della discarica di Longarone ai Lozzesi…Per lui esistono solo centraline e moduli fotovoltaici…forse bisogna spiegargli che anche la spazzatura può diventare una fonte di energia.

  3. pagaapo
    13 Marzo 2010 @ 15:06

    Cagliostro, sta seguro che ‘l numero uno, che daspò no e par de vero ‘l numero uno parchè ‘l vero buratinaio e chel che avèa la piuma bianca sul ciapèl e che savèa contà fin a doi (‘nop due, ‘nop due,…. passo!) e che e chel che i sugerise ‘l da feise. Se i li dis che i mus i giòla lui se convinze anche de chesto (se vede che ‘i acorde pre-eletoriai era anche chesti cà, se no no e posibile che un che abie ‘ntin de sal ‘ntel capuzo no rue da solo a capì zerte robe).
    Pi tempo che pàsa pi me rendo conto del dàn che ie davòi fei al nostro paes.
    I se perde davòi de putànade e no i afronta problemi pi seri come chel de le scoaze che costa a dute quante.
    Forse i dovarà tole consulenza anche par chesta roba cà.
    Sane

  4. cagliostro
    13 Marzo 2010 @ 17:49

    Pagaapo,
    condivido interamente la tua diagnosi proprio perché conosco molto bene il modo di operare sia del “gatto” che della “volpe”. Il duo di piadena è legato a doppio filo ed il patto che lega i due è un patto d’acciaio (come quello che legava “Dolfo” a “Benito”, tanto per parafrasarti…). Non è detto però che così come si opera (od anche, in certi casi, si omette di operare) voglia dire fare il bene degli amministrati. Questi ultimi, per quanto possano essere amorfi, sonnolenti, disinformati o strumentalizzati, io confido che, prima o poi, sapranno aprire gli occhi e trovare la attuale gestione non corrispondente agli interessi dei singoli e dell’intera comunità.Forse sono un illuso ma, si sa, la speranza è l’ultima a morire!!…

  5. pagaapo
    13 Marzo 2010 @ 18:17

    Cagliostro… vedesto, adès che ‘i à ‘l “potere” la dènte li saluda e i li riverise “come che i farea ai gerarchi ‘ntel XX°”…. parchè no se sa mai,…. ma sta seguro che apena che i va dò no li cag..à pi nesùn.
    Chesto e chel che i se mèrita.
    Sane

  6. Danilo De Martin
    16 Marzo 2010 @ 09:33

    Trafiletti tratti dalla stampa sulla gestione del “porta a porta”.

    Dal Gazzettino 14 marzo: Si avvicina a grandi passi il mese di maggio quando nel Basso Feltrino partirà la raccolta dei rifiuti solidi urbani attraverso il metodo del porta a porta. Una novità che rivoluzionerà le politiche ambientali del Feltrino, capoluogo escluso[…].

    ed ancora sul porta a porta: È partito da Arten, venerdì sera 12 marzo, il giro dei 7 incontri di sensibilizzazione e di preparazione della popolazione del comune di Fonzaso per la nuova raccolta del porta a porta, denominato “Porta a Porta perché?” […]

  7. Danilo De Martin
    20 Marzo 2010 @ 17:02

    Anche il comune di Arsié inizia a gestire i rifiuti con il sistema del “porta a porta”. Lozzo osserva ancora? (dal Gazzettino).

  8. Danilo De Martin
    20 Marzo 2010 @ 17:11

    Anche chel de Pieve, taca co la diferenziata. Me l’ero perso pa strada…

    Anche il Comune di Pieve aderirà alla raccolta differenziata dell’umido. La decisione segue quelle intraprese dalle amministrazioni di Domegge e Calalzo per combattere le ingenti spese annuali legate allo smaltimento dei rifiuti. Già da fine aprile nelle piazzole ecologiche del paese saranno così presenti anche i cassonetti dell’umido. Verrà fatta una prova nella frazione di Pozzale per poi inglobare entro l’inizio dell’estate anche Pieve, Sottocastello, Tai e Nebbiù. Le modalità sono le stesse adottate di recente dal comune di Domegge. […] (dal Gazzettino)

  9. Pagaapo
    20 Marzo 2010 @ 18:10

    Ben….se dirà avanti “la roba” che i tolarà su le scoaze pasando ciasa par ciasa, credo che ‘l servizio costarà de pì. De seguro le scoaze vegnarà separade da la qualità e le podarà ese sfrutade ‘ntel meio modo posibile, vero e che la dènte del nostro paes no la e masa educada (o ‘nteligente), la bicia de duto ‘nte i casonete de le scoaze (‘nveze che dorà i bidoi giuste)… sia ‘l viero che la plastica, ‘l metal, i cartoi, i giornai, la roba dei orte ecc….., o quan che i vien poiade de fora dei casoi. Par forza che dopo ne va su le tàse a dute quante. ‘N pratica la se da a se stèsa (e la da a chi che e precise) martelade sui cocones.
    Chisà quan che la cresarà.
    No che l’aministrazion la se frue pi de tanto a ‘nformà la dente de le tase che i tocia pagà anche par ‘sta maleducazion o ‘gnoranza
    Bon…. adès vado ‘n piaza a……beveme la solita sgnapeta. Sane

  10. marnifo
    21 Marzo 2010 @ 20:54

    @pagaapo… la colpa non è della gente di Lozzo… ma del comun … no ie boi de ciatà i schei par i bidoi del umido…!!!

  11. comitato reggio emilia
    22 Marzo 2010 @ 16:05

    ritenetevi fortunati se ancora non godete del porta a porta!!!
    non è vero che con la raccolta domiciliare diminuisce la bolletta, anzi lievita vertiginosamente se il Comune che la mette in pratica non riesce a far fronte alle spese che comporta questo sporco metodo.
    il porta a porta non evita l’inceneritore e neppure le discariche.
    Se si vuole davvero pensare di produrre meno rifiuti bisogna risalire alla fonte che comunque non ha nessuna voglia di evitare le confezioni dei prodotti.
    il porta a porta è una presa in giro, guardate il nostro sito!!!!!!!!!!!!!!!!

  12. Danilo De Martin
    31 Marzo 2010 @ 10:10

    L’ecotassa più alta per Lozzo e Zoldo Alto

    BELLUNO. La giunta regionale ha certificato la percentuale della raccolta differenziata raggiunta dai Comuni nel 2008 e per questi ha stabilito l’importo del pagamento dell’ecotassa per il 2009. Solamente due Comuni, Lozzo e Zoldo Alto, dovranno pagare per intero il tributo speciale previsto per i rifiuti solidi conferiti in discarica. L’ecotassa prevista è pari a 25,82 euro a tonnellata. Al tributo nella misura del 65 per cento (16,78 euro a tonnellata) sono assoggettati i Comuni di Calalzo, Castellavazzo, Comelico Superiore, Domegge, Forno di Zoldo, Lorenzago, Ospitale, Perarolo, Pieve di Cadore, Soverzene, Vigo, e Zoppè. Il tributo minimo del 30%, pari a 7,75 euro a tonnellata, dovranno versarlo gli altri comuni, compreso il capoluogo Belluno (dal Corriere delle Alpi).

  13. Benvenuti a Zozzo di Cadore, il paese maglia nera in Veneto nella raccolta differenziata » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    10 Aprile 2010 @ 12:43

    […] qui sul BLOZ: Domegge prova con la differenziata spinta. Lozzo si differenzia con la maglia nera […]

  14. Lettera aperta a S.E. il Sindaco di Lozzo di Cadore » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    30 Aprile 2010 @ 14:48

    […] mia lettera a Lei indirizzata su questo stesso Blog, in qualità di cittadino-contribuente, in data 12/3/2010 ore 15,51, lettera rimasta ovviamente inevasa. Lei ben comprenderà come io non mi fossi fatto soverchie […]

  15. ghino di tacco
    30 Aprile 2010 @ 15:59

    Uso lo pseudonimo caro all'”esule” di Hammamet (pace all’Anima sua) per sottolineare le eccelse qualità e doti amministrative del nostro beneamato primo cittadino. Da qualche ora sono informato che l’Ineffabile ha escogitato un modo semplicemente diabolico per rimpinguare le casse del Botanico Palazzo, casse messe in difficoltà da esborsi vari per il “riscatto” della sovergnana Caserma, dai minori trasferimenti centrali e/o regionali e dalla presumibile maggior incidenza della raccolta rifiuti (vedi trsporto a S. Giustina). La fervida mente del Nostro ha escogitato un sistema molto efficace: penalizzare i già penalizzati “lozzesi de fora”, colpevoli a suoi occhi di aver abbandonato il natio loco per più vantaggiosi lidi. Come se il detto Signore non fosse in una posizione di una certa incoerenza, dal momento che certi pugliesi dovrebbero pensare la stessa cosa di chi a Lozzo è emigrato. Lozzesi che vivono lontano non per diletto ma costretti dagli eventi della vita e che fanno nostalgicamente ritorno all’ avito borgo magari per un solo mese l’anno. Ebbene sì, cari compaesani, queste sanguisughe vanno punite in modo esemplare! Che paghino lo scotto dell’obbligato abbandono delle patrie origini!
    Dovete sapere che una normativa alquanto remota prevedeva il pagamento della così detta TARSU per la seconda casa in base al periodo di fruizione dell’immobile. Principio di assoluta equità. A Lozzo invece, da anni, vigeva la norma dell’abbuono del 30% sul coefficiente pieno, una via di mezzo che permetteva di alleviare il costo per un servizio erogato su base temporale molto parziale. L’Ente, comunque, aveva assicurato un introito improprio per un servizio di raccolta calcolato per 12 mesi l’anno mentre, in realtà, la produzione del rifiuto era limitata ad un solo mese. Esborso quindi, per i lozzesi “fuoriusciti”,oltremodo penalizzante anche con l’applicazione dello sconto suddetto. Ora l’Uomo del Sud ha inteso imitare il ministro della semplificazione e con un diktat consigliare ha pensato bene di eliminare l’abbuono ritenendo che i “lozzesi de fora” siano tutti milionari da sanzionare con l’applicazione di una tariffa piena pari a quella dei residenti.
    Il maggiore introito, nella manfrediana trovata, consentirà di sopperire alle nuove esigenze di bilancio dell’Ente. Bene, signori! Anzi, male Signori! Il nostro Conducator avrebbe bisogno gli venisse spiegato che così non si incentiva il ritorno dei paesani e dei loro discendenti al loro paesello
    e quindi non si dimostra coerenza quando si piange per l’abbandono della montagna e, nel contempo, si penalizzano cittadini che in estate consumano in loco.Per essere onesti fino in fondo, dico che la scelta è iniqua anche per i proprietari delle seconde case delle Astre ma, certamente, lo è di più per i “lozzesi de fora” ritenuti da un vero “foresto” dei figliastri in casa propria!! Vergogna! Questo succede quando si delega ai non autoctoni la conduzione del proprio Comune. Chissà come si comporteranno in Puglia a posizioni invertite!? Meno sprechi e meno oneri impropri e più equità con tutti i cittadini-contribuenti!!!!