ho visto gli 'skilift di paese' e poi c'era anche una marmotta che faceva il cioccolato ...

Nella nostra galassia (Via Lattea) c’è una stella (Sole) attorno alla quale orbita un pianeta (Terra) che ospita una provincia autonoma nella quale … :

Skilift di paese, 15 richieste per il finanziamento straordinario

Una rete di servizi di vicinato che funziona, non dipende solo dal commercio. Ne è convinto l’assessore provinciale al turismo Thomas Widmann, il cui Dipartimento ha lanciato un’azione di sostegno straordinaria agli skilift di paese. Sino ad ora sono 15 le richieste di finanziamento presentate. “Anche le infrastrutture turistiche – commenta Widmann – è fondamentale mantenere un’offerta capillare sul territorio”.

Il finanziamento straordinario è stato approvato lo scorso dicembre dalla Giunta provinciale con l’obiettivo di garantire la sopravvivenza nel tempo dei piccoli skilift di paese. “Senza il sostegno della Provincia – prosegue l’assessore al turismo – questi impianti andrebbero incontro a gravi problemi di natura finanziaria. Quasi nessun gestore, infatti, può contare sui mezzi necessari per rinnovare e ammodernare gli skilift, per metterli a norma dal punto di vista della sicurezza, per acquistare le macchine per preparare le piste, e per investire nelle strutture necessarie a garantire l’innevamento artificiale“.

La chiusura di questi piccoli impianti, secondo Widmann, comporterebbe un notevole impoverimento dell’offerta turistica in Alto Adige. “Si tratta di skilift facilmente raggiungibili – spiega – situati nelle immediate vicinanze dei paesi. Sono i luoghi ideali soprattutto per i bambini, i quali possono imparare a sciare utilizzando questi piccoli pendii, e non possiamo farne a meno. Sono risorse importanti non solo per i turisti, con le famiglie che rappresentano un target fondamentale per la destinazione Alto Adige, ma anche per i residenti nelle località invernali”.

Dall’inizio dell’anno, sono già 15 le richieste di finanziamento presentate presso gli uffici provinciali: un numero significativo tenuto conto che i piccoli comprensori degli skilift di paese sono appena 16 in tutto l’Alto Adige. In totale, i finanziamenti richiesti ammontano a 4,2 milioni di euro.

C’è anche un fideo no!: “Ano skorso campiato tutto impianto, ora tutto nuofo …”. Sembrerebbe una puntata ad alta quota di Beautiful, invece è tutto vero. Forse. No, no: è vero, è vero.

12 commenti per ho visto gli ‘skilift di paese’ e poi c’era anche una marmotta che faceva il cioccolato …

  • Attila

    Non mi sembrano proprio una grande novità gli “skilift di paese”
    li avevamo anche noi qui in Cadore un bel pò di anni fa:
    Vi ricordate a Domegge Col Medol ( vicino alla Libera)
    a Lorenzago a Pozzale A Tai …
    Saluti

  • @Attila,
    ho posto l’enfasi, come molte altre volte, sul diverso modo di porsi delle province autonome, in particolare l’Alto Adige, nei confronti di problemi comuni alla montagna. Non si tratta quindi di stabilire i “bravi”: l’ho detto mille volte, il turismo è un settore sostanzialemente maturo, dove la possibilità di innovare è praticamente pari a zero (a parte alcune nicchie …). In poche parole è un settore dove non ci si inventa niente, casomai si copia quello che hanno già fatto gli altri (e qui da noi a Belluno, se succede, succede sempre con colpevolissimo ritardo). Ad ogni buon conto, qui da noi gli skilift “c’erano” mentre lì da loro “ci sono ancora” e sono i destinatari di 4,2 MLN di euro. E’ evidente che questa loro capacità nasce dalla disponibilità finanziaria che noi non abbiamo in quanto la nostra provincia è un soggetto finanziariamente non autonomo.

  • Neve

    Danilo, c’erano gli skilift anche qui da noi quando c’era la neve che durava! Adesso dopo tre giorni non c’è più! Ci sarebbe da investire in qualche cos’altro, comunque non solo per la neve od il periodo invernale, ma anche per tutto il resto dell’anno.

  • @Neve,
    certo, ho ben capito io. Anche in Alto Adige a 800 m del resto non hanno grandi pretese per quanto riguarda lo sci … anche se nel filmato si vede chiaramente una “stazione” che ha neve sparata con i dintorni ad erba secca. Certamente, bisognerebbe guardare anche al resto dell’anno, ma torna in campo il problema che evidenziava l’articolo e cioè che dove c’è autonomia c’è capacità di spesa ed il declino dei piccoli paesi è perlomeno arginato, se non vinto. Staremo a vedere come andranno i referendum di Pieve e Taibon.

  • jim

    Danilo ma se sei contrario a un elicottero che passa ogni morte di papa adesso ti va bene uno skilift in paese? Impatto ambientale? I cannoni spara neve fanno rumore figurati sotto le finestre degli abitanti,con la poca neve che fa andrebbero giorno e notte..non sei tanto coerente in questo caso.Trova un altro argomento

  • Neve

    @Danilo……”Staremo a vedere come andranno i referendum di Pieve e Taibon”…… Per me sono solo stupidaggini che costano e non servono a niente.

  • @Neve,
    senza pretendere di convincere nessuno: secondo te, se non ci fossero stati i referendum di Lamon e poi di Cortina+Livinallongo+Colle Sappada ecc., i fondi Letta e Brancher avrebbero visto la luce? Se oggi Auronzo, per dire, può avere 3,1 milioni e rotti da spendere/investire (14 milioni Cortina) – qui il dettaglio dei fondi della prima tornata – deve solo ringraziare i referendum che ci sono già stati, senza i quali nessuno, ma proprio nessuno, si sarebbe sognato di far sganciare 40 milioni all’Alto Adige e 40 al Trentino (devi tener conto che il bilancio della provincia autonoma di Bolzano è stao per il 2011 di 4.744 milioni di euro). Lo stesso discorso vale per i comnuni di seconda fascia, i confinanti dei confinanti (Lozzo è fra questi), fatte salve alcune pregiudiziali sulle quali sembra si sia trovato un accordo.

    Non c’è un altro modo – a parte far saltare qualche traliccio (chi? i codardorini?) – per manifestare l’enorme disagio nel quale sono immersi i nostri paesi e la gente che ancora ci vive. Per fare un esempio: Grillo e il M5S 3 anni fa valevano 1, 2 forse 3%, oggi sono un incubo (per casta e partiti tradizionali) da 25%. Allo stesso modo, se la gente bellunese prendesse atto in massa della necessità vitale di ottenere l’autonomia, se ne vedrebbero delle belle in giro.

  • @jim,
    insomma, mi staresti tirando per la coda. E’ che adesso sarei un tantino preoccupato per Cipro. Tuttavia, come doveroso chiarimento: l’articolo riguardante l’elicottero non l’ho scritto perché il medesimo è passato “ad ogni morte di papa”, l’ho scritto il 21 agosto 2011 al seguito di 28 trasvolate (7 corse di andata la mattina e 7 corse di ritorno; il giorno 14 agosto ce n’erano già state altre 12 di trasvolate (qui articolo del tempo). Poi, non ho scritto da nessuna parte che mi vanno bene gli skilift. Ho semplicemente, usando la lingua italiana, contrapposto – come faccio spesso – ciò che succede nella Provincia Autonoma di Bolzano (guarda al “format”, non allo skilift in sé, potrebbero essere piscine, allevamenti di tacchini, banda larga in fibra, teleriscaldamento, ecc.) con quello che … non succede in provincia di Belluno che autonoma non è, ma che è al 100% montana e, già solo per questo, dovrebbe essere “dichiarata dallo Stato” provincia autonoma, pena lo spopolamento ed il declino economico cui stiamo assistendo. Se, dopo questa breve spiegazione, persisti nel ritenermi incoerente, me ne farò una ragione.

  • Neve

    Dei soldi pubblici deve essere fatto un ragionevole uso che sia vantaggioso per tutti; dovrebbero essere spesi “da buon padre di famiglia” e non solo spenderli perchè vengono distribuiti. Se siamo nella deiezione canina più totale è anche per questo! O no?

  • @Neve,
    sono sen’zaltro d’accordo con te riguardo all’impiego dei soldi pubblici, ma qui stiamo parlando di uno strumento, il referendum, attivato in base all’art. 132 della Costituzione (quella che si dice essere la più bella del mondo, anche se a me vien da ridere). Non c’è un modo più nobile, a mio modo di vedere, di spendere i soldi pubblici che quello di sentire cosa ne pensa la gente riguardo all’argomento X o Y.

  • jim

    Sicuramente è un esempio non in linea al tuo modo di pensare.Detto questo a mio parere non è da responsabilizzare piu di tanto la politica se in Cadore non esiste turismo e non si costruisce in generale,anche avendo una propria autonomia,a mio avviso mancano cultura e mentalità,quando in Cadore avevamo un economia fiorente chi aveva le possibilità(mi riferisco alle occhialerie)economiche, non ha mai pensato e creduto nello sviluppo del settore,non considerando ancor piu che investire è sempre un ottimo tornaconto,quindi è troppo facile stare davanti ad un computer e aspettare che gli altri facciano quello che potevamo benissimo fare noi,come si dice finche non scappa il morto nessuno alza un dito,ricordatevi siamo Italiani,loro Austriaci

  • […] Perché @jim, in un passato commento, – senza cattiveria, ne sono convinto – così si esprimeva riguardo a chi “sta […]