il ballo delle cifre: lettera aperta al sindaco di Lozzo di Cadore

di Cagliostro

Lettera aperta all’illustrissimo Sindaco di Lozzo di Cadore

Egregio sig. Sindaco,

Le scrivo attraverso il Bloz per complimentarmi per gli ottimi risultati che Ella ha ottenuto dalla introduzione della raccolta differenziata nel nostro Comune. Veramente encomiabile la Sua meritoria azione di pubblico amministratore anche nel campo delle ‘scoaze’.

Di cotanto vistoso risultato i cittadini sono già stati informati sia dal Bollettino Comunale (vedi mio passato intervento) che da un encomio particolare apparso sul Gazzettino. A questo punto, dato a Cesare quel che è di Cesare, ossia riconosciutoLe il merito miracolistico di essere passato (sempre Lei!!) da tre maglie nere regionali ai fasti del 76%, mi permetta di porLe alcune domande, tanto per fugare qualche mia residua perplessità.

  1. Seppur come dato parziale, non si parlava tempo fa del raggiungimento del 92%? Come mai ora il dato definitivo è sceso al 76%? Forse qualche sporcaccione sopraggiunto ha inficiato il dato precedente ancor più lusinghiero dell’attuale? O forse Ecomont si è accorto di qualche suo errore di calcolo – umanamente sempre giustificabile, per carità! – anche perché in Statistica, si sa, i dati sono sempre alquanto opinabili;
  2. Lei è da tempo uno dei più influenti amministratori del BIM ed in tale veste si è fatto latore (con altri) di varie proposte per sanare il così detto ‘buco nell’acqua’ di BIM-GSP, buco che di allegorico ha ben poco, mentre di concreto e sostanzioso ha molto, anzi troppo (77 milioni di disavanzo!).

1a proposta: ‘patrimoniale’ camuffata da cauzione (subito ritenuta impraticabile);

2a proposta: aumento introiti per maggiorazioni tariffarie nella vendita dell’acqua ad Aato Alto trevigiano (vedi mio precedente intervento sul tema), idea pure abbandonata;

3a proposta: aumento tariffario (il disegno è anche dei nuovi amm.tori) del 30% in un solo colpo, senza alcuna precisazione se l’adeguamento annuale del 5% già operativo sarà o meno assorbito dal nuovo salasso.

Domanda: Le pare questo il modo di procedere in tempi – oltre tutto – così procellosi come gli attuali? E’ questo il modo serio di sanare il bilancio gravando di iniqui balzelli le già tartassate famiglie bellunesi che nessuna responsabilità hanno in merito al fatidico ‘buco’?

  1. Visto che parliamo anche di Tarsu, mi corre l’obbligo di sottolineare che Lei è un autentico antesignano dei provvedimenti del 30%. Ricorda la Sua delibera di Giunta (poi ratificata dal Consiglio, senza alcuna decente motivazione) con cui veniva abrogato l’abbuono, solo parzialmente perequativo, già riservato ai proprietari di seconde case, in particolare di lozzesi della ‘diaspora’? La Sua ‘lezione’ ha fatto evidentemente scuola anche al BIM. Il taglio dell’abbuono a suo tempo concesso dai Suoi predecessori (lungimiranti? Insipienti?) corrisponde, pur sempre, ad un rincaro, così come si vorrebbe fare ora con l’acqua (pardon, la benzina!) da parte di BIM-GSP.
  1. In tema di ex ICI seconde case (ora IMU), si potrebbe conoscere, in via preventiva, quale sarà il suo intendimento: applicherà la aliquota minima (7,6 x mille) oppure quella massima (10,6 x mille)?

Qui, più che mai, si farà la Sua nobilitate! Attendo fiducioso cortese riscontro, almeno nei fatti, augurandomi che Ella sappia evitare, al nostro paese, proteste del tipo di quelle inscenate in Sicilia, definite ‘dei forconi’.

Un distinto saluto dal lozzese doc.

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