15 Comments

  1. cagliostro
    23 ottobre 2012 @ 15:18

    @caro redattore,
    la ‘saga continua’…Nell’accampamento indiano, “Penna bianca” ha scelto il suo guerriero per una spericolata missione: quella della disinformazione, della bassa insinuazione, della miserevole piccineria. E lo sgrammaticato Vidkun Quisling di turno ha così bene assorbito le direttive da usare perfino, nella prima parte del suo intervento, la bonomia ed il tono dialogante. Per poi concludere però con un colpo che, nelle intenzioni del suggeritore/mestatore, avrebbe dovuto essere risolutivo: “…I lavori vanno avanti da alcuni anni ed ha (?!) prodotto molto legname di proprietà comunale, a chi è stato devoluto (?)
    non si capisce bene, nel prossimo bollettino sarebbe utile chiarire”.
    Caro Don Osvaldo, si armi di pazienza e prenda buona nota di documentarsi e delucidare il nostro Quisling e tutti i compaesani per fugare possibili dubbi su ipotetiche ruberie di legnatico…
    Caro Danilo,sono anni che ti dai da fare per il parco (così come hai fatto per gli anelli e quant’altro).Tu non hai certo bisogno di avvocati difensori (e lo hai dimostrato con il tuo intervento sopra riportato).
    Da me ti arriva solo una solidarietà sentita e non di facciata. Diceva il nostro grande poeta: “Guarda e passa e non ti curar di loro”. A me piace sottolineare come tu abbia agito sempre con pignola correttezza e disinteresse per il bene collettivo, tanto che il tuo impegno lo vedrei bene in altre e più importanti sedi. C’è qualcuno da sempre aduso- forse si tratta di peculiare caratteristica del proprio DNA- a lanciare sassi usando mani altrui (per interposta persona) e poi nascondere di essere il mandante… Questa è la lotta politica oggi di moda… Ma verranno altri tempi, verrà certamente l’epoca del riscatto e della rinascita civile a Roma, a Venezia, a Belluno ed infine anche a Lozzo.

  2. ingenuo
    23 ottobre 2012 @ 19:32

    Io credevo che la legna data ultimamente alle famiglie, proveniente da Pian dei Buoi, fosse quella fatta dai volontari. Ora è tutto chiaro-

  3. Frequentatore di Col Vidal
    23 ottobre 2012 @ 20:43

    Ritengo utile riproporre anche in questo articolo quelloche ho scritto su …Ecco come nel Botanico palazzo …
    Se non ricordo male mi pare che il legname (legna da ardere) ricavato da quelle operazioni sia stato usufruito da coloro che hanno partecipato alle operazioni di recupero delle opere di fortificazione, sentieristica ecc., su avvallo, più o meno esplicito, degli Amministratori – a titolo di ringraziamento per il lavoro svolto gratuitamente (cosa del resto piuttosto logica, condivisibile e comprensibile).
    Può darsi che mi sbagli ma se non ricordo male mi pare che mi sia stato riferito così.
    Sarebbe invece doveroso chiarire in base a quali criteri sia stato distribuito alla Cittadinanza l’altro legname proveniente dalle ripuliture della zona di Confin e portato a Lozzo al campo sportivo nuovo e lì andato a recuperarsi.

  4. Danilo De Martin
    23 ottobre 2012 @ 21:36

    @ingenuo, crescendo si impara. No, la “legna del campo sportivo” proviene da soldi pubblici (90.000 euro se non ricordo male, tutta la brodaglia eh, progetto, ecc. ecc. A onor del vero non so se lo yo-yo del camion fra PdB e Lozzo fa parte del progetto originale o se è una concessione straordinaria 🙂 ). Chiedilo al tuo sindaco. Comunque, tanto per capirci, se dai 90.000 € ai volontari, rischi che ti mettano su una trivella sul traliccio dell’enel e tempo tre giorni zampilli il petrolio, non so se mi spiego. Ora è tutto chiaro.

  5. Danilo De Martin
    24 ottobre 2012 @ 10:04

    @Frequentatore di Col Vidal,
    alle tue parole non servirebbe aggiungere altro se non il ripetere che la cosa risulta “piuttosto logica, condivisibile e comprensibile“. No, forse qualcosa si può aggiungere: la cosa dovrebbe essere anche sostenuta. Non ho idea invece di quali siano stati i criteri per l’assegnazione della legna risultante dall’intervento pubblico (pagato con soldi pubblici: si fa dappertutto eh, da Boscochiesanuova (VR) passando per Asiago (VI) per giungere in Comelico …) in zona Confin e Malga. Presumo che il vice si sia preoccupato di dare copertura alle domande dei più bisognosi, prima, e poi tutti gli altri. Il solidarismo, è cosa risaputa, è elemento fondante del Botanico Palazzo.

  6. Indipendentemente...
    24 ottobre 2012 @ 20:42

    Come lapalissianalmente, alias ..chiaramente..ha argomentato il Sig. Danilo circa gli interventi fatti, raffronti sui costi, tempi, sacrifici, impegni, rottura di @@ etc. etc., non so se QUATTRO LEGNE DA BRUSA’ sono sufficienti a compensare tutto quanto sia stato svolto.
    Ma, a volte, il fine che uno si è prefisso di raggiungere, nell’interesse di tutta la collettività, locale e non, non va a ponderare tutte le quisquiglie che il lavoro svolto possa sollevare.
    Ma chi solleva queste quisquiglie?
    Saranno forse degli antagonisti che si sono visti sottrarre il duro lavoro e la lauta ricompensa? (QUATTRO LEGNE DA BRUSA’) oppure quanti possono avere, un domani, dei rinfacciamenti politici e di sedia sul fatto che non l’hanno fatto loro e l’hanno consentito ad altri?
    Ai posteri l’ardua sentenza.
    E’, purtroppo, sempre attuale il detto PI TE FAS E PI I TE LO METE ‘NTEL Q.
    Valelo la pena de fei algo par chi da Loze?
    Ie sempre pronte a sbarate nte la schena.

  7. RAC COGLITORE DI ESCRE MENTI
    25 ottobre 2012 @ 20:27

    @Danilo, vuoi paragonare gli intereventi del C.A.I. con quelli della Riserva Alpina di Cac..a; loro, i RAC, quando hanno fatto puliture e quant’altro non si sono mai portati a casa nemmeno un rametto di quello che hanno tagliato e se per caso lo avessero fatto sicuramente ci sarà stata a monte,non a P.d.B., una concessione con tanto di suggello papale.
    Ma in quel caso nessuno ha mai sollevato obiezioni di sorta.
    Che strano il mondo.

  8. volontario
    25 ottobre 2012 @ 21:09

    Ho fatto richiesta di legna, volontariamente, rispondendo ad un avviso fatto dall”amministrazione comunale per legnatico proveniente da Pian dei Buoi. Come me hanno risposto all”avviso moltissime famiglie alle quali è stato consegnata la legna richiesta. Non saprei se i costi sono a carico del bilancio comunale o contributi regionali. Mi sembra di cattivo gusto andare a puntualizzare sui costi e sistema di distribuzione adottato, gli interventi di (chiamiamoli) Pian dei Buoi e quello di Col Vidal sono diversi, il secondo come informa il redattore fu affidato al CAI addirittura 10 anni fa, spero che in questi 10 anni abbiano pensato di dare qualche carico di legna in beneficenza, magari chiamando il camion del comune per il trasporto.

  9. Danilo De Martin
    26 ottobre 2012 @ 08:08

    @RAC ecc.,
    è da supporre che tu ce l’abbia su con la Rac 🙂 … Io, diversamente da te, pur essendo contrario alla caccia come pratica (in generale ed in particolare per come viene messa in atto oggi), non ho mai avuto alcun motivo di frizione. Certo, se vado in giro tiro fuori il campanello che fa din-don din-don nella speranza che lo sentano prima di premere il grilletto: proprio qualche giorno fa ho scambiato due parole con un cacciatore dicendogli: “calma tosate, che fin adè avé belo copou 13 persone sto an” (nei primi 35 giorni di caccia, 13 morti e 33 feriti). MI ha risposto saggiamente: “abbiamo in mano strumenti di morte sempre più potenti e perfezionati”. Ribadisco la loro trasformazione alla dott. Jekyll mano a mano che si avvicina il periodo della caccia, ma per fortuna tornano normali alla sua chiusura. Ho scritto da qualche parte che dobbiamo convivere, e così bisogna fare. Ribadisco anche che se c’è qualcuno che apprezza il lavoro svolto, sia sui sentieri che al Parco della Memoria, sono proprio i cacciatori, anche perché quei luoghi li praticano. Ma tornando a quello che hai scritto: non so se alla riserva sia mai stata formalizzata, con suggello papale, una qualche forma di autorizzazione “a portarsi via la legna”. Il loro lavoro, come ben saprai, è subordinato ad una scelta ridicola quanto stupida legato alle “giornate ecologiche” (si fanno ancora?). Siccome il cacciatore preleva (così si dice, non ammazza, preleva) dall’ambiente xy risorse, è giusto che paghi pegno con qualche giornata ecologica nella quale, nella testa degli illuminati inventori, “compensano”. Non ti posso riferire, al riguardo, alcuni loro (dei cacciatori) commenti. Comunque è vero, hai ragione, è uno strano mondo.

  10. Danilo De Martin
    26 ottobre 2012 @ 08:43

    @volontario,
    1-sono contento che abbiate fatto la domanda volontariamente: non ho mai detto che siete stati obbligati; caso mai ho detto che il vicesindaco si è prodigato ad illustrare ai lozzesi “quel ben di dio”, cosa che peraltro rientra nelle sue facoltà.
    2-se sia di cattivo gusto andare a puntualizzare costi e sistema di distribuzione … chiediglielo a chi ha fatto domanda e non ha ottenuto la legna.
    3-il CAI è club alpino italiano e, che mi risulti, non fa beneficienza come scopo primario della propria attività sociale.
    4-il CAI è stato finora soggetto attuatore nella realizzazione del Parco della Memoria ma ciò non significa, ovviamente, che i lavori possano essere eseguiti solo da soci CAI, tanto è vero che diverse sono le persone che soci CAI non sono, o non lo sono più, ma che hanno dato lo stesso il loro contributo. Il CAI funziona da coordinatore di tutte le forze che desiderano fare qualcosa per il proprio paese. Ti interessa? Chiedi. Vuoi fare beneficienza del tuo lavoro, sono solo fatti tuoi. Tu chiedi una pianta, ti verrà data una pianta. Te la vuoi fumare, fumatela. Vuoi farne sculié? Paron. Entendido?
    5-ad ogni buon conto, tenendo conto che passo una media di 20 giornate al Parco e che un carico lo allestisci in 3 giornate, che cosa farò mai nel corso delle altre 17? Cosa dici, liscio la pelliccia delle marmotte o gioco a carte con i cinghiali? Vuoi saperlo? Aggregati, e per te sarà un inferno.
    6-è stato il commentatore @ingenuo a voler fare lo sborone tirando in ballo le due “tipologie” di “legne” (come tu dici, quelle di Pian dei Buoi e Col Vidal): è chiaro che sono due interventi diversi (nel primo caso è la solita greppia alimentata da soldi pubblici regionali mascherata da “sistemazione del territorio”).

  11. Lozzese curioso 1
    26 ottobre 2012 @ 09:21

    Ciao Lozzesi cari:siamo troppo litigiosi e non andremo mai da nessuna parte.Purtroppo abbiamo anche Noi il tarlo dell’occhiale nel cervello,difficile da sradicare.Prima o poi dovremo “resettarci” tutti e iniziare da capo con l’umiltà dei nostri Vecchi!

  12. pensionato
    26 ottobre 2012 @ 18:34

    Cuan che se fa legne se fa fadia e se suda, chi che critica de solito no fà gnente muove solo la lenga e de seguro no suda!

  13. funghi funghi
    26 ottobre 2012 @ 19:56

    qualcuno sa dirmi perche ieri ho incontrato cacciatori non del posto vagare per val da zene ? ci sono cosi tanti nuovi cacciatori? non si doveve essere residenti come ai miei tempi ?

  14. ?
    26 ottobre 2012 @ 20:28

    Non si capisce bene a che cosa, qualcuno, voglia alludere.
    Sia il C.A.I. che la R.A.C. hanno fatto dei buoni interventi manutentivi del territorio. Forse discutibili per alcuni aspetti, specialmente per il taglio delle siepi che poi ricrescono l’anno dopo quintuplicate, come pure alcuni interventi su proprietà private.
    Che gli uni e che gli altri abbiano, nell’occasione dei vari interventi, recuperato della legna da ardere e se la siano utilizzata non ci vedo nulla di strano. Un piccolo compenso a fronte di grandi sforzi ed impegni da parte di tutti, coordinatori compresi.
    Valla a capire questa Gente di Lozzo, sempre pronta a pungolare.

  15. Danilo De Martin
    26 ottobre 2012 @ 20:55

    @funghi funghi, azzardo un’ipotesi: scambi cul-turali!