il legnatico del Parco della Memoria di Pian dei Buoi (o del 'ricordati che devi morire')

Caro @lettore, approfitto del tuo commento/intervento:

Sul bollettino parrocchiale appena uscito il CAI fa una relazione sui lavori fatti sul Col Vidal,intorno ai forti. Un bel lavoro fatto grazie ad un gruppo di volontari che è doveroso ringraziare. I lavori vanno avanti da alcuni anni ed ha prodotto molto legname di proprietà comunale, a chi è stato devoluto non si capisce bene, nel prossimo bollettino sarebbe utile chiarire.

per chiarire alcuni aspetti che meritano necessario approfondimento. Il progetto a cui ci si riferiscie riguarda la realizzazione del Parco della Memoria di Pian dei Buoi i cui lavori proseguono da circa 10 anni (ben di più se consideriamo il lavoro svolto nell’apertura dei sentieri di guerra lungo i colli). Nel corso di questi 10 anni, per la parte di competenza del CAI (cioè il 98% degli abbattimenti), sono sempre stato io a decidere quali piante abbattere, in funzione della tessitura dei manufatti legati alla Grande Guerra e, in particolare, della disponibilità delle persone che via via si sono impegnate ad allestire le piante abbattute.

Il legnatico quindi (legname è una parola grossa) viene devoluto, molto semplicemente, a tutti coloro che (scusate se mi ripeto) si impegnano a trattare il quantitativo richiesto per se. Ciò non esclude naturalmente che chi lo voglia possa prestare il proprio lavoro a vantaggio di altri. Nel caso specifico le persone si devono impegnare ad abbattere la pianta, allestirla, formare i cumuli di ramaglia, asportare tutto il legnatico e rastrellare come si conviene le adiacenze (curiamo invece noi l’abbattimento per tutte le persone che non dispongono della necessaria pratica. “Noi” = Dalio col mio supporto, più morale che altro). Col Vidal, come tutti sanno, trovasi a 16-17 km da Lucius, quindi fanno 32-34 km di a+r. Il trasporto a valle ed il relativo costo è a cura del destinatario del carico, libero di farlo come e con chi vuole (noi siamo orgogliosamente liberisti, mica miopi statali). Chi non lavora, non fa l’amore. Semplice no. Basta chiedere.

Bastava (chiedere), ora è da vedere se l’amministrazione comunale deciderà di continuare con la proroga del piano di taglio – richiesta inoltrata recentemente dal CAI -, se il CAI stesso sarà ancora ritenuto all’altezza del compito visto che finora è stato il soggetto attuatore (ho fatto io il progetto e la domanda quando ero presidente del CAI, mentre Paolo Scarzello che mi è succeduto ha richiesto una prima proroga e Lorenzo ha presentato in questi giorni la domanda per una seconda). Parlando recentemente con Ubaldo al riguardo, gli ho fatto presente che se il comune lo desidera può fare tutti i bandi che vuole, personalmente non potrei che esserne felice.

Tra l’altro, in occasione della domanda di proroga (o di un nuovo progetto fotocopia del precedente), ho chiesto ai Servizi Forestali di Belluno di passare a Col Vidal per confrontarci e dare un giudizio del lavoro da noi svolto ed avere, se del caso, le necessarie correzioni di rotta. Mi sembra di poter dire, senza possibilità di smentita, che il lavoro è stato giudicato egregio.

In questi 10 anni ho cercato di coinvolgere più gente possibile, ma non uso pregare un qualsiasi dio, figuratevi se mi metto a pregare – magari in ginocchio – le persone per convincerle “a fei legne a Col Vidal”. Ricordo che da presidente del CAI, nei bollettini informativi che divulgavamo a tutti i soci (due volte l’anno), ho frequentemente segnalato il progetto del Parco della Memoria descrivendone l’andamento ed auspicando l’adesione di quanti avessero voluto contribuire alla sua realizzazione. Dicevo, “basta chiedere” !! Poi però bisogna “feile su, fei i cogoluze, ciareasele e portasele do, ntasasele, spacasele su …“. Chiaro, limpido, inteso?

Mi son sentito dire anche troppo spesso: “se fazo ben i conte, no me convien. Se le compro ca do, duto fato, le me costa manco e me le ciato anche belo spacade su”. Ognuno fa i suoi conti. E’ da considerare che se uno non dorme in piedi ed ha una discreta pratica con la motosega, un carico completo (parlo del rimorchio di Gianluigi) lo può fare in diciamo tre giornate di lavoro (senza contasela pi de tanto…). Ad Ubaldo ho anche detto che se per caso il comune ha qualche dotazione finanziaria … potrebbe usarla per portare a Lozzo le piante abbattute pro-Parco e continuare così la “pre-campagna elettorale” iniziata con le legne de Confin (avrete notato la solerzia con cui il vicesindaco faceva la spola per mostrare ad increduli lozzesi tutto “quel ben di dio”; mancia solo che i vegne a biciatele nte cusina). Ci sono poi anche fior fior di bandi GAL da sfruttare 🙂 , volendo. Basta chiedere in giro.

Se poi non fossi ben visto come coordinatore del Parco (lenga masa longa), be’, me ne farei una ragione. Sono un tipo piuttosto versatile, accetto i miei limiti e quelli che mi vengono imposti. Come ho già detto in altre occasioni, ho un solo padrone a cui so di dovermi inchinare tutte le volte che chiama, ed è il mio destino. Del resto, dopo dieci anni, con una media di 18-20 giornate di lavoro all’anno dedicate da volontario al Parco della Memoria (quest’anno 23, finora), passerei volentieri la mano a qualche baldo giovinotto dal cuore ardente di passione alle cui direttive, mansueto, mi sottometterei (qualora non fossi considerato come un vero e proprio lebbroso, nel qual caso sceglierei mesto l’esilio più lontano).

Quanto ai nomi delle persone che in questi dieci anni hanno dato il loro contributo alla realizzazione del Parco della Memoria – a vario titolo ed in misura diversa – (perché di questo si tratta, caro @lettore, essendo il legnatico un effetto collaterale del Parco, non la sua essenza, che spiriti pigri, per non dire accidiosi, non possono evidentemente cogliere), elenco che pur approssimativamente ho dettato sempre ad Ubaldo, sarà mio preciso dovere darne conto nei tempi e nei modi più opportuni perché sia pubblicamente chiaro chi ha fatto che cosa. E che cazzo !!

Se le circostanze lo vorranno potremmo inserire l’elenco, oltre che sul Bolpar, anche sul (più modesto) bolcom di probabile prossima pubblicazione. Con l’avvertenza che il sindaco, questa volta, oltre al Buon Natale ci faccia anche gli auguri di Buon 2013 (prendi buona nota, Marietto, e voi, quando lo incontrate, ricordateglielo, repetita iuvant).

Concludo segnalando, per la cronaca, che la mia relazione con la focosa Rebecca, che tuttora arde di passione, ad esclusione del primo anno in cui, pur frequentandola, risultò piuttosto frigida (per una mia colpevole carenza d’attenzioni), è veramente fruttuosa solo da tre anni a questa parte. Precedentemente, ossia in quei 6-7 anni in cui ho prestato il mio lavoro da volontario al Parco della Memoria senza sudarmi l’agognata legna (ma facendola per tanti altri), per scaldarmi aspettavo il sorgere del sole.

15 commenti per il legnatico del Parco della Memoria di Pian dei Buoi (o del ‘ricordati che devi morire’)

  • cagliostro

    @caro redattore,
    la ‘saga continua’…Nell’accampamento indiano, “Penna bianca” ha scelto il suo guerriero per una spericolata missione: quella della disinformazione, della bassa insinuazione, della miserevole piccineria. E lo sgrammaticato Vidkun Quisling di turno ha così bene assorbito le direttive da usare perfino, nella prima parte del suo intervento, la bonomia ed il tono dialogante. Per poi concludere però con un colpo che, nelle intenzioni del suggeritore/mestatore, avrebbe dovuto essere risolutivo: “…I lavori vanno avanti da alcuni anni ed ha (?!) prodotto molto legname di proprietà comunale, a chi è stato devoluto (?)
    non si capisce bene, nel prossimo bollettino sarebbe utile chiarire”.
    Caro Don Osvaldo, si armi di pazienza e prenda buona nota di documentarsi e delucidare il nostro Quisling e tutti i compaesani per fugare possibili dubbi su ipotetiche ruberie di legnatico…
    Caro Danilo,sono anni che ti dai da fare per il parco (così come hai fatto per gli anelli e quant’altro).Tu non hai certo bisogno di avvocati difensori (e lo hai dimostrato con il tuo intervento sopra riportato).
    Da me ti arriva solo una solidarietà sentita e non di facciata. Diceva il nostro grande poeta: “Guarda e passa e non ti curar di loro”. A me piace sottolineare come tu abbia agito sempre con pignola correttezza e disinteresse per il bene collettivo, tanto che il tuo impegno lo vedrei bene in altre e più importanti sedi. C’è qualcuno da sempre aduso- forse si tratta di peculiare caratteristica del proprio DNA- a lanciare sassi usando mani altrui (per interposta persona) e poi nascondere di essere il mandante… Questa è la lotta politica oggi di moda… Ma verranno altri tempi, verrà certamente l’epoca del riscatto e della rinascita civile a Roma, a Venezia, a Belluno ed infine anche a Lozzo.

  • ingenuo

    Io credevo che la legna data ultimamente alle famiglie, proveniente da Pian dei Buoi, fosse quella fatta dai volontari. Ora è tutto chiaro-

  • Frequentatore di Col Vidal

    Ritengo utile riproporre anche in questo articolo quelloche ho scritto su …Ecco come nel Botanico palazzo …
    Se non ricordo male mi pare che il legname (legna da ardere) ricavato da quelle operazioni sia stato usufruito da coloro che hanno partecipato alle operazioni di recupero delle opere di fortificazione, sentieristica ecc., su avvallo, più o meno esplicito, degli Amministratori – a titolo di ringraziamento per il lavoro svolto gratuitamente (cosa del resto piuttosto logica, condivisibile e comprensibile).
    Può darsi che mi sbagli ma se non ricordo male mi pare che mi sia stato riferito così.
    Sarebbe invece doveroso chiarire in base a quali criteri sia stato distribuito alla Cittadinanza l’altro legname proveniente dalle ripuliture della zona di Confin e portato a Lozzo al campo sportivo nuovo e lì andato a recuperarsi.

  • @ingenuo, crescendo si impara. No, la “legna del campo sportivo” proviene da soldi pubblici (90.000 euro se non ricordo male, tutta la brodaglia eh, progetto, ecc. ecc. A onor del vero non so se lo yo-yo del camion fra PdB e Lozzo fa parte del progetto originale o se è una concessione straordinaria 🙂 ). Chiedilo al tuo sindaco. Comunque, tanto per capirci, se dai 90.000 € ai volontari, rischi che ti mettano su una trivella sul traliccio dell’enel e tempo tre giorni zampilli il petrolio, non so se mi spiego. Ora è tutto chiaro.

  • @Frequentatore di Col Vidal,
    alle tue parole non servirebbe aggiungere altro se non il ripetere che la cosa risulta “piuttosto logica, condivisibile e comprensibile“. No, forse qualcosa si può aggiungere: la cosa dovrebbe essere anche sostenuta. Non ho idea invece di quali siano stati i criteri per l’assegnazione della legna risultante dall’intervento pubblico (pagato con soldi pubblici: si fa dappertutto eh, da Boscochiesanuova (VR) passando per Asiago (VI) per giungere in Comelico …) in zona Confin e Malga. Presumo che il vice si sia preoccupato di dare copertura alle domande dei più bisognosi, prima, e poi tutti gli altri. Il solidarismo, è cosa risaputa, è elemento fondante del Botanico Palazzo.

  • Indipendentemente...

    Come lapalissianalmente, alias ..chiaramente..ha argomentato il Sig. Danilo circa gli interventi fatti, raffronti sui costi, tempi, sacrifici, impegni, rottura di @@ etc. etc., non so se QUATTRO LEGNE DA BRUSA’ sono sufficienti a compensare tutto quanto sia stato svolto.
    Ma, a volte, il fine che uno si è prefisso di raggiungere, nell’interesse di tutta la collettività, locale e non, non va a ponderare tutte le quisquiglie che il lavoro svolto possa sollevare.
    Ma chi solleva queste quisquiglie?
    Saranno forse degli antagonisti che si sono visti sottrarre il duro lavoro e la lauta ricompensa? (QUATTRO LEGNE DA BRUSA’) oppure quanti possono avere, un domani, dei rinfacciamenti politici e di sedia sul fatto che non l’hanno fatto loro e l’hanno consentito ad altri?
    Ai posteri l’ardua sentenza.
    E’, purtroppo, sempre attuale il detto PI TE FAS E PI I TE LO METE ‘NTEL Q.
    Valelo la pena de fei algo par chi da Loze?
    Ie sempre pronte a sbarate nte la schena.

  • RAC COGLITORE DI ESCRE MENTI

    @Danilo, vuoi paragonare gli intereventi del C.A.I. con quelli della Riserva Alpina di Cac..a; loro, i RAC, quando hanno fatto puliture e quant’altro non si sono mai portati a casa nemmeno un rametto di quello che hanno tagliato e se per caso lo avessero fatto sicuramente ci sarà stata a monte,non a P.d.B., una concessione con tanto di suggello papale.
    Ma in quel caso nessuno ha mai sollevato obiezioni di sorta.
    Che strano il mondo.

  • volontario

    Ho fatto richiesta di legna, volontariamente, rispondendo ad un avviso fatto dall”amministrazione comunale per legnatico proveniente da Pian dei Buoi. Come me hanno risposto all”avviso moltissime famiglie alle quali è stato consegnata la legna richiesta. Non saprei se i costi sono a carico del bilancio comunale o contributi regionali. Mi sembra di cattivo gusto andare a puntualizzare sui costi e sistema di distribuzione adottato, gli interventi di (chiamiamoli) Pian dei Buoi e quello di Col Vidal sono diversi, il secondo come informa il redattore fu affidato al CAI addirittura 10 anni fa, spero che in questi 10 anni abbiano pensato di dare qualche carico di legna in beneficenza, magari chiamando il camion del comune per il trasporto.

  • @RAC ecc.,
    è da supporre che tu ce l’abbia su con la Rac 🙂 … Io, diversamente da te, pur essendo contrario alla caccia come pratica (in generale ed in particolare per come viene messa in atto oggi), non ho mai avuto alcun motivo di frizione. Certo, se vado in giro tiro fuori il campanello che fa din-don din-don nella speranza che lo sentano prima di premere il grilletto: proprio qualche giorno fa ho scambiato due parole con un cacciatore dicendogli: “calma tosate, che fin adè avé belo copou 13 persone sto an” (nei primi 35 giorni di caccia, 13 morti e 33 feriti). MI ha risposto saggiamente: “abbiamo in mano strumenti di morte sempre più potenti e perfezionati”. Ribadisco la loro trasformazione alla dott. Jekyll mano a mano che si avvicina il periodo della caccia, ma per fortuna tornano normali alla sua chiusura. Ho scritto da qualche parte che dobbiamo convivere, e così bisogna fare. Ribadisco anche che se c’è qualcuno che apprezza il lavoro svolto, sia sui sentieri che al Parco della Memoria, sono proprio i cacciatori, anche perché quei luoghi li praticano. Ma tornando a quello che hai scritto: non so se alla riserva sia mai stata formalizzata, con suggello papale, una qualche forma di autorizzazione “a portarsi via la legna”. Il loro lavoro, come ben saprai, è subordinato ad una scelta ridicola quanto stupida legato alle “giornate ecologiche” (si fanno ancora?). Siccome il cacciatore preleva (così si dice, non ammazza, preleva) dall’ambiente xy risorse, è giusto che paghi pegno con qualche giornata ecologica nella quale, nella testa degli illuminati inventori, “compensano”. Non ti posso riferire, al riguardo, alcuni loro (dei cacciatori) commenti. Comunque è vero, hai ragione, è uno strano mondo.

  • @volontario,
    1-sono contento che abbiate fatto la domanda volontariamente: non ho mai detto che siete stati obbligati; caso mai ho detto che il vicesindaco si è prodigato ad illustrare ai lozzesi “quel ben di dio”, cosa che peraltro rientra nelle sue facoltà.
    2-se sia di cattivo gusto andare a puntualizzare costi e sistema di distribuzione … chiediglielo a chi ha fatto domanda e non ha ottenuto la legna.
    3-il CAI è club alpino italiano e, che mi risulti, non fa beneficienza come scopo primario della propria attività sociale.
    4-il CAI è stato finora soggetto attuatore nella realizzazione del Parco della Memoria ma ciò non significa, ovviamente, che i lavori possano essere eseguiti solo da soci CAI, tanto è vero che diverse sono le persone che soci CAI non sono, o non lo sono più, ma che hanno dato lo stesso il loro contributo. Il CAI funziona da coordinatore di tutte le forze che desiderano fare qualcosa per il proprio paese. Ti interessa? Chiedi. Vuoi fare beneficienza del tuo lavoro, sono solo fatti tuoi. Tu chiedi una pianta, ti verrà data una pianta. Te la vuoi fumare, fumatela. Vuoi farne sculié? Paron. Entendido?
    5-ad ogni buon conto, tenendo conto che passo una media di 20 giornate al Parco e che un carico lo allestisci in 3 giornate, che cosa farò mai nel corso delle altre 17? Cosa dici, liscio la pelliccia delle marmotte o gioco a carte con i cinghiali? Vuoi saperlo? Aggregati, e per te sarà un inferno.
    6-è stato il commentatore @ingenuo a voler fare lo sborone tirando in ballo le due “tipologie” di “legne” (come tu dici, quelle di Pian dei Buoi e Col Vidal): è chiaro che sono due interventi diversi (nel primo caso è la solita greppia alimentata da soldi pubblici regionali mascherata da “sistemazione del territorio”).

  • Lozzese curioso 1

    Ciao Lozzesi cari:siamo troppo litigiosi e non andremo mai da nessuna parte.Purtroppo abbiamo anche Noi il tarlo dell’occhiale nel cervello,difficile da sradicare.Prima o poi dovremo “resettarci” tutti e iniziare da capo con l’umiltà dei nostri Vecchi!

  • pensionato

    Cuan che se fa legne se fa fadia e se suda, chi che critica de solito no fà gnente muove solo la lenga e de seguro no suda!

  • funghi funghi

    qualcuno sa dirmi perche ieri ho incontrato cacciatori non del posto vagare per val da zene ? ci sono cosi tanti nuovi cacciatori? non si doveve essere residenti come ai miei tempi ?

  • ?

    Non si capisce bene a che cosa, qualcuno, voglia alludere.
    Sia il C.A.I. che la R.A.C. hanno fatto dei buoni interventi manutentivi del territorio. Forse discutibili per alcuni aspetti, specialmente per il taglio delle siepi che poi ricrescono l’anno dopo quintuplicate, come pure alcuni interventi su proprietà private.
    Che gli uni e che gli altri abbiano, nell’occasione dei vari interventi, recuperato della legna da ardere e se la siano utilizzata non ci vedo nulla di strano. Un piccolo compenso a fronte di grandi sforzi ed impegni da parte di tutti, coordinatori compresi.
    Valla a capire questa Gente di Lozzo, sempre pronta a pungolare.

  • @funghi funghi, azzardo un’ipotesi: scambi cul-turali!