ecco come nel Botanico Palazzo si buttano i soldi dalla finestra

Premessa: di non riuscire perlomeno a prendere atto della “produzione legislativa” di Lozzo Fifa – è forse un anno o più che tralascio la consultazione sistematica dell’albo pretorio – me ne sono fatto una croce. Altri interessi, ma anche una colpevole dose di pigrizia destinata, mi suggerisce ora la mia controfigura, a perdurare ancora per molto molto tempo. Per questo accolgo con grande interesse anche questo nuovo scritto di Cagliostro che, rovistando tra le determine, si è imbattuto in un provvedimento dai cui contenuti egli muove le proprie osservazioni sulle modalità con cui l’amministrazione in carica gestisce un aspetto di spesa pubblica. In particolare, a colpirmi, anche dal lato della ricostruzione storica dei nostri usi civici, è stato il concetto descritto nel post scriptum che fa da perfetto corollario al resto dell’articolo.

di Cagliostro

‘Lupus in fabula’. Solo qualche giorno fa, scrivendo a proposito delle prossime determinazioni della nostra amministrazione in materia di IMU, facevo riserva di documentare – ‘ove necessario’ – come certe scelte dell’Esecutivo che ci ‘sgoverna’ fossero quanto meno opinabili, o non ben ponderate ed avessero certamente contribuito a mutare lo stato di salute del bilancio dell’Ente da una situazione di floridezza ad una di gracilità. Questo con riferimento ad una delle ormai certe giustificazioni che verranno adottate da lorsignori per introdurre gli inasprimenti discrezionali previsti in materia, giustappunto, di tassazione sugli immobili.

Oggi, cercando notizie circa un bando sull’albo pretorio virtuale del Municipio, mi sono imbattuto nella Determina n. 50 del 9/7/2012 il cui oggetto recita così: “ Liquidazione quota parte competenze del CTU dr arch. Luigi Canaider nella vertenza Comune di Lozzo/Coffen Maria Giuditta avanti il Commissario Regionale per la liquidazione degli usi civici”. La cosa mi ha non poco incuriosito ed allora ho girato la pagina per leggere le motivazioni dell’esborso di ben Euro 1634,88. Ebbene la vertenza (instaurata da quale delle due parti?) era tesa all’accertamento del carattere demaniale con gravame di uso civico della particella n. 18 del fg 8 del censuario comunale (trattasi, verosimilmente, del terreno – o parte del terreno – su cui sorge lo chalet della sig.ra Coffen, a suo tempo co-attrice – con altri 9 soggetti – di un ricorso, sempre avverso il Comune, nella nota vicenda conosciuta come ‘causa con l’ass.one baitisti’). Ebbene, nella motivazione stringata alla base della citata determina n. 50, si può evincere che il predetto Commissario, nel redigere la sentenza, ha dichiarato il proprio “difetto di giurisdizione” (la materia non era di sua competenza?) ed ha disposto la compensazione delle spese e che la parcella del ctu (l’arch. Canaider, ndr) dovrà essere quietanzata da entrambe le parti, ciascuna per la metà. La sentenza è la n. 35/2012.

A questo punto, corre l’obbligo di chiarire alcuni aspetti della intricata vicenda. Non starò certo a rifare la storia della annosa querelle (il redattore può mettere un link su quanto scritto sulla antica vertenza che ha visto concretizzarsi una ‘sanatoria’, da tutti auspicata, ed il cui iter venne instaurato su precipua istanza del capo gruppo di minoranzadella trascorsa legislatura). I modi di risolvere la originaria vertenza, gli input dati dal Capo Comune all’Uff. del Territorio sono stati però tali che il principio di equità, a parere di molti cittadini e della minoranza consigliare proponente, non ha visto ben tutelati e salvaguardati gli interessi del nostro Ente. Basti pensare che, a tacitazione di tutta la controversia, il Comune ha incassato per diritti di concessione per occupazione di terreni di uso civico soltanto 38.000 euro circa, somma neppure sufficiente a coprire le spese legali sostenute.

La durata della concessione venne fissata in 99 anni, tralasciando il quasi trentennale pregresso e senza tenere in alcun conto la natura giuridica dei suoli di uso civico per i quali una legge (credo del 1985, tuttora in vigore) avrebbe dovuto inibire, nella fattispecie, qualsivoglia tipo di concessione a sanatoria. Nella discutibile transazione comunque, su 10 ‘baitisti’ (l’associazione era stata sciolta molti anni prima, ma il suo ex presidente agiva e scriveva in Comune come se fosse tranquillamente in carica), solo 9 accettarono la ‘transazione’. Ed il sindaco allora si profuse in affermazioni del tipo: ‘l’accordo vale se firmato da tutti gli interessati’. La sig.ra Coffen non aderì anche perché, nel frattempo, era stato appurato che il suo chalet insisteva, per buona parte, su terreno di un privato e della cosa neanche l’Uff. del territorio si era avveduto. Inoltre la sig.ra Coffen riteneva esorbitante la cifra richiestagli, indipendentemente dagli errori di valutazione sull’entità del terreno di uso civico occupato.

Ora il punto è questo. Perché l’Amministrazione si è intestardita in una azione inopportuna, per di più con una istanza ad una ‘giurisdizione’ non competente? Questi sono errori che, per chi ha un minimo di competenza e lungimiranza, non dovrebbero essere commessi!!! Quale è stata quella testa insigne che ha suggerito un tale passo? Si tenga presente che il conto della parcella costituisce, presumibilmente, solo una parte dell’onere che verrà addossato al Comune. E le spese di giudizio? E tutto il corollario di energie, tempo e azione defatigante senza alcun costrutto? Ed ora che intenzioni ha il sindaco e come si comporterà visto che in qualche modo la questione dovrà pur trovare una qualche soluzione?

TUTTO QUANTO SOPRA PUO’ PROVARE UNA SOLA COSA E CIOE’ CHE LE CASSE COMUNALI VANNO USATE CON LA DILIGENZA DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA, PENSANDO BENE PRIMA DI PROCEDERE A CERTE SCELTE, CHE COMUNQUE SI STANNO RIVELANDO CONTROPRODUCENTI ED ONEROSE PER LE FINANZE DELL’ENTE.

SICCOME ANCHE AL BIM-GSP IL CONTO DEGLI ERRORI DEGLI AMMINISTRATORI (SOLO ERRORI, NON ANCHE DABBENAGGINE, SE NON QUALCOSA DI PIU’ ECLATANTE?) VIENE GIRATO AGLI IGNARI UTENTI, NON VORREI CHE L’ABITUDINE DEI GIRI CONTO VENISSE INSTAURATA ANCHE AL BOTANICO PALAZZO CON IL FAR CASSA IN VARIO MODO (LEGGI: INASPRIMENTI FISCALI) AL FINE DI COPRIRE ONERI IMPUTABILI A CHI HA FATTO SCELTE SBAGLIATE.

 


P.S. Sono tormentato da un dubbio sul quale da questa mattina mi sto arrovellando. Ma perché il Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici avrà sentenziato “il suo difetto di giurisdizione”? Non sarà, per caso, che tutto il castello imbastito sugli usi civici non sta in piedi e magari i terreni in questione possono essere annoverati fra i beni delle vecchie regole, come sta scritto nei Laudi e come asserisce lo storico Giovanni Fabbiani? Se questa ipotesi risultasse vera, tutta la costruzione su cui si è basata e si basa ‘l’azione’ del Comune, le transazioni sottoscritte con i baitisti e tutte le elucubrazioni messe in campo dai ‘giureconsulti’ del Comune si scioglierebbero come neve al sole di Marzo!!! E il Conducator si troverebbe in grosse difficoltà a dover ricorrere avverso un provvedimento come quello citato nella determina n. 50. Se il Comune dovesse ricorrere in sede civile per contestare un assunto del genere potrebbe anche farlo con la finalità, tutta ‘andreottiana’, di scaricare la patata bollente sulla prossima amministrazione. “Ad essere maliziosi si fa peccato, ma spesso si indovina…” La verità vera è che al botanico palazzo l’esborso per parcelle legali, pareri tecnici e quant’altro non è, purtroppo, ancora finito; come, forse, non è ancora finito l’analogo ‘giallo’ sulla Caserma Montiglio. Prepariamoci al salasso fiscale e tributario, già presumendo dove una buona parte dei nostri soldi andrà a finire.


43 commenti per ecco come nel Botanico Palazzo si buttano i soldi dalla finestra

  • Lozzese curioso 1

    Magare,ke bel!….così i ne torna ke che i ne a tolesto!…anche duto al taren che e n’comun de Domiege!…e me par che avon na bela feta!
    AOSTO,FORZELA BASA,CASERA DE CONFIN,BAJON (solo sottosuolo).

  • Tamarindo

    …E se fosse così, cosa succederebbe se un cittadino qualsiasi facesse un bel ricorso avanti la Giustizia civile od avanti a qualche Organismo amministrativo competente? Gli sviluppi potrebbero essere imprevedibili…

  • frank

    se i terreni erano di proprieta’ regoliera e dati in amministrazione al comune restano per sempre inusucapibili ed inalienabili ed il Commissario agli usi civici ha fatto bene ad “alzare le mani” non essendo di sua competenza. I beni regolieri sono di proprieta’ collettiva appartenenti agli aventi diritto, cioè ai regolieri. Diversi sono gli usi civici (diritto di sfruttamento concesso ad una specifica comunita’) di beni di proprieta’ demaniale.

  • Tamarindo

    @frank,
    allora, se i terreni ‘dovessero’ essere inusucapibili ed inalienabili, in che situazione si verrebbe a trovare il sindaco che ha provveduto ad una ‘sanatoria’ sui-generis, eventualmente ‘nulla’ alla radice? Attendiamo sviluppi… (un uccellino mi dice che il tribunale di Belluno è già stato ‘interessato’ alla cosa…). Ma l’avvocato del Comune (Prade?) ha già provveduto a farsi versare un congruo ‘Fondo spese’? Teniamo d’occhio le delibere di Giunta e le determine!!!
    Temo che quanto scritto da Cagliostro sia tremendamente vero (specie il suo post-scriptum).

  • frank

    @ tamarindo
    dipende da come furono stabiliti i patti tra regola (assemblea dei regolieri di Lozzo) e comune. (del resto verificabili perchè contratti nel secondo dopoguerra) Ma, se per esempio, al comune fu dato solo l’amministrazione dei beni e non la cessione, le eventuali alienazioni degli stessi o gli usi impropri sono da ritenere “nulle” alla radice.

  • Lozzese curioso 1

    Frank,…guarda che gran parte dei terreni della Regola di Lozzo ricadono in comune di domegge!!!

  • Cagliostro

    @lozzese curioso 1
    su quei terreni esiste soltanto il diritto di soprassuolo, mentre la proprietà dell’intera area (Pala Granda, Pettorina. Costa Mason ecc.) è del Comune di Domegge. I terreni della regola, nella fattispecie inerente lo spirito e la lettera dell’articolo sopra citato, riguarderebbero-qualora la tesi fosse accolta in sede civile- l’intera area della nostra Monte… (il che sembra non sia poco).

  • Altro Lozzese curioso

    Ma se tutto ciò che avete scritto è vero, ed ammesso pure che l’amministrazione municipale ne sia al corrente, non credete che sia doveroso da parte del Consiglio comunale, anche su stimolo della minoranza, provvedere in proposito anche per non trascinare la vicenda nel tempo e lasciarla alle prossime amministrazioni? O c’è da aspettarsi che facciano “finta de fighi” per incapacità o codardia?
    Staron a vede!

  • Cagliostro

    @altro lozzese curioso,
    viene il fondato sospetto che uno dei veri intendimenti dell’Amministrazione sia proprio quello di trasferire la patata bollente a chi verrà nel 2014. Che l’amm.one attuale sia al corrente della cosa mi pare del tutto evidente, considerato il fatto che il ricorso avverso il pronunciamente del Giudice veneziano alla liquidazione degli usi civici sembra essere già stato fatto (o sia sul punto di esserlo) al tribunale civile di Belluno (avv.to Prade?). Il tutto, ovviamente, nell’assordante silenzio della mino-minoranza (temo che della cosa non sappia assolutamente niente, essendo la materia di competenza della Giunta; e fin qui non si ha notizia della presentazione neanche di uno straccio di interpellanza…)

  • Altro Lozzese curioso

    Cagliostro, non convieni, a questo punto, sulla scorta di quanto hai detto, che i rappresentanti della minoranza debbano essere pungolati con le ortiche o con i rami di rosa canina per far fare il loro “mestiere” che si sono liberamenti scelti? o andrà a finire tutto “all’italiana”?
    Se non si interessano a queste cose (SERIE) dov’è che si devono interessare?

  • Cagliostro

    @Altro lozzese curioso,
    convengo interamente con te. Del resto è da molto tempo che ricontro ‘apatia’ e disullusione nei due rappresentanti rimasti in ‘servizio’. Degli altri due non parlo, anche se mi sembra che siano scomparsi dalle cronache…Ma non sarebbe meglio dimettersi e motivare a dovere le dimissioni piuttosto che stare lì a fare le statuine? Personalmente, ritengo che lo imporrebbe la dignità ed anche il fatto che, dimettendosi, metterebbero alquanto in crisi l’intera baracca, priva come risulterebbe, anche solo formalmente, di una qualche forma di opposizione (seppur larvata…).

  • inesperto

    Chiedo agli esperti, cosa doveva fare l’amministrazione comunale?, avendo ereditato, qualcosa lascerà. Mi dicono che la sanatoria per quei manufatti fu fatta dalla regione, ripeto la domanda, cosa doveva fare l’amministrazione davanti ad una chiamata in tribunale dalla associazione dei baitisti?

  • Cagliostro

    @inesperto,
    non che io mi voglia considerare ‘esperto’ della materia, tuttavia credo di conoscere abbastanza bene fatti ed antefatti ad essa relativi. Avendo io parlato, anche su questo bloz, abbastanza diffusamente delle vicende ‘baite’ e ‘caserma’, mi reputo legittimato ad interloquire con te. Le vicende appena menzionate sono assai intricate e complesse. Appunto perché si è ‘inesperti’ bisognerebbe documentarsi a dovere per poter esprimere un giudizio ponderato. Non è assolutamente vero che sia stata la Regione ad adottare la sanatoria. Nel 1995 la Regione aveva soltanto autorizzato il cambio di destinazione d’uso delle aree interessatre e le conseguenti concessioni dei diritti di superfice, concessioni anomale, che datavano dagli anni ’60, ma la cosa non ebbe alcun seguito per la non disponibilità dei così detti ‘baitisti’. Quindi, nulla di fatto derivò da quel pronunciamento. Tutta la annosa questione aveva trovato un punto fermo nel 2004 all’atto dell’ insediamento della nuova amministrazione allorquando, in sede di illustrazione programmatiche di maggioranza ed opposizione, quest’ultima, attraverso il suo capo gruppo, Giuseppe Zanella, presentò una interpellanza ventilando la opportunità di sistemare tutte le pendenze giudiziarie in capo al Comune, compresa, giustappunto, quella afferente le baite. Tale interpellanza venne trasformata in mozione e fatta propria dall’intero Consiglio (vedere gli atti). Da lì presero avvio i passi successivi che portarono poi a quella che tu definisci ‘sanatoria’. Per me si è trattato però di una parvenza di sanatoria, tanto che tuttora gli strascichi ci sono, eccome se ci sono!! Quello che la minoranza, in seguito, contestò al sindaco non era certamente la comune volontà politica di risoluzione della vertenza, ma le modalità e gli input dati all’Uff. del Territorio che avevano condotto ad una conclusione che, personalmente, non considero equa (a tutela degli interessi dell’Ente), tanto che molte clausole di quel pseudo accordo sono oggettivamente penalizzanti per il Comune. Basti pensare che quanto ricavato dalla sottoscrizione degli atti (circa 38000 Euro) non è stato sufficiente neanche a coprire le spese legali e di giudizio. La complessa vicenda è talmente aggrovigliata e piena di ‘incrinature’ da richiedere un approfondito esame, prima di poter esprimere una valutazione obiettiva. Se tu avessi voglia di fare una ricerca, dovresti andare a leggerti i miei scritti su questo stesso bloz o chiedere a Danilo di indicarti gli articoli ed i commenti più significativi inerenti la materia. Concludo facendoti presente che la novità che si prospetta e che è descritta nel mio articolo sopra riportato, costituirebbe una autentica bomba e metterebbe, probabilmente, in non cale l’operato della Amministrazione che ha condotto a quella che viene da lor signori ritenuta una ‘sanatoria’…ma che sanatoria non è per la inosservanza di alcune precise normative (vedi lg 47/85) ed altre disposizioni cogenti. Del resto un accordo, per essere ‘equo’ dovrebbe porre le parti su di un piano di equilibrio, salvaguardando, in particolare, gli interessi essenziali dell’Ente Comune. Nel nostro caso invece, a mio modesto parere, l’accordo sottoscritto appare completamente sperequato in danno di Palazzo Venzo…

  • Cagliostro

    Integro quanto sopra descritto con le seguenti notizie. La regolarizzazione di una concessione con la costituzione del diritto di superfice, deve essere tassativamente effettuata entro 6 mesi dalla medesima concessione. Nella fattispecie, le concessioni datavano agli anni 64-72, quindi ampiamente fuori tempo massimo rispetto sia al provvedimento regionale del 1995 (ininfluente in quanto mai accettato e sottoscritto dagli interessati), che, a maggior ragione, al successivo provvedimento adottato dal Comune nel 2oo6 (o giù di lì). Il termine di 6 mesi è cogente per la legge 47/85. Se rispettato, tale termine porta ad una durata massima del diritto di superficie in anni 60 (sessanta!!). Se il termine di 6 mesi fissato per la costituzione del diritto non viene rispettato, è tassativamente inibita la costituzione del diritto e la concessione a costruire deve essere pertanto revocata. Nella fattispecie che ci riguarda, non solo non è stato rispettato il termine di 6 mesi ma si è andati ben oltre, considerando efficace la deliberazione regionale del 1995 (decaduta perché inevasa da una delle parti) e stabilendo pertanto, a far corso sempre da quella data (1995), una durata 99/le del medesimo diritto di superficie. Con ciò, tra l’altro, trascurando tutto il pregresso per il quale nulla era mai stato versato in fatto di canoni, imposte, tasse e tributi. La medesima citata legge prevede anche, per i terreni di uso civico, la non possibilità di sanatoria mediante condono di costruzioni in si-fatte condizioni, a questo punto da considerarsi, a tutti gli effetti, abusive.
    Penso che possa bastare questo (ma c’è ancora dell’altro!) per farsi una idea abbastanza esatta su che cosa il Comune avrebbe potuto fare o non fare nella vicenda…

  • Viva la Puglia

    Mi domando allora come alcuni possano aver potuto procedere con il condono!! So che questa è una procedura che non è più soggetta a controlli rigorosi. Forse basta versare l’oblazione e poi la pratica giace dimenticata, magari per anni, senza alcun controllo di legittimità e di merito. Ma poi, chi sta a controllare se un atto di costituzione del diritto di superficie rispetta precisi canoni, leggi e normative???

  • 70

    Come esperto di BOMBE mi sembra che faccia abbastanza cilecca, siamo ancora in attesa della bomba, aveva pronosticato l’imminente deflagrazione, per la famosa discarica di “ponteviere”. L’unica cosa certa, che quel can-can ci è costato quasi 15.000 euro. Bella bomba, complimenti!

  • @70, can-can???? fu un mio modesto articoletto !! Il resto lo fece l’amministrazione, tutta da sola, e stavolta sì che ci sta il Lozzo Fifa. Comunque si sentiva parlare di 10.000 euri, adesso sono 15.000 (non so se la cosa è tracciabile in una determina o se la staffetta degli Olivotto è rientrata nel minestrone delle ringhiere 🙂 ). Ad ogni buon conto è una spesa che l’amministrazione ha deciso di fare. Punto.

  • L’articolo cui fa riferimento Cagliostro è “Potere per il potere”, ma è nei commenti che prende vita la discussione sulle baite.

    http://www.lozzodicadore.eu/blog/e-potere-per-il-potere.html

  • cagliostro

    @70,
    sicché, per te, il colpevole della discarica abusiva (rifiuti di multiformi qualità) non è chi la ha permessa ma colui che, in virtù di una ‘inchiesta giornalistica’, ha denunciato la cosa ed è stato determinante nel fare in modo che vi si ponesse rimedio al più presto? Bravo! Sei un maestro di oggettività e coerenza. Ti invito, molto amichevolmente, ad andare a rileggerti il mio articolo del Giugno 2011 su questo stesso Bloz (titolo: “I perché di una precipitosa e vergognosa retromarcia”) e forse ti ritornerà un po’ di memoria e, magari, anche una maggiore capacità di giudizio. I costi di sversamento, terrazzamento, dissotterramento e trasporto altrove (dove?)sono imputabili solo a chi la marachella l’aveva messa in piedi, non a chi la ha denunciata. Ed anche in quella circostanza, qualcuno può (come in altre situazioni al limite…)soltanto ringraziare San Gennaro. Mi riferisco alla ‘bonomia’ di certi addetti ai lavori che hanno evitato lo scoppio di una vera ‘bomba’.
    Lo sai quali sarebbero le conseguenze per tutta una serie di ‘negligenze’/’inadempienze’ (chiamiamole così per non usare una terminologia più appropriata)in materia di discariche abusive (magari di rifiuti tossici e/o nocivi)?? Informati bene e poi evita di farti paladino di chi aveva messo le mani…nella marmellata e poi è stato solo avvertito di toglierle (le mani!) dal vaso e di lavarsele, senza che esse (mani) fossero oggetto di altri… trattamenti.
    PS: Danilo, per favore, potresti mettere un link sull’articolo citato poco sopra? Grazie

    (link a “i perché di una precipitosa e vergognosa retromarcia“)

  • 70

    Articoletto, inchiesta giornalistica, telefonate , i desiderata di allora adesso si vogliono nascondere.Paese piccolo la gente mormora.
    Sui costi è quello che ho sentito, non ne sono sicuro, se poi il redattore ha da denunciare uno strano giro tra la ditta assegnataria dei lavori e l’amministrazione comunale, siamo tutt’orecchi.

  • @70, scripta manent:

    (non so se la cosa è tracciabile in una determina o se la staffetta degli Olivotto è rientrata nel minestrone delle ringhiere 🙂 )

    Come vedi non denuncio niente e non definisco strano giro quello tra amministrazione e ditta assegnataria (lo fai tu): semplicemente, riguardo al determinare il costo del veloce fru-fru, ho detto di non sapere se è tracciabile in una determina o se invece il costo è ingrediente del minestrone delle ringhiere, e ci ho messo anche il sorrisino, per significare che era una battuta. Ma non dubito che il vostro sindaco sappia quanto il fru-fru sia venuto a costare. Ma ce lo potrà dire anche la minoranza, non dubitare, non dubitare.

  • cagliostro

    @Danilo,
    “il paese è piccolo e la gente mormora”, forse mormora che la esorbitante cifra eventualmente sborsata per porre riparo a qualche cosa di certamente non commendevole (diciamo pure ‘illegale’) è da addebitare non ai responsabili ma a chi ha messo in luce la ‘anomalia’ (usiamo sempre un eufemismo per pura carità di patria!) ed ha costretto lorsignori a correre maldestramente ai ripari con una autentica poco virile corsa di escavatori e camion. Ma ci sarà pure una determina che dispone i pagamenti!! Si tratta di soldi dei cittadini, come al solito usati, senza alcun dubbio, in modo del tutto corretto, a fronte di una oculata e lungimirante politica: quella del fare e disfare, ovvero dell’occultare, dissotterrare e portare altrove un innocuo materiale di risulta.
    Ma un minimo di coscienza civile, di dignità e buon senso alligna ancora nel nostro paese oppure certa mentalità, che ha attecchito in questo tempo perfino al Pirellone, è ormai invalsa anche alle dolomitiche latitudini? Stravolgere la realtà, girare le frittate era caratteristica del ‘re di denari’ il quale ha infettato le teste degli italiani a tal punto da obnubilare le menti e bloccare l’opera della poca materia grigia ancora in circolazione. Se poi si trattasse di difensori per partito preso, trovo perfettamente inutile e stucchevole qualsiasi confronto con sì-fatti soggetti…
    Mi dispiace Danilo, ma temo che tu sarai chiamato davanti alla Corte dei Conti a risarcire Euro 15000 quale responsabile di tutto questo “can-can” e del danno di immagine provocato a lorsignori ed ai loro sodali (non voglio definirli ‘accoliti’, mi sembrerebbe immeritevole e perfino esagerato). Non dovevi disturbare il manovratore con fastidiosi interventi e scoperte sconvenienti: tutto deve essere sempre mediato e tenuto riservato nelle felpate stanze del potere; chi infastidisce va puntito ed esposto al pubblico ludibrio dei molti servi sciocchi, purtroppo tuttora in circolazione anche da noi.

  • cagliostro

    @danilo,
    trovo che il titolo del mio sovrastante articolo (“Ecco come al botanico palazzo si buttano i soldi dalla finestra”) sia appropriato anche in riferimento agli ipotetici 15000 euro della vicenda citata da tale “70”. Quest’ultimo deve essere certamente un diligente ed attento custode delle… casse comunali e degli attuali amministratori, nonché insigne inventore di una duttile e raffinata giurisprudenza in base alla quale responsabili della nota ‘negligenza’ sono le persone che l’hanno scoperta e determinato, bene o male, il “rattoppo”. Questo signore, come tanti prima di lui, non guarda alla luna bensì al dito che gliela indica…Fuor di metafora, sbaglia (scientemente o meno?) nettamente il bersaglio.

  • @cagliostro,
    è da più di un anno che “il paese mormora”. I margnife, le iene, già nella primavera scorsa si erano gettate subito nell’opera. E’ lui, è lui il serpente velenoso: ci ha fatto spendere xyz euri … Così nascono le leggende. Il potere è sempre nelle mani di chi dispone e padroneggia l’informazione: loro hanno la “Ciacola della Siera”, io un misero blog. Ma le maggioranze non mi sono mai piaciute: io godo, davvero godo, ad essere minoranza. Le maggioranze sono flaccidi pachidermi, preferisco la precarietà dei colibrì.

  • La gente mormora

    Un uccellino mi ha fischiettato la novella notizia di tagli straordinari programmati nei boschi comunali per recuperare altri soldi perchè i tagli ordinari non garantirebbero un certo gettito o almeno quello da loro voluto.
    Ma mi domando e dico: non sarebbe più semplice ridurre il numero dei dirigenti invece che eliminare parte dei boschi?
    Prima che nuove piante raggiungano la maturità sapete quanti anni devono trascorrere?
    Si stanno mangiando il patrimonio e a che pro?
    I nostri avventurieri, fra le due torri, simbolo del Cadore riportato anche nello stemma comunale, ci metteranno un bel piatto vuoto con incisa la scritta ABBIAMO MANGIATO FUORI TUTTO – AI POSTERI LASCEREMO LE SEMENTI E FORSE NEANCHE QUELLE.

  • cagliostro

    @La gente mormora,
    mi auguro davvero che sia proprio soltanto “un mormorio” privo di qualsiasi attinenza alla realtà… D’altro canto, credo che lorsignori debbano anche rispettare i piani forestali e le varie normative in materia di riciclo dei boschi. Deroghe non credo ci possano essere. Se però lo dovessero fare, questa sarebbe una prova in più della dabbenaggine che impera anche alle nostre latitudini. L’unica mia preoccupazione è quella di sapere che da sempre manca la trasparenza e che gli sprechi (parcelle legali, parcelle ‘peritali’ e ‘consulenziali’, esborsi per investimenti non molto ponderati, per acquisti di terreni tipo quelli di Vellezza, costi esorbitanti del personale e di varia altra natura, costi per la nota discarica abusiva di Ponteviere ecc. ecc.) possono dissestare i conti e giustificare imposizioni indecorose come la bolletta già esorbitante per smaltimento rifiuti od il prevedibile aumento ai livelli massimi di IMU prima e seconda casa, addizionali ed acconti IRPEF, tariffe, tributi e gabelle di varia natura. Se tutto questo non fosse magari sufficiente a rimettere
    in sesto la baracca, anche quello che tu riferisci, pur non legittimo, potrebbe essere funzionale alla bisogna. Ma questo sarebbe la pietra tombale di un fallimento, fin qui camuffato con una politica di ‘investimenti’ quanto meno discutibili e di ‘sistemazioni’ di diatribe giudiziarie che tali non si stanno rivelando (vedi controversia, tuttora in corso, con la sig.ra Coffen oppure il mistero della asserita risoluzione della vicenda ‘caserma Montiglio’, immobile ora in stato di grave degrado ed abbandono). Speriamo che il 2014 veda sugli scranni del botanico palazzo nuovi amministratori con vedute diverse ed una sensibilità sociale e politica di altro livello.

  • abc

    Ma se il sindaco è il “vostro sindaco” la 1/2 minoranza è “cosa tua”,e i tuoi ordini, a sentire te, gli eseguono senza battere ciglio.

  • @abc,
    devo ripetermi, scripta manent:

    Ma non dubito che il vostro sindaco sappia quanto il fru-fru sia venuto a costare. Ma ce lo potrà dire anche la minoranza, non dubitare, non dubitare.

    Come vedi, dicendo che il vostro sindaco sa (non può non sapere) quanto sarà costato il fru-fru (che per la verità andrebbe scritto frou-frou, licenza poetica) non ho fatto altro che auspicare che lui medesimo ce lo possa rivelare. Ho poi inteso dire che, qualora il sindaco facesse il riottoso e trovasse qualche difficoltà ad esprimere questa cifra, essa potrebbe esserci rivelata dalla minoranza, essendo questa una sua facoltà. Invitavo poi a non dubitare: attraverso o l’uno o l’altra lo verremo a sapere.

    Quanto al vostro sindaco, ti ricorderai che l’attribuzione è nata da una trilogia di articoli:
    Lozzo di Cadore: vi presento il ‘vostro sindaco’ /1 ;
    Lozzo di Cadore: vi presento il ‘vostro sindaco’ /2;
    vada pure per ‘vostro sindaco’ ma, cacchio, almeno un Buon Anno ce lo potevi augurare .

    ed è in suo onere, della trilogia intendo, che continuo ad usare tale espressione. Non vedo invece, nonostante tutta la mia pur fervida fantasia, con quale argomento si possa sostenere che la minoranza sia “cosa mia”. Tantomeno riesco a capacitarmi degli ordini che, a tuo dire, la minoranza eseguirebbe senza battere ciglio. Tu dici “a sentire te”: quando mai avrei detto cose del genere?

  • regola

    danilo, ma di preciso che cosa si deve fare per avere di nuovo la Regola a Lozzo? grazie

  • @regola, legge regionale 26 del 1996. Non ti metto il link ma la trovi di sicuro con Google 🙂

  • Regoliere

    Non sarebbe una cattiva idea che anche lì da Voi re-istituissero le Regole. Se poi è veritiero e fondato il fatto che i boschi che finora ha gestito il comune sono regolieri, immaginate le resistenze che farebbero gli amministratori comunali che si vedrebbero sfuggire decine e decine di migliaia di euro l’anno. I soldi che sortirebbero dal taglio delle piante verrebbero spesi principalmente per il miglioramento dei boschi stessi e non messi nel calderone generale dell’ente a tappare i buchi di qualsiasi natura.
    Mosite desedeve! Ogni tando dorè ben al codice dato che se chi del codice.

  • regola

    @danilo, trovata grazie 1000. me la dovrò rileggere più volte, ho una certa riluttanza con le norme … ma tu cosa ne pensi sentendo anche quello che ha dettpo regoliere?

  • @regola, (in estrema sintesi) la ricostituzione delle Regole è senza dubbio un argomento affascinante. Il mio approccio è però sempre stato di carattere storico-affettivo, mentre non ho mai considerato quello economico che non va trascurato per niente. In poche parole, nell’ipotesi di ricostituire la Regola, la medesima si terrebbe in piedi da sola? la gestione del patrimonio quali entrate produrrebbe? Un altro aspetto è il seguito popolare che potrebbe avere l’idea: non mi pare che la gente di Lozzo si sia mai distinta da questo punto di vista. In altre parole, l’ignoranza su questi argomenti regna sovrana e non credo nessuno proverebbe più l’orgoglio di ricostituire un bene, se non millenario, almeno plurisecolare, facendolo rivivere (ma mi posso sbagliare). Devi poi tener conto (ed è la cosa più importante) che è sempre il consiglio comunale a doversi esprimere sulla cessione dei beni attribuiti alla Regola (appurato che ve ne siano) e quindi molto dipende dalla sensibilità all’argomento che ha in sé la compagine in quel momento in carica. Per il resto, sono solo carte da produrre … (ripeto, in estrema sintesi).

  • frank

    @danilo
    suggerisco una interessante relazione
    http://www.cadore.it/danta/leregole/cap1.html

  • r x r x 3,14

    Pare che argomentazioni non manchino ma come al solito, e sempre, il potere [si fa per dire], le scimmiette ed i galoppini stanno accortamente in silenzio.
    Se è così in un paesucolo di milleseicento anime figuriamoci nell’intera penisola alias repubblica delle banane e dei faccendieri e dei ladri e laduncoli e dei magna a sbafo.
    Che pena e che schifezza!

  • Dubbioso sulle Regole

    Regoliere: siamo poi sicuri che nel caso si dovesse re-istituire la Regola di Lozzo questa poi beneficerebbe dei contributi regionali, statali o europei, per fare opere od altro nei propri beni, oppure essendo una comunione familiare di diritto privato sarebbe trattata alla pari di un privato qualsiasi?
    Forse è meglio che tutto resti sotto la gestione del comune, forse un pò meglio di come lo stanno facendo ora.
    Pensiamo bene prima di iniziare un percorso incerto, dubbioso e forse con risultati distanti dalle aspettative.

  • @dubbioso sulle Regole, dal punto di vista dell’accesso ai contributi la Regola può accedere a tutti i contributi che valgono per i privati (non c’è niente da inventarsi, basta guardare quello che succede alle Regole funzionanti). Ovvio che gli interventi pubblici a sostegno copron un tot ed il resto lo deve mettere il soggeto privato (o anche l’ente pubblico). Ho, tanto per dire, visto recentemente tre progetti che le Regole d’Ampezzo hanno proposto in occasione dei prossimi “festeggiamenti” relativi al centenario della Grande Guerra. Sono perfettamente d’accordo sul fatto che la cosa vada ponderata per bene, nell’eventualità si volesse ricostituire la Regola a Lozzo, valutando preventivamente tutti i pro ed i contro. La Regola, una volta fatta, va gestita e non lasciata languire.

  • Lozzese curioso

    domanda da inesperto:…ma il comune di domegge,avendo in “carico” molti terreni lozzesi non potrebbe negare (solo per questi beni) il diritto dei regolieri lozzesi alla legittima riapropriazione con la ricostituzione della Regola????

  • @Lozzese curioso, personalmente non ho mai affrontato problemi del genere. Innanzitutto va dato per scontato che vi sia un documento che illustri e dimostri che i beni erano regolieri e quale sia stata la motivazione che ha portato alla cessione dei medesimi. Quello che so è che le prolungate dismissioni (se ne contano ben cinque “nei secoli” se non ricordo male) dei terreni regolieri (i famosi coleniei) che hanno caratterizzato le Regole di Lozzo (molti terreni che oggi sono in mano a proprietari privati erano di proprietà regoliera) non si possono più “redimere” a meno che non vi sia la volontà da parte dell’attuale proprietario (tiente duto …). Discorso diverso per i beni in carico al comune, purchè, credo, il medesimo appaia quale amministratore del bene e non ne sia quindi venuto in proprietà. Quindi, per tornare alla tua domanda, credo che sì, il comune di Domegge potrebbe opporsi. Ribadisco che sono mie congetture: è da tener conto che diatribe ed arbitraggi se ne contano a iosa in questo campo e quindi vi sarà un caso analogo successo da qualche parte che “fa scuola”.

  • @frank, grazie della segnalazione, bisognerebbe che certe materie – come la storia locale – venissero incluse stabilmente nel piano di studi dei nostri ragazzi, che avrebbero così modo di crescere con un’idea di se stessi migliore.

  • lettore

    Sul bollettino parrocchiale appena uscito il CAI fa una relazione sui lavori fatti sul Col Vidal,intorno ai forti. Un bel lavoro fatto grazie ad un gruppo di volontari che è doveroso ringraziare. I lavori vanno avanti da alcuni anni ed ha prodotto molto legname di proprietà comunale, a chi è stato devoluto non si capisce bene, nel prossimo bollettino sarebbe utile chiarire.

  • […] Memoria di Pian dei Buoi (o del 'ricordati che devi morire') Caro @lettore, approfitto del tuo commento/intervento: Sul bollettino parrocchiale appena uscito il CAI fa una relazione sui lavori fatti sul Col […]

  • Frequentatore di Col Vidal

    Se non ricordo male mi pare che il legname (legna da ardere) ricavato da quelle operazioni sia stato usufruito da coloro che hanno partecipato alle operazioni di recupero delle opere di fortificazione, sentieristica ecc., su avvallo, più o meno esplicito, degli Amministratori – a titolo di ringraziamento per il lavoro svolto gratuitamente (cosa del resto piuttosto logica, condivisibile e comprensibile).
    Può darsi che mi sbagli ma se non ricordo male mi pare che mi sia stato riferito così.
    Sarebbe invece doveroso chiarire in base a quali criteri sia stato distribuito alla Cittadinanza l’altro legname proveniente dalle ripuliture della zona di Confin e portato a Lozzo al campo sportivo nuovo e lì andato a recuperarsi.