la 'gioia' di Letta per il debito pubblico che aumenta

Pantofo-Letta gioisce per i dati Eurostat sul debito pubblico (in diminuzione sul PIL dello 0,4%). Dice che sono “un’altra riprova della bontà del cammino di politica economica intrapreso bla bla bla“.

Non è vero!

Si tratta di un’operazione di camouffage. Su Leoni Blog la spiegazione dell’artificio contabile: Ugo Arrigo giunge a determinare che no, non solo il debito pubblico netto italiano non è diminuito, ma anzi è aumentato di quasi 29 miliardi (non proprio noccioline). Qui di seguito, invece, le amare conclusioni cui giunge sull’argomento Mario Seminerio. Se il PIL nominale cresce meno del costo del debito … sono cazzi amari, anche se lui si esprime diversamente: “Non è ancora tempo di festeggiare”.

Questi politici da cortile non l’hanno ancora capito che il can per l’aia non si mena più. Non senza che qualcuno se ne accorga. Il problema è giungere ad ogni italiota.

Una  brillante operazione di window dressing, nulla da dire. Che è piaciuta molto dalle parti di Palazzo Chigi:

“Dopo i dati Istat sulla ripresa dell’industria”, i dati Eurostat sul debito pubblico sono “un’altra riprova della bontà del cammino di politica economica intrapreso, un nuovo segnale che ci incoraggia a proseguire sulla strada delle politiche per la crescita, nel rispetto della tenuta dei conti pubblici”. Lo afferma il premier Enrico Letta (Ansa, 22 gennaio 2013)

Con codazzo di amplificazione mediatica, naturalmente. Ricordando che stiamo parlando del paese che continua ad avere tasso di crescita del Pil nominale inferiore al costo medio del debito pubblico, e per questo motivo è costretto ad avanzi primari ampi e protratti. Non è ancora tempo per festeggiare.

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