l'accumulo del debito pubblico italiano generato dai diversi governi

La (bananiera) repubblica italiana è fondata sul debito, come la quasi totalità degli altri Stati del pianeta Terra. Il problema vero sta nel valore del debito in rapporto al PIL e, soprattutto, nel valutare le direzioni di spesa, cioè capire in che modo  sono state spese le risorse, dove sono andate a finire. Nel caso italiano il debito è enorme, il 120% del PIL, ed è stato generato non per creare servizi ma essenzialmente per comprare consenso. La colpa è in primo grado attribuibile alla Casta che si è via via insediata in parlamento e tuttora vi alligna, ed alle sotto-Caste gemmate da essa: tutta la burocrazia statale, per fare un esempio, e la Casta dei magistrati per farne un altro. Non parliamo poi delle corporazioni, ché non è questo il momento.

Tutti i governi succedutisi finora, tutti, indistintamente – bianchi, rossi, arancione o azzurri che fossero – hanno aumentato lo stock di debito pubblico. Non tutti allo stesso modo. C’è chi ha largheggiato e chi è stato meno espansivo. La morale è che il governo Berlusconi ha comunque il record di accumulo della spesa pubblica. Alla faccia di chi ha continuato a sbandierare il contenimento della spesa come cavallo di battaglia durante le campagne elettorali. Inutile dire che i contesti storici sono diversi mano a mano che si susseguono i vari governi (lo sono anche durante il periodo di vita dei singoli governi, almeno da quando si è superato l’anno medio di vita dei medesimi).

I dati sono espressi in milioni di euro al giorno e, va sottolineato, con questa unità di misura l’impatto emotivo è impressionante. Ovviamente i dati storici sono stati opportunamente rivalutati calcolandone il valore attuale. La prima confutazione: non è vero, come sempre sostenuto (a livello di propaganda elettorale ma non solo) che la parte più grossa dell’ammontare dell’attuale valore del debito sia stata ereditata dalla cosiddetta Prima Repubblica. Dal 1946 al 1992 il formarsi del debito ha comportato uno stock, a fine periodo, di 795 miliardi di €. Siccome alla data di chiusura della raccolta dati di questo studio (30 giugno) il debito è giunto a 1931 miliardi di €, chiunque abbia contribuito a generarlo, l’apporto della Ia Repubblica pesa sul totale per poco più del 41%. Il resto è stato generato dai due governi “di transizione”, Amato e Ciampi, che hanno portato il tetto a 994 miliardi, e da quelli succedutisi dal 10 maggio 1994 ad oggi appartenenti alla IIa Repubblica vera e propria.

I dati sono tratti da un recente approfondimento di Oscar Giannino che li presenta in questo video del 14 settembre scorso (la durata del governo Berlusconi IV°, caduto qualche giorno fa, è rapportata al 30 giugno 2011). Come curiosità, sottolineo un inciso “predittivo” dal quarto minuto alla fine del sesto in cui Giannino, ribadisco che era il 14 settembre 2011, prevede chiaramente quello che è poi successo sui mercati qualche giorno fa. Sarebbe stata una buona cosa integrare il grafico con i dati del PIL giornaliero: magari un giorno …

(video via Byoblu)

 

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