Il PAS (Per Altre Strade), comitato interregionale Carnia Cadore, ha indetto un’ASSEMBLEA PUBBLICA a Polpet di Ponte nelle Alpi per questa sera, mercoledì 25 agosto 2010 ore 20,30.
Riporto dalla documentazione giuntami (il neretto è mio):
In relazione al comunicato sotto riportato e alle correlate e ravvicinate scadenze procedurali è indetta, per mercoledì 25 agosto alle ore 20,30 presso la sala Cooperativa di Polpet (dietro la piazza di Polpet, Comune di Ponte nelle Alpi), un’assemblea aperta di Comitati, Associazioni, Soggetti che intendono condividere, in tempi utili, opportune osservazioni ed iniziative di contrasto verso un’opera dai risvolti oscuri e dalle “minacciose” implicazioni per la nostra provincia.
SUL SITO “www.peraltrestrade.it” TROVERETE UN’AMPIO ESTRATTO DELLA PROPOSTA DI PROJECT FINANCING avanzata da GRANDI LAVORI FINCOSIT – ADRIA INFTASTRUTTURE – ING. E. MANTOVANI COSTRUZIONI che include “IL PROGETTO PRELIMINARE” e lo “STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE” relativi al “PASSANTE ALPE-ADRIA BELLUNO – CADORE”
Di positivo c’è che alcuni Sindaci del Cadore (Pieve in testa) e il Vicepresidente del Consiglio Regionale Veneto (il cadorino Matteo Toscani) stiano affrontando di petto il tema del prolungamento dell’A27. Meglio tardi che mai.
Di negativo c’è che la maggioranza dei Sindaci non lo abbia ancora fatto, subendo forse direttive calate dall’alto, e allo stesso tempo mostrando uno scarso senso di responsabilità nei confronti delle comunità di cui sono amministratori pro-tempore. E saremmo curiosi di sapere quanti tra loro si siano letti il Progetto di Fattibilità e lo Studio di Impatto Ambientale resi pubblici il 15 luglio scorso a Longarone.
Perché, non scordiamocelo, stiamo parlando dell’opera più impattante che abbia mai interessato la Provincia di Belluno, opera che punta a trasformarla in un corridoio supertrafficato di traffico internazionale, presupposto senza il quale non sta in piedi neanche sotto l’aspetto economico-finanziario (al punto di pretendere che la SS51 venga preclusa al traffico non locale, attraverso dei sistemi fantasiosi tutti da inventare – vedi sito www.peraltrestrade.it).
Un’opera senza sbocco – perché a nord e a est non la vogliono – che condizionerebbe, in peggio, lo sviluppo di un’area che va da Cortina a Sappada, senza risolvere i problemi di viabilità e di mobilità sul tappeto, che potrebbero venire meglio affrontati da una serie di più modeste circonvallazioni. A partire da quella di Longarone-Castellavazzo, che, chissà perché, non è mai stata caldeggiata dai rispettivi amministratori, i più ferventi promotori e sostenitori del prolungamento autostradale, amministratori che “mai”, ma proprio mai, si sono posti il problema delle conseguenze “a monte” del loro agire.
Il 10 settembre scadrà il termine dei 60 giorni “per le osservazioni” al progetto preliminare, poi sarà la volta della commissione regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale), del CIPE (Comitato Interminesteriale per la Programmazione Economica), infine il bando e l’assegnazione dei lavori. Invitiamo chi ha qualcosa da obiettare a farlo quanto prima, perché dopo sarà tutto più difficile.
E’ inoltre disponibile un estratto di rassegna stampa nazionale riguardante l’argomento. Il titolo, “A pensar male si fa peccato, però …” è già un programma. Per chi vuole informarsi.
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C’è da augurarsi che decidano a maggioranza che l’autostrada vada proseguita altrimenti rimarremo sempre i più indietro e con costi di vita sempre più elevati.
Questo è quello che dovrebbero decidere i S-sindaci.
Oppure che decidano di fare tutta una serie di varianti che by-passano i vari comuni come ha fatto Lozzo. Attraversare Domegge, e Longarone, è uno schifo e una perdita in utile di tempo.
Le domeniche pomeriggio la discesa verso Ponte nelle Alpi da un’idea di quanto poco avveduti sono i nostri amministratori. Code di chilometri di veicoli con un inquinamento tremendo. Un dispiegamento inutile di personale di polizia (dello stato, locale, carabinieri, polizia provinciale, guardie forestali, personale dell’a.n.a.s., volontari della protezione civile e via dicendo) che non serve a nulla. Il traffico defluisce da solo senza la necessità di costoro. Se andate verso il mare (Bibione, Caorle, Jesolo eccetera) ci sono code uguali o maggiori e non si vede nessun poliziotto, perchè sanno che non servono a niente. Ma i vari capoccia della nostra provincia, per far vedere che qualcosa fanno, dispiegano una infinità di personale senza risolvere il problema vero. Bisogna rendere le strade compatibili al traffico che vi ci scorre sopra. Il resto sono solo pagliacciate e buffonate.
Staremo a vedere cosa faranno, Zaia per primo, dato che ha detto che ha un occhio di riguardo per la provincia di Belluno.