Quero e Vas fusi nel corpo e nell'anima

I due erano uniti da tempo nel cuore e nell’anima. Adesso lo sono anche nel corpo. Manca solo la benedizione dei parenti tutti (via referendum).

Approvata la “Legge Ciambetti” per l’unione di Vas e Quero

[…] “Anche in Polesine – ha concluso l’assessore – sei Comuni hanno avviato un percorso di fusione e l’esperienza feltrina è per loro un punto di riferimento. Da parte mia la soddisfazione di aver contribuito a questo processo con leggi che ho proposto grazie alla collaborazione della Direzione regionale degli Enti locali. Ma i veri protagonisti della svolta sono stati e sono, e ciò non va dimenticato, i due sindaci di Vas e Quero, i consigli comunali dei due centri e la popolazione che ha compreso e colto lo spirito dei tempi”.

A parte le due lacrime che sempre mi scendono quando leggo di queste epiche e ad un tempo eroiche gesta (“i veri protagonisti sono … e ciò non va dimenticato …” snif-snif), la fusione cui stiamo assistendo – 2513 abitanti di Quero + 819 di Vas – deve essere l’esito di una fitta trama di azioni diplomatiche di carattere intrepido, un po’ come le ultime orchestrate con l’India da Terzi e De Mistura. Comunque è già una buona colata. Dovesse succedere al Cadore intero, sarebbe un evento paragonabile solo … all’Ilva di Taranto.

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(Foto: Metallurgicagalvani)

6 commenti per Quero e Vas fusi nel corpo e nell’anima

  • frank

    @danilo
    al Cadore succederà se i cadorini vorranno che succeda. Penso che siamo indietro… di qualche anno.

  • @frank,
    pensa a quante cose sono successe e quante altre potranno succedere senza che i cadorini (e qualsiasi altra comunità o popolo) possano dire la loro: nel caso della fusione è previsto il referendum confermativo … ma a monte lo Stato e/o la Regione ti impone per legge l’unione, prima di tre servizi, dal 2014 di tutti. E in questa circostanza non si chiede “alla gente” se è d’accordo, né si sono definiti “paletti” giuridici che impongano vere e proprie razionalizzazioni della spesa. Sapremo solo dopo averle fatte, se le unioni sono meno dispendiose: se lo saranno, in termini di bilancio, bisognerà poi vedere se i servizi erogati saranno quelli che dovrebbero essere … ed è qui che lo Stato/Regione gioca la sua carta, perché sanno benissimo che non c’è un metodo “facile” per misurare la qualità erogata da un servizio e quindi ciò che verrà sbandierato sarà – se tutto andrà bene – il contenimento della spesa e non la sua riduzione in presenza di un decadimento netto dei servizi.

    La partita si gioca tutta lì, perché per mettere insieme i comuni – uniti o fusi – non occorre essere grandi alchimisti/statisti. Insisto nel dire che se, oggi come oggi dopo aver visto tutto quello che abbiamo visto, non si parte con un controllo pubblico attraverso un monitoraggio costante delle spese dei municipi, qualunque sia il tipo di aggregazione e qualsiasi sia il numero di municipi interessati, alla fine quello che salterà fuori – qui in Italia – sarà un’altra italianata con la dilatazione della spesa pubblica.

    Sull’essere indietro (certamente da te riferito al Cadore): la normativa regionale sulle unioni è del 1992 (se ben ricordo la legge 25) e pian pianino ha fatto la sua strada con un numero di adesioni che a livello regionale non è certo trascurabile. Nonostante tutto ciò, fino all’altro ieri (due o tre anni fa) la maggior parte dei nostri sindaci conosceva l’argomento “unioni” per aver letto qualche riga di cronaca su qualche giornale (eccettuato il Comelico Superiore che, ante litteram, ha una struttura che a rigore si dovrebbe definire di “comune distribuito”, e Quero+Vas che prima della fusione sono stati a lungo “unione”). A quei tempi (ma anche nel 1999/2000 quando la normativa sulle unioni comunali è diventata organica a livello nazionale), la pressione per l’ingigantirsi della spesa pubblica dei comuni non era per nulla avvertito e la effettiva lungimiranza dello strumento legislativo non si è fatta largo fra i “montanari”. Ma ciò è vero anche per la maggior parte dei comuni montani d’Italia. Ora, in buona sostanza, “bisogna”. E la gatta frettolosa fa sempre i gattini orbi.

  • frank

    @danilo
    “Nonostante tutto ciò, fino all’altro ieri (due o tre anni fa) la maggior parte dei nostri sindaci conosceva l’argomento “unioni” per aver letto qualche riga di cronaca su qualche giornale”
    E se questo corrisponde allo “status programmatorio” della classe dirigente, democraticamente e rappresentativamente eletta, figurati noi normali cittadini

  • […] futuro prossimo venturo, anche se qualche “colata” si conta già ed una in particolare è stata da poco attuata in provincia ed è in attesa che el pueblo ratifichi la decisione via referendum) ecco qui due […]

  • […] lo potevi fare fin dal 1992; la prima unione costituita in Veneto risale al  1997, Quero e Vas (recentemente fusi) erano uniti dal 2000. Ecco la tabella, tratta dal vecchio sito […]

  • […] Bond e la “bondata” della settimana. Si parla della fusione di Vas e Quero. […]