Silvio, ti ho anche voluto bene, ma adesso vai a cagare

Del resto se anche monti (sempre con la minuscola, non l’ho ancora riabilitato .. né succederà, credo) s’ammaliò sentendo la sirena del liberismo promesso da Silvione negli anni ruggenti, e ciò lo spinse a votare per lui, a maggior ragione si può giustificare la calda simpatia che anch’io ho serbato per questo scherzo della natura (anche se, come già detto, ho votato una sola volta per il Caro Silvio, per motivi di rappresentanza territoriale, concedendo il mio voto a Paniz nella speranza che qualcosa potesse fare per questa sventurata terra).

Capisco il bisogno di coltivare il proprio orto, lo fanno quotidianamente tutti i sindaci italici – grandi e piccoli -, figuriamoci se non lo può fare l’ammaliatore per antonomasia. Ma a tutto c’è un limite:

[…] E subito dopo arrivano le parole del leader del Pdl, Silvio Berlusconi: «Promesso. Realizzato. Sull’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole il Popolo della libertà ha rispettato il patto con i suoi elettori e il presidente Letta ha rispettato le intese con il Pdl.

Con la riforma di oggi invertiamo la rotta su un sentiero virtuoso di crescita: il valore degli immobili aumenta, il reddito aumenta, i consumi ripartono, si creano nuovi posti di lavoro, le aspettative sul futuro tornano ad essere positive».

Con la media dei 220 euri “risparmiati” (tanto vale l’IMU 2013 di cui si sta vaneggiando in queste ore), non riesco a comprarmi neanche una nuova bambola gonfiabile, in sostituzione di quella che – ogni tanto ne ricordo l’esistenza – mi ha lasciato. L’ultima non ha resistito al ripetuto impeto e altro non ho potuto fare che ripiegarla mestamente pronta per l’ecocentro.

C’è invece chi vede un futuro roseo: con la riforma di oggi (certo che chiamare riforma questa ciofeca è pura arte diffamatoria) … invertiamo la rotta su un sentiero virtuoso di crescita (quale? quella dei capelli?). Pensa un po’ te: bastavano 4 miliardi (quelli dell’IMU) su 800 di spesa corrente per far ripartire l’Italia. Che teste di cazzo a non averci pensato prima. Altro che moltiplicatore keynesiano. Dunque i valori degli immobili aumenteranno, anche il reddito, quindi i consumi ripartiranno, spunteranno come funghi nuovi posti di lavoro (ma la domanda è così elastica?). Intanto Fassina (viceministro Economia) ha già detto che l’aumento dell’IVA gli pare inevitabile (soffocatore keynesiano?).

Mi hanno detto che in Ungheria te le fanno provare prima, le bambole. Ma se la compro in terra magiara, faccio un torto al PIL italiano? Peccato!

Ah, me ne dimenticavo. Caro Silvio, con simpatia, ma, “vai a cagare”, mi hai proprio rotto il razzo.

 

1 commento per Silvio, ti ho anche voluto bene, ma adesso vai a cagare

  • Mirco

    Per i proprietari
    Il paradosso è che l’Imu sulle seconde case costerà agli italiani più dell’Ici 2011 e dell’Imu 2012. Tutta colpa del ritorno del prelievo Irpef, sia pure “ridotto” al 50 per cento. L’Irpef “fondiaria” sulle case locate regalerà alle casse dello stato circa 1 miliardi di euro, da subito. Perché la norma, prevista dall’articolo 6 del decreto, prevede che il prelievo valga “per l’anno fiscale in corso al 31 dicembre 2013”. Retroattiva, dunque, e in deroga al principio dello statuto del contribuente che vieta modifiche all’anno fiscale in corso. In attesa di capire se, chi e quando impugnerà la questione, girano un po’ di numeri. Se la seconda casa è residenza di un familiare (poniamo, in uso a un figlio) o di un comproprietario, diventa imponibile il 50% della rendita catastale. Se invece la seconda casa è “a disposizione” (casa-vacanze, al mare o in montagna), alla metà della rendità catastale si deve aggiungere un altro 33,3%: una mazzata.
    Per i non proprietari.
    Gli inquilini pagheranno 1.000 euro in più – La Sevice Tax, dunque, si abbatterà anche sugli inquilini in affitto. “Scaricare, anche parzialmente, i costi dell’operazione Imu sugli inquilini è inaccettabile. Questa misura, se attuata, avrebbe un effetto moltiplicatore del costo dell’abitazione con il risultato di aumentare in maniera esponenziale gli sfratti per morosità che lo stesso decreto tenta di arginare”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono Sunia, Sicet e Uniat.
    Non c’è che dire, un gran bel paese