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  1. Mirco
    30 agosto 2013 @ 10:47

    Per i proprietari
    Il paradosso è che l’Imu sulle seconde case costerà agli italiani più dell’Ici 2011 e dell’Imu 2012. Tutta colpa del ritorno del prelievo Irpef, sia pure “ridotto” al 50 per cento. L’Irpef “fondiaria” sulle case locate regalerà alle casse dello stato circa 1 miliardi di euro, da subito. Perché la norma, prevista dall’articolo 6 del decreto, prevede che il prelievo valga “per l’anno fiscale in corso al 31 dicembre 2013”. Retroattiva, dunque, e in deroga al principio dello statuto del contribuente che vieta modifiche all’anno fiscale in corso. In attesa di capire se, chi e quando impugnerà la questione, girano un po’ di numeri. Se la seconda casa è residenza di un familiare (poniamo, in uso a un figlio) o di un comproprietario, diventa imponibile il 50% della rendita catastale. Se invece la seconda casa è “a disposizione” (casa-vacanze, al mare o in montagna), alla metà della rendità catastale si deve aggiungere un altro 33,3%: una mazzata.
    Per i non proprietari.
    Gli inquilini pagheranno 1.000 euro in più – La Sevice Tax, dunque, si abbatterà anche sugli inquilini in affitto. “Scaricare, anche parzialmente, i costi dell’operazione Imu sugli inquilini è inaccettabile. Questa misura, se attuata, avrebbe un effetto moltiplicatore del costo dell’abitazione con il risultato di aumentare in maniera esponenziale gli sfratti per morosità che lo stesso decreto tenta di arginare”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono Sunia, Sicet e Uniat.
    Non c’è che dire, un gran bel paese