4 Comments

  1. L'Economa Domestica
    23 Febbraio 2015 @ 08:14

    Provo a recuperare qui anche i concetti del post ingurgitato dal Mostro del Captcha: parlare di un Modello T è un tantino ottimistico.
    Partiamo dal principio del marketing: a chi vogliamo rivolgerci? A chi ha i soldi per andare in vacanza. E chi ha i soldi per andare in vacanza? Persone con un buon reddito. Cosa offriamo loro?
    Lorenzago ha puntato tutto sul Museo dei Papi con risultati agghiaccianti.
    Auronzo si barcamena, ma l’ecatombe di negozi e l’offerta di ospitalità (alberghi non nuovissimi come gli appartamenti, pochi ristoranti, bar e gelaterie a macchia di leopardo) non aiutano.
    Vigo e Laggio idem, ma il discorso vale per tutta la macro area Cadore-Comelico-Val del Boite.
    Il turismo è cambiato: se una volta il turista di prossimità arrivava in zona per cercare refrigerio, ora ha il condizionatore (non scherzo, negli USA è successo così negli anni sessanta).

  2. L'Economa Domestica
    23 Febbraio 2015 @ 08:18

    Seconda parte del post: i prezzi? Sono ALTI per i servizi offerti. Con i siti di prenotazione on line e di social couponing si strappano buone offerte in zone migliori e con servizi migliori, senza sorprese. L’enogastronomia lascia molto a desiderare (a differenza non solo dell’Alto Adige, ma anche delle zone Appenniniche che in questo campo la fanno da leone).
    Poi qualcosa di sgradevole per i fautori dell’autonomia: la Camera di Commercio di Belluno ha sottolineato che la zona ha perso mordente tra i turisti del Lazio. Leggere che alcuni operatori turistici sostengono i movimenti autonomisti bhé, non è una buona mossa di marketing. E dovranno riflettere molto su questo perché la situazione economica del Veneto andrà peggiorando nei prossimi anni (quella del Lazio e della Lombardia avrà sviluppi differenti).

  3. Danilo De Martin
    24 Febbraio 2015 @ 09:56

    @L’Economa Domestica,
    si, inoltre ci si dimentica sempre che quello che vale, fino a quando vale, è il “vantaggio competitivo”. Se mi fai la zip-line, per fare un esempio, dopo che l’hanno fatta tutti gli altri competitor (quelli che contano), stai semplicemente colmando un vuoto, che va colmato sia chiaro, ma non stai creando un “vantaggio competitivo”. Se poi guardiamo alla competizione di comprensorio (sia centro cadorino che cadorino) tanto vale, per come siamo messi ora, andare a drizzare banane in Africa. Anch’io ho avuto modo di verificare al volo (senza adeguato approfondimento) alcuni prezzi delle nostre strutture, che mi sono sembrati “allucinanti” rispetto a quanto si può avere in alternativa. Ho parecchie perplessità invece, già espresse a suo tempo, sul fatto che le (ormai tiepide) velleità autonomiste possano essere così controproducenti, anche se qualche influenza va messa in conto. Bisognerebbe indagare…

  4. L'Economa Domestica
    24 Febbraio 2015 @ 10:38

    Sull’autonomia ho indagato io: il danno per il turismo c’è stato, c’è e ci sarà.