13 Comments

  1. Bodonian
    19 Novembre 2016 @ 16:47

    Siamo arrivati ai visionari in preda ad allucinogeni o a troppe palanche: chef? artisti di strada? atleti? Li troviamo in piazza a Lozzo? ce li indica l’ufficio turistico insieme ad un bel tabia’ dove dormire sul fieno? ma dove vive sta gente che scrive?

  2. L'Economa Domestica
    20 Novembre 2016 @ 09:41

    La gente che scrive semplicemente sa che il turismo è cambiato: se non si riesce ad offrire un’esperienza piacevole durante una vacanza i turisti non vengono.
    I bei tempi degli accaldati della pianura che affollavano i paesi cadorini in cerca di refrigerio estivo sono finiti con l’avvento dell’aria condizionata (un po’come accadde negli Stati Uniti negli anni sessanta e settanta, leggetevi un po’la storia del distretto turistico dei Catskill nello stato di New York).
    I vicini di casa altoatesini l’hanno capito da un bel po’; certo, se in Cadore latitano persino le gelaterie/pasticcerie, gli alberghi sono vecchi (non solo come strutture, anche come servizi) e i bar da ombre sono nella piazza principale, quali esperienze si possono offrire?

  3. Danilo De Martin
    20 Novembre 2016 @ 11:55

    @Bodonian,
    la cosa funziona, e fa paura agli alberghi, che hanno fatto fatica (e in molti la stanno ancora facendo) a capire l’impatto di booking.com. Non c’è più intermediazione se non, nel nostro caso, quella di siti come Airbnb che collegano l’offerta alla domanda.

    Prendi lo smartphone, lanci l’app Airbnb, digiti Lozzo di Cadore e ti vengono proposte tutte le offerte di accoglienza disponibii (e anche nelle vicinanza). Vedi prezzi, caratteristiche dell’offerta, verifichi la disponibilità e chiudi la transazione. Questo per quanto riguarda l’alloggio.

    Loro stanno andando oltre. Se sei interessato, e non è necessario che tu sia un “host”, cioè uno che affitta, ora ti puoi iscrivere ad Airbnb come “fornitore di esperienze di vacanza”. L’offerta di queste “esperienze” è veicolata con le stesse modalità viste prima: dopo aver scelto l’alloggio (per la vacanza) puoi verificare se nei dintorni ci sono “esperienze” che ti piacerebbe fare (in vacanza), con persone del luogo. Potrebbe verificarsi anche la circostanza inversa: cerco un tipo di esperienza, la trovo, e poi cerco l’alloggio nelle vicinanze.

  4. L'Economa Domestica
    21 Novembre 2016 @ 08:54

    @ Danilo De Martin: ho sentito discorsi da parte di alcuni operatori turistici su booking (ma anche sullo stesso subito.it) da far accapponare la pelle.

  5. Lozzese curioso 2
    21 Novembre 2016 @ 10:35

    scusa ma il Cadore cosa offre di particolare ai Turisti?(esclusa la raccolta funghi tipo modi e fuggi)
    In inverno i funghi non ci sono ed infatti…

  6. Danilo De Martin
    21 Novembre 2016 @ 12:41

    @L’Economa Domestica,
    non so a quale ambito specifico ti riferisca, ma certo i rapporti con queste organizzazioni hanno molti lati oscuri, primo fra tutti la “esosità” del costo per l’intermediazione. Tuttavia, in generale, le strutture piccole a conduzione famigliare o poco più con le quali ho avuto modo di parlare sono “contente”, pur avendo iniziato il rapporto con riluttanza. A maggio sono stato a Valstagna con l’idea di fare la strada/mulattiera denominata Calà del Sasso. Ho prenotato l’alloggio con booking.com e poi mi sono intrattenuto con il gestore chiedendo se l’essersi aperto a booking.com ne fosse valsa la pena. In sintesi la risposta è stata (e quasi sempre è) “si, finora ne è valsa la pena”. Le stagioni lavorative “si allungano”.

    Se sei una struttura ricettiva inserita in un comprensorio turistico che fa marketing territoriale a buon livello, con uno strumento consortile efficiente, puoi anche fare a meno di strumenti come booking.com, che in altri contesti diventano invece quasi vitali per la sopravvivenza. Discorso, questo che si sta facendo, pieno di sfaccettature e distinguo che lo rendono molto più complesso di quanto non possa apparire.

  7. Danilo De Martin
    21 Novembre 2016 @ 13:37

    @Lozzese curioso 2,
    sull’argomento si può spendere un fiume di parole. Bisogna partire dall’assunto che OGNI territorio, spesso inconsapevolmente, ha una miriade di attrazioni che aspettano solo di essere “offerte” (diversamente restano dormienti). C’è un primo, fondamentale, distinguo che va fatto: bisogna valutare separatamente la qualità dell’offerta d’accoglienza da quella delle attrazioni. La prima NON PUO’ MANCARE, della seconda puoi anche FARNE A MENO (a certe condizioni).

    Le strutture alberghiere in Cadore sono giurassiche (ma Cortina non è poi tanto migliore da questo punto di vista): non so che farci!

    Le attrazioni? Vediamo di chiarire un concetto basilare. Se la mia platea di riferimento (il mio target) è l’operaio di Marghera che da 20 anni viene a farsi qui le ferie (e prima di lui il padre e prima il nonno…), bastano le attrazioni che ci sono sempre state, non occorre niente di nuovo (perché niente di nuovo viene richiesto da quella platea “sclerotizzata” cui basta farsi “do pasi”).

    Se, invece, la mia platea diventa potenzialmente mondiale, perché booking.com… perché airbnb… ecc., ecco che la possibilità d fare canyoning (torrentismo) nella forra di Faé del Rin de Cianpeviei diventa un’attrazione turistica. Questo è un esempio. E’ chiaro anche che è uno dei tanti tasselli dell’intero mosaico.

  8. talaren
    21 Novembre 2016 @ 14:52

    @Lozzese curioso 2,
    sicuramente ci sono turisti a cui piacerebbe l’esperienza di una giornata nel bosco a fare legna; un’escursione con una guida che ti identifica erbe, fiori e piante; un’uscita di pesca nel Rin (magari non adesso…); sentieri e punti panoramici conosciuti dalla gente del posto; a qualcuno interesserà la storia di un paesino di montagna; una ciacolada con qualcuno che conosce bene il ladino cadorino; una giornata con una nonna che insegna come far la polenta…
    Attrattive ce ne sono fin che ne vuoi, cose che per te sembrano normali, per un cittadino sono “esperienze di vita montana”.

  9. Danilo De Martin
    22 Novembre 2016 @ 14:39

    si, lo spirito di quelle iniziative è proprio quello individuato e descritto da @talafen

  10. Davide
    23 Novembre 2016 @ 10:01

    Macinare la farina ai mulini per poi la sera cucinarla a casa….

  11. :D-L
    23 Novembre 2016 @ 12:38

    Uscire allo scoperto senza paura. Promuovere la coltivazione della canapa indiana in Cadore. Economia, salute pubblica ed ambiente. Gli ammeregani (vedi ad es. Colorado) lo stanno provando sulla loro pelle. Il comparto turistico (vedi le attività ricreative riconducibili al consumo responsabile e legalizzato di cannabis)non ne trarrebbe benifici?
    Un abbraccio elettronico.

  12. Bodonian
    23 Novembre 2016 @ 17:45

    Sono concetti e idee bellissime che chiunque di noi sognerebbe ci fossero. Peccato che la nostra imprenditorialità ormai avvizzita ci impedisca di cogliere tutte queste opportunità. Perché le nuove generazioni (a parte qualcuno) sono letteralmente “sedute”

  13. Lozzese curioso 2
    24 Novembre 2016 @ 17:07

    Forse fare occhiali è più comodo e meno faticoso!
    Ad ogni modo chi voglia fare coltivazioni di canapa,viti,frutteti ecc lo faccia pure:chi glielo impedisce???????