2 Comments

  1. Lascia che sia
    21 gennaio 2018 @ 15:03

    Ma si! Ha ragione il governatore, lasciamo che Sappada e le sorgenti del fiume caro alla Patria siano targate Udine.Dopo che la nostra Regione,(soldi nostri!!) pare, abbia messo a disposizione ‘na spaccata di Euro per la tappa del giro d’Italia 2018! Anche se….non tutti a Plodn sono così contenti e convinti di passare di la’…..del resto le condizioni economiche della “a statuto speciale” erano ben diverse, e decisamente più floride, dieci anni fa…..e poi molti di quelli che hanno votato SI, nel frattempo, son passati nel mondo dei più, ma questa e’ una mia del tutto personale considerazione! Buon carnevale a tutti!

  2. Danilo De Martin
    22 gennaio 2018 @ 10:13

    Gira e rigira siamo sempre lì. Nove anni fa un “manipolo” di persone costituisce un comitato per “Sappada in Friuli”. La Costituzione – non proprio una legge qualsiasi – stabilisce che i cittadini di un comune possano decidere di cambiare Regione d’appartenenza. Il suddetto comitato propone un quesito referendario che DEVE passare il vaglio della Corte, che infatti lo autorizza. A quel punto tutto è nelle mani dei cittadini di Sappada. Se il comitato che ha proposto il referendum (autorizzato preventivamente) avesse espresso solo una parte esigua di quella comunità, il referendum si sarebbe incaricato di metterlo in evidenza consegnando alla storia un bel NO. Invece vinsero i SI, il 92% mi sembra di ricordare, con il 74% di affluenza. Tutto ciò non sul “filo della legalità”, ma nella pienezza dei diritti costituzionali. Poi, è solo perché lo stato italiano è di marmellata che sono trascorsi 9 anni per una “ratifica” di quel volere popolare.

    Mettiamola così: mettiamo mano alla Costituzione e togliamo questa benedetta possibilità di autodeterminazione con conferma referendaria. Ma il dettato costituzionale (come qualsiasi altra legge) non può valere solo di martedì e venerdì o quando ci pare.