6 Comments

  1. Mauro Del Favero
    12 Luglio 2010 @ 09:18

    @ Danilo , comunicazione quasi interna;
    i pieghevoli del Ciareido e del sentiero Amalio Da Pra li ha consegnati alla Proloco circa 20 gg fà il nostro bravo presidente del CAI.
    Circa 10 giorni fà abbiamo distribuito circa 40 copie di tutti i pieghevoli (fotocopiati e non)a tutti gli uffici turistici e IAT del Cadore e Comelico, tra venti giorni rifaremo il giro.
    Stiamo aspettando i pieghevoli della latteria che ci sono stati molto richiesti, se qualcuno sa qualcosa si faccia sentire!
    Per il momento abbiamo consegnato i pieghevoli del museo della latteria vecchi fotocopiati.

  2. Danilo De Martin
    12 Luglio 2010 @ 10:30

    @Mauro, il vostro lavoro è egregio e non ci piove, soprattutto se riferito all’importantissima attività di distribuzione dell’informazione turistica sul territorio che mi hai recentemente illustrato. La mia è una considerazione “filosofica” e prende spunto dai pieghevoli citati che, evidentemente, sono stati stampati in anni precedenti (esattamente nel luglio del 2008; mi era stato chiesta la cortesia di fare alcune modifiche e di inoltrare poi il file alla tipografia). Se nei successivi periodi, luglio-agosto-settembre-2008 ed estate 2009, sono rimasti al buio (o in ufficio turistico a Lozzo che nel 2009 ha visto passare 200 persone in tutta la stagione) è chiaro che poi ti senti dire “avon ncora n grumo”, come se fosse un merito. In linea di principio sarebbe più logico aspettarsi invece una certa indignazione tipo “porca putana avon ca ncora roba del 2008 ….”. Il senso dell’articolo è che lo sforzo di stampare (che già a quanto si vede non è fra i più semplici), è solo il primo gradino di un’azione più ampia di promozione. Il massimo dell’autolesionismo è stampare i pieghevoli (cioè spendere soldi) per poi lasciarli a prendere polvere da qualche parte …
    Quest’anno vi siete presi l’impegno di distribuire l’informazione turistica sul territorio: verificherete a fine stagione se questo ha comportato o meno un aumento dell’afflusso turistico verso le offerte che Lozzo propone (perché è presumibile che questa gente faccia anche un salto in ufficio turistico dove si può contare).

  3. Danilo De Martin
    12 Luglio 2010 @ 10:40

    @Mauro,
    per quanto riguarda i pieghevoli del Museo della Latteria ho già scritto quello che penso: io non avevo a disposizione 160.000 € ma i pieghevoli li ho fatti lo stesso. Credevo che qui fosse logico aspettarsi un minimo di materiale promozionale anche in relazione al fatto che questo museo “è entrato in rete …” (ed è vero, siamo tutti caduti “nte nasa“). I tempi dei professionisti (senz’anima) sono più lunghi di quelli dei volontari. Può darsi che fosse previsto e che per oottobre veda la luce. Dopo il mio articolo le probabilità che ciò succeda sono un attimino più alte. Nel frattempo prova a chiedere all’Associazione Latteria Sociale. Io ho un referente in casa ma “non ne sa niente”. Forse a te è disposta a dire qualcosa in più… Credo che tu abbia fatto bene a fotocopiare quelli “vecchi”: il turista rimarrà sbalordito dal nuovo allestimento. Ciao.

  4. frank
    12 Luglio 2010 @ 14:17

    Quello di non “trasmettere” il pieghevole o la notizia è un difetto comune di mezzo Cadore. Non so se è per negligenza, per il non sapere con esattezza “chi deve fare cosa” o perchè si ritiene che il mantenere per sè dà più potere, o l’una e l’altra cosa insieme.
    Certo è che le soffitte dei comuni e della comunità montana sono pieni di pubblicazioni, pagate con soldi pubblici, che non hanno raggiunto gli interessati e che, dove sono riposte, fanno solo peso.

  5. Genio
    12 Luglio 2010 @ 21:56

    La verità sui pieghevoli del Ciareido e dell’Amalio Da Pra è questa: l’inverno scorso durante una riunione del direttivo CAI avevo notato in sede ancora due scatole dei suddetti. Lo scorso marzo con il cambio del direttivo ero l’unico rimasto a conoscenza del fatto. Passando per l’ufficio della Pro Loco e vedendo le fotocopie, chiesi il perchè e mi fu risposto che avevano finito gli originali. Dissi allora al neo Presidente del CAI ( il quale non poteva sapere nulla) di controllare in sede perchè ce n’erano ancora. Non darei la colpa a nessuno; solamente non ci è stato riferito che erano finite le scorte nell’ufficio della Pro Loco .
    Anticipo che dalla prossima settimana sarà in vendita al prezzo di € 4,00 presso la Pro Loco ed in altri negozi del Paese la nuova “Carta del Parco Sentieristico Terre Alte di Lozzo di Cadore” in scala 1:10000. Un’eccellente lavoro frutto di anni di impegno di Danilo De Martin.

  6. Danilo De Martin
    13 Luglio 2010 @ 08:53

    @Genio, bene la tua precisazione ma sia chiaro che se volevo dar colpe a qualcuno le avrei ben esplicitate. E’ il “sistema” che non va, e la man dreta che no sa chè che fa chela zancia. La promozione delle offerte turistiche ha bisogno, soprattutto quando non sono collaudate dal tempo, di una “mente” che ne coordini le attività. E’ quello che ha iniziato a fare la Pro Loco.