6 Comments

  1. me contento
    10 Marzo 2016 @ 11:10

    si un po lunghetto ma a me sembra che sia fatto molto molto bene ottime inquadrature tutto quello che serve. ce ne fossero di video così in giro

  2. Danilo De Martin
    12 Marzo 2016 @ 12:40

    @me contento,
    non è in discussione la bellezza delle immagini: anche senza le riprese dal drone le immagini vanno benissimo. Del resto, non lo dico per sminuire il lavoro, se vai in alta montagna d’inverno, in mezzo alla neve, in una giornata di sole, fai belle foto e riprese anche se non togli il copriobiettivo! (lo so che non è proprio così, ma ci siamo capiti, spero).

    Presumo che il video sia stato commissionato allo Studio 2000 Hz e che quest’ultimo abbia prodotto quel formato così lungo per dare “giusta rappresentanza” ad ogni rifugio. E fanno poi bene loro (lo Studio) ad esporre “in vetrina” questo prodotto sul loro canale (poi, la “furbata” di togliere dal canale quello di prima, modificarlo leggermente e riproporlo come “nuovo” fa parte delle “strategie” di riciclo commerciale).

    Detto questo, se ci spostiamo sul campo della promozione, i tempi del video sono “killer”, se ti batti sui coglioni con un martello ti fai meno male. Ecco perché nel mio articolo evocavo gli “short”, cioè presagivo che quel “via col vento” potesse essere suddiviso per ogni rifugio (che già sarebbe un “long”, di per sé). Non ho visto apparire questi “short”, ma forse ci sono e non li ho visti (non credo proprio). In poche parole, se è la promozione che ti interessa, i tempi li devi comprimere a tre minuti massimo (e sei già “un romanzo”), ma la cosa migliore è stare nel minuto, minuto e mezzo (una novella, un racconto). Poi, se hai un buon girato a disposizione, nessuno ti vieta (soldi permettendo) di offrire la delizia, un assaggio, un tris e anche il pranzo completo: lo presenti al pubblico e chi vuole assaggia, chi vuole mangia.

    Ultima cosa: se lo tieni su Youtube sono cazzi a farsi strada con le visualizzazioni; ecco allora che devi buttarti su Facebook dove i click aumentano esponenzialmente. Pesano molto (molto) meno di quelli su Youtube o su Vimeo (perché ci sono tutte le caprette che fanno click e poi non sanno se hanno visto le Dolomiti o Brad Pitt o la cottura delle lasagne à la “fancul”). Ma la cosa è spendibile in ambito “mediatico” molto più facilmente. Ma qui entriamo in un ambito, quello della autenticità delle visualizzazioni, e qundi di credibilità del servizio. A facebook non crederei neanche se mi puntassero un bazzoka alla nuca. A Youtube crederei senz’altro con più slancio (ovviamente ci sono tanti modi per “accrescere” le visualizzazioni ma questa è un’altra storia). Il mondo è sempre un po’ più complesso di come appaia al primo impatto.

  3. Franzy_Lo
    23 Marzo 2016 @ 16:14

    Concordo con te, Martino. Purtroppo spesso nel produrre i video vengono dimenticati gli scopi che si vogliono ottenere.
    I video realizzati per le nostre montagne (a parte quelli commissionati dall’Alto Adige che sono sempre al top!) riflettono esattamente quel che sono i territori cadorini: bellissimi ma… che mal di vivere ragazzi! Mai una gioia!!! Sono video che possono attrarre solo persone anziane (che tra l’altro non li vedranno mai perche’ difficilmente utilizzano you tube) per i ritmi lenti, le musiche, la mancanza di dinamismo. Le belle immagini non bastano!!!
    Vogliamo dare un’immagine diversa, dinamica, divertente, stuzzicante, energica, frivola pure? Vogliamo attirare giovani e famiglie, fare Turismo con la T maiuscola o rimanere allo status quo per i prossimi secoli? La risposta ad oggi, per chi avessse dei dubbi, e’ la seconda.

    Riassumendo…
    Ricordo un bellissimo video prodotto dall’Islanda dopo aver avuto un calo di presenze a causa dell’eruzione del vulcano (se non erro). Hanno saputo tradurre e interpretare un territorio sabbioso e desertico, montuoso e glaciale in un evoluzione di divertimento, sorrisi e voglia di vivere. E soprattutto di voglia di andarci!!!!
    Ora, mettiamo per cortesia a confronto i due video (se non arrivate alla fine dei 14’26” siete giustificati) e ditemi quale meta scegliereste tra le due per la prossima vacanza!

    https://www.youtube.com/watch?v=s2QgGoAuwoU

  4. Lozzese curioso 2
    23 Marzo 2016 @ 19:00

    Non c’è paragone:ISLANDAAAA!

  5. Matteo Gracis
    19 Aprile 2016 @ 15:08

    Riporto di seguito, a futura memoria (se mai dovesse servire) lo scambio di messaggi che ho avuto con Gianni Frescura, l’autore del video in questione su Facebook, in data 11 marzo 2016.

    MG: 14 minuti e mezzo per un video promozionale?! EPIC FAIL. Peccato perchè le immagini sono belle, ma è improponibile di questa lunghezza.
    p.s. curioso che nessuno ci abbia comunicato la sua esistenza per promuoverlo attraverso sito web ufficiale (www.regnodelleciaspe.it) e pagina facebook (Regno delle ciaspe), che gestiamo noi. Sempre della serie “facciamo squadra”. Assurdo.

    GF: Ciao Matteo. Sulla lunghezza, tutto dipende dal taglio che abbiamo voluto dare al video e la cosa è ovviamente e giustamente soggettiva, poi dipende dalle applicazioni dello stesso che in tutti i casi può essere ri-editato senza problemi, qualora ci fossero altre esigenze. Per il resto, sono pienamente d’accordo con te, tant’è vero che quando abbiamo avuto l’idea di realizzare questo lavoro, per prima cosa abbiamo contattato proprio voi, così com’è accaduto quando abbiamo realizzato il videofilm sulla “Lunga Ciclabile delle Dolomiti”. In quella occasione avevo anche parlato personalmente proprio con te. Sono e siamo da sempre fautori del “fare squadra” in questo nostro territorio dalle così grandi potenzialità, così bello e vittima come altri di frammentazioni e personalismi interessati! Ti avevo anche inviato una mail proprio su questo argomento. Un cordiale saluto a tutti e per quanto mi riguarda sono sempre disponibile per iniziative e collaborazioni.

    MG: Ciao Gianni, ottima occasione per chiarire il tutto. Inizio col parlare dei video sulla Ciclabile Dolomiti: il nostro l’abbiamo messo online il 26 luglio 2013, durata 2 minuti, ad oggi conta 20mila visualizzazioni (www.youtube.com/watch?v=x2440dN4Zg0), realizzato con zero soldi pubblici. Il vostro è stato messo online 3 settimane dopo, il 14 agosto 2013, durata 14 minuti, ad oggi 3.700 visualizzazioni (ci sono dei loghi all’inizio del filmato di enti che probabilmente hanno finanziato il progetto con soldi pubblici, ma non avendone sicurezza sottolineo il probabilmente). Il senso di pubblicare un video promozionale sulla stessa ciclabile poche settimane dopo il nostro? Nessuna. Più video ci sono meglio è? Non è vero: si frammentano utenti, si crea confusione e si disperdono le poche risorse a disposizione.

    Passiamo ora alla questione Regno delle Ciaspe e relativo video: mi spiace Gianni, sulla lunghezza non si tratta di un giudizio soggettivo ma oggettivo al 100%. Nel 2016, un video promozionale di 14 minuti è IMPROPONIBILE sul web (non se lo fila nessuno, la gente non ha tempo e voglia, si ragiona sui secondi non sui minuti… e non lo dico io ma le “regole della comunicazione 2.0”). Il fatto che nei primi 10 giorni abbia totalizzato 295 views ne è la conferma inconfutabile. E fra 1 anno vedrai che la situazione non sarà migliorata di molto. Ti do altri termini di paragone: questo il nostro video “Cadore terra magica” https://www.facebook.com/nuovocadore/videos/10153280165617359/ pubblicato 10 mesi fa, durata 80 secondi, ad oggi 122mila views. E ancora, questo uno degli ultimi video che abbiamo pubblicato, https://www.facebook.com/nuovocadore/videos/vb.208103887358/10153941528207359/?type=2&theater 7 (SETTE) giorni fa, durata 31 (TRENTUNO) secondi, ad oggi 76mila (SETTANTASEI MILA) views.
    Capisci ora che 14 minuti sono fuori portata? E che non stiamo parlando di “taglio diverso” che si vuole dare al video ma di strategie di comunicazione totalmente cagnate?! Ma noi non abbiamo inventato niente, sia chiaro! Non vogliamo prenderci meriti che non ci appartengono. Ci siamo limitati a guardarci intorno, a ispirarci da chi è più avanti e più bravo di noi, da chi fa turismo da decenni in modo efficace: Scandinavia, Stati Uniti d’America, Giappone e Balcani.
    E anche le tempistiche sono sbagliate: un video che promuove il regno delle ciaspe, si lancia a metà autunno, massimo inizio inverno… non a stagione finita! Dai cazzo, ma di cosa stiamo parlando?
    Gianni abbi pazienza, se ci mandi un’email con scritto “si tratta di un progetto che già avevamo in mente di realizzare e che realizzeremo con ogni probabilità in tutti i casi”, dopo aver visto il precedente sulla ciclabile, è chiaro che ce ne stiamo alla larga. Detto questo, non toglie che una volta realizzato, avreste per lo meno potuto comunicarlo a chi si occupa di promuovere il mondo delle ciaspe sul web, attraverso sito e pagina facebook ufficiali… altrimenti CHI CAVOLO PENSATE CHE LO POSSA GUARDARE? Bo, per me sono cose incomprensibili.
    Ad ogni modo non voglio accanirmi né sembrare troppo sbruffone, anni fa mi sarei sicuramente mosso in maniera diversa ma ora SONO STUFO. Questi episodi sono emblematici dell’inesistenza di professionalità che c’è in Cadore nel settore di promozione e marketing turistico e ripeto, non ho più voglia di sforzarmi di esser “diplomatico e disponibile” a tutti costi e con chiunque. In questi 7-8 anni di esperienza NuovoCadore ne ho viste di tutti i colori e le mie delusioni e incazzature a riguardo non le placo più. Si, questo è anche uno sfogo, ma credo di averne diritto. Il mio hashtag sul Cadore, negli ultimi mesi (e purtroppo) è solo uno: #nessunasperanza

    GF: Non capisco questo “stile” soprattutto nei confronti di chi ha dato moltissimo in termini di professionalità, lavoro, impegno, passione, a “buon mercato” a favore della divulgazione dell’immagine del nostro territorio. Forse non conosci molto del mio trascorso professionale. Le lunghezze non sono dei dogmi e non capisco dove sia il problema se la situazione lo richiede, nel realizzare dei tagli più brevi ! Ad ogni modo, noi non abbiamo incarichi pubblici con scopi di marketing o per ottenere un certo numero di visualizzazioni dei nostri lavori. Quindi, se quel che facciamo piace o non piace al pubblico è un problema solo nostro. Se mi servirà una consulenza sul come divulgare il più possibile i miei lavori, se lo vorrai, ti chiederò volentieri un consiglio, proprio perché non si può saper fare tutto e questo è indubbiamente un aspetto determinante. Mi sembra che ci siano tutt’altri bersagli eventualmente da mettere nel mirino. Ce ne sono di soggetti e situazioni che andrebbero affrontati con spirito di squadra, in particolare se pensiamo a certe strutture teoricamente preposte proprio a questi scopi, ma spesso solo casellari politici, sostenute quelle si con risorse pubbliche e gestite con incompetenza, o proprio non gestite. Oppure se si pensa a come vengono sviluppati e affidati certi incarichi. Qui, però, il problema non è solo locale: è tutto il sistema nazionale degli affidamenti assai “discutibile” (a voler essere molto buoni). Se tu dovessi avere delle idee costruttive e collaborative per cercare di far cambiare qualcosa, sarei il tuo primo alleato. Un cordiale saluto e l’augurio di un buon lavoro.

    Sono seguite telefonate e altri messaggi, ma il succo è quello sopra riportato.
    Ribadisco #nessunasperanza

  6. Lozzese curioso 2
    19 Aprile 2016 @ 17:27

    nulla di nuovo all’orizzonte…è la solita storia all'”italiana”!