confronto fra l'andamento demografico del Cadore e della Val Pusteria

Va subito chiarito che le due serie di dati non sono del tutto omogenee: quella relativa ai comuni cadorini è composta dai dati dal 1951 al 2011, mentre quella relativa alla Val Pusteria ha i dati dal 1921 al 2001. Per la Val Pusteria mancano quindi, nella serie qui usata, i dati dell’ultimo censimento del 2011 (i grafici sono stati ripresi tal quali da Wikipedia). Lacuna questa che verrà colmata a breve ma basti pensare, per ora, che per ognuno dei comuni della Val Pusteria tranne Predoi, anche in occasione del censimento del 2011 si è osservato un sostanziale aumento della popolazione.

Quello che qui interessa mettere in evidenza è che il trend di lungo periodo dell’andamento demografico nelle due aree registra un costante e sensibile declino per quanto riguarda i comuni del Cadore, mentre registra un costante incremento per quelli della Val Pusteria. E’ chiaro che qui non si intende (non ancora) fare una analisi puntuale dei flussi demografici, per i quali andrebbero perlomeno evidenziati i saldi naturali e quelli migratori, ma chiarire che le nostre aree montane – che sono geograficamente adiacenti e territorialmente sovrapponibili – mostrano una diversa risposta in termini di sviluppo demografico in funzione – occorre dirlo? – delle diverse politiche di sostegno alla famiglia che in Alto Adige vengono applicate mentre qui in Cadore “non se ne suppone neanche l’esistenza“. E questo in ragione del fatto che mentre di là godono di un certo tipo di autonomia, di qua siamo semplicemente sudditi dello Stato italiano.

Tutto ciò vuole essere una prima risposta, ovviamente non esaustiva, perché le problematiche che contraddistinguono il territorio montano della provincia di Belluno e quello delle province autonome di Trento e Bolzano sono varie e piuttosto articolate, alle “perentorie” prese di posizione di qualche cugino gnocco che, al recente avvio della raccolta di firme nel comune di Auronzo (ma anche di Lozzo) per l’indizione del referendum per il passaggio in AA, ha risposto con “Mai coi Puster“.

Secondo voi, pur tenendo conto che nell’ultimo decennio il saldo positivo totale è dato in AA da un 30% dal saldo naturale e da un buon 70% da quello migratorio, l’incremento della popolazione è dovuto forse al fatto che i cosiddetti “Puster” ci danno dentro di più, o al fatto che l’AA ha una seria politica di sostegno alla famiglia (le cui linee d’azione sono permesse dallo status di provincia autonoma)?

L’infografica sottostante mette a confronto, senza il bisogno di distinguerli singolarmente, i grafici dei singoli comuni del Cadore (azzurro) e della Val Pusteria (verde) per avere semplicemente un colpo d’occhio sull’andamento demografico nei due territori. Le infografiche dettagliate si trovano ai seguenti collegamenti:

infografica di confronto fra gli andamenti demografici dei comuni del Cadore e della Val Pusteria

9 commenti per confronto fra l’andamento demografico del Cadore e della Val Pusteria

  • Buona sera

    Interessante. Mi piacerebbe tanto sapere cosa fanno per lavoro in Pusteria.

  • @Buona sera,
    pubblicazioni specifiche sulla segmentazione dell’economia in Pusteria non le ho lette (né le ho finora cercate), ma per quanto riguarda l’Alto Adige nel suo insieme trova tutto quello che vuole … A questo indirizzo può per esempio scaricare un esaustivo “Rapporto sull’economia dell’Alto Adige – 2011” in cui trova proprio tutto (nche se il titolo è in tedesco la pubblicazione è bilingue).

  • frank

    @danilo
    forse, per un confronto, si potrebbero pubblicizzare i dati della nostra provincia che la CCIAA di Belluno dovrebbe aver fatto

  • gnocco (al ragù)

    Che la situazione demografica fosse disastrosa lo sapevo ma non avendo mai fatto un confronto come quello che avete fatto qui il problema non aveva questa drammaticità. Penso comunque che vi siano molti altri problemi che si sommano e fanno in modo che fra i gnoche auronzani il referendum non sia sentito come una priorità. Il comune di Auronzo è senz’altro “sior” rispetto ad altri ma credo anche che si stia cullando in questo “ricco” isolamento che però tanto ricco non sembra più.

  • @gnocco (al ragù),
    motivazioni ve ne sono parecchie, come è logico, sia per restare di qua sia per andare di là. Il dilemma vero è dare un peso ad ognuna di esse, ponderarle insomma, e poi prendere una decisione. Chi è fra i palazzinari o fra chi ritiene di avere vantaggi dal proliferare delle seconde case, per fare un solo esempio, non può vedere di buon occhio l’andare di là, perché di là le doppie case non si fanno alla cazzo. Come detto, è solo un esempio: oltre alle motivazioni legate al vil soldo, vi sono anche quelle antropo-demo-etno-socio-culturali. E mentre quelle legate al soldo le combatti, queste ultime sono invincibili. Questione di identità.

  • Lozzese curioso 2

    Concordo con Dany!

  • Lozzese curioso 2

    ….ma scuseme n’atimo,elo luore (i kruk) che ha da cambià o sone noi?
    De solito e ki pedo che cambia n’meo!..o no!
    Anche culturalmente parkè no zercon de n’segnà a scola al todesso (oltre che al Ladin),visto che dute i nostre prossime vicini parla todesso?
    E inutil che n’cora al dì de n’cuoi quanke i ne domanda:”sprecken Sie deutsch?”,….neautre i respondone:”no,jò no spreco nuia ,magno duto!”.
    No sei se me spiego?

  • […] infografiche comparative sull’andamento demografico tra Cadore e Val Pusteria (questo è l’articolo che riporta i vari link) la serie relativa a quest’ultima – tratta da Wikipedia – […]

  • […] pusterese. Per i curiosi la storiella demografica che coinvolge il Cadore e la Pusteria si dipana da questa pagina e nei link colà […]