De Rossi padrone della caserma di Soracrepa fino al 2017?

Premessa.
Nel pomeriggio di ieri mi è giunto un commento “singolare” (clicca qui per leggerlo). L’autore, simpatizzante_pian_dei_buoi, ci informa che, in relazione all’articolo “Caserma di Soracrepa: puntata n. 472” da me scritto il 23 agosto 2009, vi sono state ben due tipologie di forze dell’ordine intervenute nella circostanza descritta. Fin qui niente di particolare.

Simpatizzante_pian_dei_buoi (non ci è dato sapere chi sia, potrebbe essere chiunque tranne il sindaco di Lozzo) ci informa però di aver trovato in Rete una “fresca sentenza” depositata in cancelleria a Belluno il 30-12-2009 (clicca qui per consultare il documento segnalato da simpatizzante), con la quale il tribunale di Belluno da ragione alla Cooperativa Soracrepa (De Rossi), opposto al Comune di Lozzo, per quanto riguarda il rilascio dell’immobile al comune stesso.

Di tale sentenza non abbiamo avuto notizia dagli organi di stampa locali, né tantomeno dall’ufficio stampa del nostro comune, tradizionalmente avaro nel dare notizie che interessano tutta la nostra comunità, sempre che non siano “regali” o iniziative “panem et circenses”.

Il documento che descrive la sentenza non proviene da un server del tribunale, tuttavia non ho l’impressione che qualche buontempone si sia preso la briga di prenderci in giro creando un artefatto così ben strutturato. Sono sicuro che il sindaco potrà domani tempestivamente chiarire, non a me ma a tutta la nostra comunità, se la sentenza è “veritiera”, informandoci poi di tutte le “conseguenze”.

Lascio ora spazio al commento di Cagliostro che, letto il messaggio di simpatizzante_pian_dei_buoi, ha prontamente argomentato sulla spinosa questione.

di Cagliostro

Egregio “Simpatizzante di Pian dei Buoi”,
ho letto attentamente il tuo breve ma significativo scritto sulla vicenda che ha visto (e vede?) contrapposti il nostro Comune alla Cooperativa Sora Crepa del geom. De Rossi e C. Le tue poche righe, nell’angusto ambito paesano, possono essere considerate una autentica primizia, un vero e proprio scoop, visto il silenzio del Municipio e dei media.

Nella annosa, complessa e farsesca controversia tra il De Rossi e le sue società da un lato ed il Comune dall’altro (dico farsesca in riferimento alle scelte ed ai comportamenti di certi “giureconsulti”, che hanno coinvolto l’Ente in accordi e transazioni rivelatisi oltremodo onerosi) ora si è giunti al redde-rationem e tu, “Simpatizzante”, citi una “fresca sentenza” che alleghi al tuo scritto in PDF. Di tutta la querelle è bene venga tralasciata la intera e vera storia e l’evolvere delle alterne vicende processuali e non, che richiederebbero forse la stesura di un intero volume, mentre carità di patria impone invece un velo di pietoso oblio.

Ma torniamo alla “fresca sentenza” che ho analizzato a dovere. In estrema sintesi, risulta che la Cooperativa Soracrepa del De Rossi aveva citato in giudizio civile il nostro Comune, opponendosi all’atto di ingiunzione e precetto con il quale l’Ente intimava, fra le altre cose, lo sgombero ed il rilascio dell’immobile pignorato e la consegna delle chiavi al custode, nella persona del sindaco pro-tempore (come da pregressa decisione del giudice).

L’opponente/ricorrente sosteneva sia l’illegittimità e/o inamissibilità del provvedimento del Comune di Lozzo per difetto di competenza, nonché il mancato rispetto del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato, ex ad 112 c.p.c. Ora il Giudice, variamente argomentando, è giunto alla conclusione di accogliere parzialmente le richieste dell’opponente/attore e ciò proprio sul punto nodale della causa, ossia la dichiarazione di insussistenza del diritto dell’opposto/convenuto di procedere all’esecuzione per il rilascio dell’immobile pignorato. Viene invece rigettata ogni ulteriore domanda proposta dall’opponente Cooperativa, compreso quel che attiene il rilascio delle chiavi. Le spese processuali dovranno essere compensate.

A parte ogni commento sull’esito parzialmente penalizzante per il Comune sia in punto di diritto (rigetto della istanza principale) che per le spese processuali (il Comune aveva chiesto che fossero interamente a carico della Cooperativa), mi incuriosisce quel tuo citare la data del 2017, data che non ho riscontrato nella lettura del dispositivo della sentenza. Vorresti gentilmente chiarire a me ed ai lettori, visto che certamente sei molto documentato sull’argomento, il perché di tale preciso riferimento? Grazie e saluti cordiali.

25 commenti per De Rossi padrone della caserma di Soracrepa fino al 2017?

  • Simpatizzante_pian_dei_buoi

    Beh che dire il 2017 deriva da un semplice calcolo fatto da me in base ad altre informazioni reperite in rete: Nel 2005 scadeva il mandato dodicennale alla Cooperativa Il Cormorano, concesso in data 10.06.1993 dalla S.I.T., autorizzata dal Comune ad affidare in gestione il succitato immobile, ha concesso in locazione commerciale l’immobile stesso, da adibire a bar, ristorante e albergo.
    Tale concessione era tacitamente rinnovata per altri dodici anni se il comune non ritirava la concessione di rinnovo entro i primi 12 anni. Il comune non l’ha ritirata e quindi la concessione si è rinnovata per altri 12 anni quindi 2005+12=2017!

  • cagliostro

    Egregio “Simpatizzante di Pian dei Buoi”,
    innanzi tutto grazie per la tempestiva risposta al mio quesito in riferimento al tuo citare il 2017 come presunta data della scadenza del contratto con la Coop. Sora Crepa. Prendo atto che ciò scaturisce da un tuo semplice calcolo effettuato sulla base di documenti da te visionati in rete. Ritengo che tu ti riferisca alla interrogazione in sede Regionale (titolo:”Si verifichino le ragioni dello sperpero di denaro pubblico”) promossa dall’allora capo gruppo di minoranza Giuseppe Zanella e presentata dal Cons. Regionale Pettenò. Anch’io ho oggi visionato tale documento che considero ben strutturato, esaustivo e dettagliato su tutti i fatti riguardanti l’intera vicenda. Non sono stato invece capace di visionare la risposta all’interrogazione (se ed in quanto effettuata). Certo, le date che tu citi, collimano e, a rigor di logica, porterebbero alla tua conclusione, per di più se teniamo presente il contenuto della recente sentenza che tu hai allegato al tuo primo scritto “scoop”.
    A me però restano alcune perplessità di natura giuridica. Come ben saprai, l’Amministrazione del Favero aveva provveduto alla revoca della concessione del contratto principale (quello con la SIT avente durata 30/le) per intervenuto fallimento del contraente/concessionario. Va detto però che la revoca non è stata seguita dalle procedure ingiuntive e di precetto previste dalla legge, per cui non so che efficacia la medesima possa aver avuto e se l’autorità giudiziaria non ne abbia magari tenuto alcun conto (sembrerebbe sia proprio così dalla lettura della sentenza attuale, anche se il giudice si limita a parlare di validità del contratto con la Coop.Sora Crepa subentrata alla Coop. il Cormorano, a suo tempo liquidata). Diversamente (se cioè la revoca avesse avuto efficacia riconosciuta), venendo meno il contratto principale, avrebbe dovuto essere dichiarata anche la nullità od annullabilità del contratto sottostante con la soc. di gestione. Credo di essere stato chiaro. Ora, “ai posteri l’ardua sentenza” di conoscere l’evolvere della intricata querelle, anche perché non è detto che altre cause siano intentate o si presenteranno all’orizzonte. Certo è che le spese legali non sono ancora finite. A me resta sempre il magone di sapere i veri motivi che hanno spinto il sindaco ad insinuarsi nel fallimento al posto della Banca e ad accettare che quest’ultima mettesse nell’accordo tali e tante clausole di salvaguardia, anche per possibili situazioni future e/o futuribili, da consentire alla medesima banca di sentirsi sollevata da ogni e qualsivoglia responsabilità. Sotto il profilo economico, la insinuazione nel fallimento SIT non trova alcuna giustificazione giacché non esisteva e non esiste alcun attivo fallimentare e pertanto nessun riparto sarà ipotizzabile, nè ora nè mai, a favore del creditore/surrogatario Comune di Lozzo. Misteri dolorosi ed onerosi!!!

    Nota bene. La visione della interpellanza è possibile a questo indirizzo. (In ogni caso è facilmente rintracciabile con Google cercando le parole “caserma soracrepa sentenza”).

  • Ho semplicemente estratto dalle delibere di giunta quelle relative alla Caserma di Soracrepa.

    11/09/06 — 63 — INDIVIDUAZIONE LEGALE PER AVVIO PROCEDURA ESECUTIVA PER IL RILASCIO DELL’IMMOBILE DENOMINATO “EX CASERMA DI SORA CREPA”.

    31/01/07 — 19 — INDIVIDUAZIONE LEGALI PER AVVIO PROCEDURA COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA ALL’ATTO DI CITAZIONE IN OPPOSIZIONE NOTIFICATO DALLA COOPERATIVA CASERMA SORA CREPA RELATIVA AL RILASCIO IMMOBILE “EX CASERMA DI SORA CREPA”.

    21/02/07 — 26 — INCARICO ALL’AVV. ANTONIO PRADE DI BELLUNO PER PARERE SULLA VERTENZA “EX CASERMA DI SORA CREPA”.

    25/09/08 — 49 — INCARICO ALL’AVV. VINCENZO PELLEGRINI DELLO STUDIO LEGALE BAREL MALVESTIO E ASSOCIATI DI TREVISO PER AVVIO AZIONI PER IL RILASCIO DELL’IMMOBILE EX CASERMA DI SORA CREPA.

    29/07/09 — 57 — LIQUIDAZIONE PARCELLA ALLO STUDIO LEGALE BAREL MALVESTIO & ASSOCIATI RELATIVA ALLA VERTENZA EX CASERMA DI SORA CREPA.

  • zorro

    INDOVINELLO PROPOSTO AI LOZZESI: “SAPETE CHI E’ IL PERSONAGGIO?”
    In parte liberamente tratto dalla divina Opera dantesca. Il modesto poemetto è stato composto in occasione della divulgazione della sentenza riguardante la Caserma di Sora Crepa e, nell’intendimento dell’autore, si propone lo scopo di far sorridere i lozzesi e,auspicabilmente, anche…. l’interessato.
    Composizione in quartine, tranne le prime due parti.
    Morale: Lo spirito è a terra, ma bisogna saper sorridere nonostante le avverse sorti…giudiziarie in cui è incorso il nostro Comune…
    Del resto, un politico di lungo corso (ora ottuagenario), tempo fa, così si espresse:
    “Se sono oggetto di satira bonaria, mi si rende un favore, non fosse altro che per l’incremento di popolarità che me ne deriva”

    Nel mezzo del cammin di sua vita
    Ei, lasso, lasciò Magna Grecia, terra avita
    E in quel di Padua prese dimora
    Ritrovandosi così per una selva oscura
    Cui la diritta via era smarrita

    Per correre migliori acque alzò le vele
    Ormai la navicella del suo ingegno
    Che lascia dietro a sè mar sì crudele
    E cantò di quel secondo regno
    Dove l’umano spirito si purga

    Laureossi in agricula sapienza
    E, in contempo, mosse a sensual trame
    Incamminossi per catubrino amor con giovanil insipienza
    La sua Beatrice impalmò colto da fremiti e passional brame

    Su antica terra catubrina pose dimora
    Godendo di cacciagion e di Euclidea scienza
    Ai giovinetti e giovinette trasfuse di buon’ora
    Con rigor e jattanza non disgiunte da gran clemenza

    Ieratico apparve ai pupilli alle sue cure destinati
    Socratica barba e baffi fecean corona al suo paffuto viso
    Tal che simil sembianze a Bronzi di Riace furon paragonati
    Ma tunica mai non volle perché postura e sguardo non fosser troppo fiso

    Cacciator provetto in breve tempo ei divenne
    E delle doppiette la carica di capo presto ottenne
    Una bella magion nel contempo edificò
    Ma il suo completamento da “illo tempore” procrastinò

    Infin “Homo politicus” volle divenir e si propose
    Per la seggiola agguantar metamorfosi improvvisò
    Caritatevole divenne coi reietti e in fasi ognor diverse si profuse
    Ed in Chiesa alle Sacre Letture si offerse e declamò

    Assurse alfin a Palazzo Venzo sul glorioso scranno
    Che mai forestier osato avea soltanto rimirar
    E l’accoppiata, non simil ad Eurialo e Niso, inziò l’opera con gran affanno
    Tra sorrisi melliflui e scelte vane si accinse così a salmodiar

    A Maggio ei assurse a nuovo mandato
    Così a Lozzo perpetuò ed affinò l’arte del Potere e Quintessenza
    Con nuovi sodali grandi cose promise all’elettorato
    Mal però gliene incolse quando di Sora Crepa lesse la Sentenza

  • Danilo De Martin

    Commenti pochi (ufficiali) ma visite tante (per il BLOZ). Come per l’articolo del 23 agosto, che a suo tempo aveva segnato un “record” come pagina più vista, anche questo articolo ha segnato un record. Lunedì sera 95 visitatori unici si sono collegati ed hanno letto “De Rossi padrone della caserma di Soracrepa fino al 2017?”.

    Chissà cosa pensano …

  • marnifo

    buon record…il merito… della poesia di zorro!!!

  • Danilo De Martin

    @marnifo: Un po’ l’uovo e un po’ la gallina.

  • zorro

    caro “Marnifo”,
    forse ‘l to ruolo no te lo cognose ben. Margnifo (nò come che te lo scrive tu)vo dì “Colui che fa insinuazioni malevole”. Evidentemente, anche tu te te se permesso “‘na licenza poetica”…. No sei se chè che ei scrito (la “poesia”) te è piasesta o manco, neanche me ‘ntaressa pì de tanto.
    Ma tu savaraesto fei de meo? Parché no te proee? Solo dopo podesone fei ‘l confronto e esprime ‘n giudizio…
    Se volon parlà de meriti del successo del Bloz, i meriti vere li à Danilo par i argomente che ‘l tira fora a beneficio de dute neautre. ‘Ntin de merito lo à anche ‘l Negus e la so ghenga che i se presta a zerto umorismo (forse anche ‘ntin de sarcasmo). Sane.

  • marnifo

    zorro te a reson su duto…, ormai lo scrivo così.
    e i meriti di Danilo sono noti a tutti.

  • Uno da Lozzo

    Niente di strano che il Sig. Derossi sia il padrone della caserma di Soracrepa, che il pusterese sia padrone dei pascoli e dei boschi del comune e dei privati con tanto di placet e sponsor dei baroni di turno; che la cricca delle doppiette, anche questa sponsorizzata dai baroni, sia padrona del resto.
    Questi qui non sono mica arrivati qui da soli! Qualche eletto è l’autore di questa bella, interessante ed economica situazione. Da dove saltano fuori i soldi per le cause? Pagano di tasca propria gli eletti o gli ignari contribuenti? Quando la gente aprirà gli occhi e comprenderà sarà, se già non lo è, troppo tardi. Altro che andare in chiesa a mani giunte a pregare. Menzogna, ipocrisia, interesse e chi più ne ha ne metta. Sono veramente disgustato.

  • Caro Uno da Lozzo,
    i costi delle cause? So per certo che hai già considerato i 240.000 € spesi per un immobile sostanzialmente fantasma. So per certo che hai già considerato che nella fretta di comprare la caserma i nostri amministratori hanno svenduto le case “dell’Ater”. So per certo che hai un’idea precisa dei soldi che (ipoteticamente) bisognerà reinvestire per ri-sistemare la struttura, sia interna che esterna. So per certo che hai già considerato i costi del mancato utilizzo del bene ai fini della promozione di Pian dei Buoi. So per certo che avrai considerato la potenziale fonte di guai (e costi) della decisione di “insinuarsi” nel fallimento (sostituendosi al ruolo primario della banca). E mi fermo qui.

    Però hai ragione, ci sono anche le cause. Io infatti, nell’elencare le delibere riguardanti la caserma di Soracrepa, ho fatto intuire che ad esse non possono che essere associati dei costi, suppongo salati. Io faccio una stima di almeno 20.000 €. Non ho seguìto delibere e determine relative al caso, magari la minoranza potrebbe approfondire, tenuto conto che la maggioranza è “silenziosa” su questo argomento (solo su questo?). E’ da tener conto poi che la pretesa di accollare le spese legali alla Cooperativa Soracrepa, come si legge dalla sentenza, è stata rigettata, per cui, allo stato, ognuno si “gratta la propria rogna” (o paga le proprie spese).

    Attenzione però, c’è ancora un’altra questione. Non so se sia una battuta, e mi auguro sia tale, ma si dice che De Rossi abbia intentato una causa contro il comune per “danni morali”, attribuendo al comportamento dei nostri amministratori (vecchi e/o “nuovi” non lo so) la ragione del mancato avvio dell’attività e delle relative conseguenze. Si profilerebbe quindi, per ipotesi, la richiesta di risarcimento per danno subito. Sai che bella, se fossimo chiamati anche a “risarcire De Rossi”.

    Un’ultima constatazione: siamo entrati nel paradosso che De Rossi deve consegnare le chiavi dell’immobile al comune, che risulta esserne custode, ma non l’immobile stesso. Verrebbe da farsi una disinfettata alla “Apo” ma, purtroppo, …. il bar di Soracrepa è chiuso.

  • zorro

    Noto con piacere che almeno “uno da Lozzo” ha perfettamente capito in che mani siamo….Ora io avrei da fare una proposta ai quattro consiglieri di minoranza. Perché, a conoscenza dell’esito poco felice della sentenza che è stata depositata lo scorso Dicembre, i nostri baldi giovani rappresentanti in Consiglio della lista “Lega Nord-Per la gente di Lozzo” non presentano una interpellanza scritta ed urgente (con richiesta di risposta pure scritta) per essere ragguagliati sullo stato dell’arte della controversia con il De Rossi, sulle vere intenzioni del Comune in merito all’intera vicenda? In particolare, bisognerebbe chiedere se il Sindaco ha magari intenzione di appellarsi (posto che la cosa sia possibile, essendo la sentenza emessa da un giudice monocratico). Personalmente ritengo che gli errori accumulati, dal 1993 ad oggi, non lascino sperare nulla di buono e sarebbe il caso di evitare ulteriori oneri pagati dai soliti ignari contribuenti! E non è detto che non si possa uscire con le ossa rotte anche da un eventuale secondo grado di giudizio….In definitiva: “cornuti e mazziati”!!!

  • bepi sgorla

    Caro Danilo,
    tutto bene e tutto giusto quello che dici dialogando con “uno di Lozzo”. Forse il tuo elenco andrebbe integrato con una sottolineatura: la caserma non è stata “comprata” ma è stata “ricomprata”, meglio riscattata, dopo che qualche “scienziato” aveva ritenuto opportuno offrire l’immobile in questione in garanzia ipotecaria ad una Banca per garantire i finanziamenti chiesti dal concessionario De Rossi attraverso la sua SIT Srl. In pratica ci siamo comprati nuovamente ciò che era nostro!!! Ma la storia è ancor più complessa per il seguito. Si disse che esisteva una perizia asseverata, commissionata dal Tribunale a tale ing. Boranga, in base alla quale il rudere veniva valutato 1,1 Miliardi delle vecchie lire ed il valore dell’immobile riattato dalla SIT veniva fatto ascendere a Lire 1,750 miliardi. Questo stava a significare che l’incremento di valore subito dal cespite per effetto della ristrutturazione era di ben 650 milione di lire. E ciò portava l’attuale sindaco a sostenere e spiegare che non esisteva alcun danno erariale in quanto il riacquisto, attraverso il riscatto dalla Banca mutuante, era di importo nettamente inferiore (240.000 Euro ossia 464,7milioni di lire) all’incremento di valore a suo tempo subito dall’immobile per effetto dei lavori eseguiti alla struttura (650/milioni contro 464/mil., insomma un autentico affare!!!).
    Ragionamento che forse potrebbe valere in altri lidi, non a Lozzo. Se infatti il Comune non si fosse costituito “garante reale” (acconsentendo alla iscrizione ipotecaria), con la revoca della concessione a fallimento SIT intervenuto, l’immobile sarebbe rientrato nella disponibilità del Comune senza sborsare un solo quattrino. Senza contare che poi si scoperse che la stima del fabbricato non era asseverata (giurata), non era stata commissionata dal Tribunale ma dallo stesso Comune di Lozzo, probabilmente per giustificare certo allegro operato di qualche amministratore in vena di generosità nell’uso del patrimonio dell’Ente. Per migliori ragguagli, basta cliccare come sopra indicato da “Cagliostro” in data 15/02/2010 e leggersi la “storia” della intera vicenda contenuta nella interrogazione regionale promossa dall’ex capo gruppo di minoranza Giuseppe Zanella e presentata dal cons. regionale Pettenò. Avrete così la possibilità di formarvi una precisa idea su come si è agito fin dagli esordi di questa anacronistica vicenda… che contiene tanti altri strani risvolti.

  • […] il volgo? La minoranza può forse cimentarsi in questo sforzo? Ho raccolto un incitamento da questo commento di zorro: Ora io avrei da fare una proposta ai quattro consiglieri di minoranza. Perché, a conoscenza […]

  • Simpatizzante_pian_dei_buoi

    Io mi chiedo quand’è che si potrebbe organizzare una festa li in quel luogo magnifico in onore della nuova bella stagione?

  • zorro

    Invito troppo enigmatico. Forse “Simpatizzante-pian-dei-buoi” vuole essere
    mordacemente provocatorio? Si spieghi meglio prima di pretendere che l’invito venga accettato!! Non si vorrebbe andare a brindare masochisticamente con il sig. De Rossi, magari in coabitazione con Sindaco e Giunta (visto che le chiavi dovrebbero essere comunque consegnate al custode).

  • Simpatizzante_pian_dei_buoi

    Il mio nn era affatto un invito provocatorio anzi..cmque ho delle nuove informazioni che mi sono giunte!le pubblicherò lunedì!

  • Simpatizzante_pian_dei_buoi

    Eccovi come vi avevo promesso le informazioni che mi sono giunte riguardo questa vicenda.(Clicca per vederle).
    Che ne pensate? Che siano dei lavori per la riapertura della ex caserma??
    Io finche non vedo una domanda di licenza non ci credo…

  • lozzesss

    La lettera di Derossi colpa delle poste è arrivata in ritardo.
    Sarebbe dovuta arrivare il primo aprile!!

  • frison

    Voglio fare alcune brevi considerazioni sulla lettera di “Simpatizzante”. Se non è un pesce d’Aprile posticipato, resta il quesito: quale è la fonte? I casi sono due: o si tratta di iniziativa nell’ambito “padovano” o la cosa è uscita dal Municipio. Di qui non si scappa!!! A chi giova? Questo è il vero rebus! Nutro poi seri dubbi che, per le tipologie di interventi indicati, basti semplicemente una segnalazione e non, ad esempio, la presentazione di una DIA..Per me, “Simpatizzante” risulta troppo ben informato per non essere, magari, un involontario “veicolo” divulgativo, insomma uno “strumento” per far conoscere all’opinione pubblica lo stato dell’arte sulla intera vicenda. Adesso, comunque, il Comune o interverrà per fermare i lavori (se la DIA è necessaria) o dovrà semplicemente prendere atto; in questo caso vedremo se De Rossi ha lanciato una semplice provocazione o se veramente fa sul serio.

  • lozzesss

    In quanti a Lozzo tifano per il sig. Rossi oltre al suo solerte postino ????

  • Simpatizzante_pian_dei_buoi

    Posso solamente dire che una delle 2 ipotesi fatte su di me è corretta ma nn posso sbilanciarmi oltre…rischio molto..

  • @lozzesss,
    il tuo è un quesito ermetico di estrema semplicità ma che, nel contempo, nasconde ipotesi e possibili risposte per niente scontate. Sappiamo che la vicenda è piuttosto articolata e complessa, tanto che definirla un ginepraio sarebbe un eufemismo. Tuttavia, quello che emerge con più stridore, è la volontà della nostra amministrazione di tenere nascosto alla popolazione, a noi tutti, vicende e accadimenti che invece andrebbero spiegati per quello che sono. Se la vicenda fosse in bianco e nero si potrebbe provare (per quel che vale) con un sondaggio online pro-contro De Rossi. Ma la cosa non è così banale: io credo sempre di più che con De Rossi bisognerebbe andare a parlare e sentire cosa possiamo fare per evitare di perdere tutto il tempo che, sembra, ci divide dal 2017, ammesso che per quella data la “querelle” si possa pensare come definitivamente risolta.

  • […] alla ex-caserma di Soracrepa a Pian dei Buoi Il 14 febbraio 2010 pubblicavo l’articolo De Rossi padrone della caserma di Soracrepa fino al 2017? con l’argomento centrato sulla sentenza che, per certi versi, dà ragione a De Rossi. In coda […]