21 Comments

  1. talaren
    25 Aprile 2015 @ 09:33

    Mi dispiace tanto, quand’era nato il Bard sapeva di qualcosa di nuovo, qualcosa che si muoveva al di fuori del solito schifo politico, e che poteva raccogliere il consenso di gran parte dei bellunesi.
    Poi ha cominciato a puzzarmi con l’espulsione di Martini, che mi sembra una persona a posto e con un bel modo di pensare…
    Ora puzza vistosamente invece…

  2. L'Economa Domestica
    25 Aprile 2015 @ 13:34

    Premessa: a me la Moretti simpatica non sta, ma continuare con questa storia dell’estetista è un po’esagerato…
    Infatti esistono migliaia di donne che vanno dall’estetista ogni settimana, vestono firmato, curano l’aspetto e sono ottime professioniste. Ne è piena l’Italia. La Moretti va dall’estetista ed ama essere curata. Allora?

  3. Danilo De Martin
    25 Aprile 2015 @ 14:30

    @L’Economa Domestica,
    1) forse ti dovresti sciroppare il video per intero, tenendo conto che stai guardando una che si propone alla guida di una regione che crea un PIL di 120 MLD, dove le partite iva si suicidano, dove larghi strati della popolazione stanno sprofondando nella povertà VERA;
    2) mi è piaciuta quella casalinga che al mercato ha incontrato la Moretti in campagna elettorale che, sorridendo, le ha chiesto come andava: la casalinga le ha risposto “xea stada dall’estetista sta setimana? parché mi no posso, senò no magno”, questo era il senso della discussione; ovviamente ha fatto il giro in rete, non sulle tV nazionali (che io sappia);
    3) per quanto detto, nessuno nega a nessun altro, se ne ha la possibilità, di fare quello che più gli aggrada, ma non devi farne una bandiera (siamo belle e brave..), soprattutto nelle situazioni descritte;
    4) se gli SPIN DOCTOR le hanno detto subito “bella, datti una calmata con queste stronzate dell’estetista, altrimenti col cazzo che ti avvicini a Zaia” (questo prima che i leghisti/legaioli si facessero la guerra), un motivo c’è anche da parte “marketing”/campagna elettorale.

    Allora?

  4. L'Economa Domestica
    25 Aprile 2015 @ 19:10

    Allora? Signori, quelle che vanno dall’estetista ogni settimana sono anche quelle che comprano gli occhiali, che vanno in vacanza a Cortina, che tengono su una bella fetta dell’economia della provincia, portando soldi veri e freschi da fuori. In un paese anglosassone penalizzare una persona per una sua abitudine di consumo è qualcosa di inconcepibile: andate in una città, una qualunque, e di Moretti ne troverete piene le strade. A Milano, a Torino, a Napoli, Roma e Palermo. Oggi. Adesso. Magari sono medici. Magari sono ingegneri. Magari sono direttori di banca. Magari sono parrucchiere. Magari sono persone che lavorano 12 ore al giorno per cinque giorni alla settimana e poi vanno dall’estetista e si comprano borse che costano la paga di un operaio. Allora? Qual è il problema? Ho fatto la premessa, a me la Moretti non sta simpatica, e ritengo, come del resto ritengo per tutti gli altri candidati, che non sia all’altezza di guidare una Regione il cui PIL andrà in caduta libera per molti anni ancora e per cui la vera crisi, a causa soprattutto di un modello economico arretrato per una parte significativa delle realtà produttive e non per colpe esterne, non è ancora cominciata. Cosa stanno dicendo gli economisti che vengono a tenere le conferenze in Veneto? Cosa sta succedendo alle banche di credito cooperativo e popolari in Veneto? Aiutino, l’indipendenza non c’entra nulla. E non c’entra nulla l’estetista, che lavora e paga le tasse anche lei, produce reddito e fa girare l’economia.
    La casalinga non ha i soldi per fare la spesa? E se io ce li ho perché ho passato anni a studiare e a farmi una posizione cosa dovrei fare, sentirmi in colpa? Ma anche no.

  5. Puore noi
    26 Aprile 2015 @ 07:40

    @L’Economa Domestica,
    il Suo ragionamento non fa una grinza…Tuttavia mi permetto di segnalare, al di là di ogni possibile considerazione sulle qualità opinabili della candidata, espressione di un PD nel quale più non mi riconosco, esistono anche delle ragioni di opportunità che giustificano ampiamente le critiche sull’argomento “estetista”… Non le pare che in un contesto drammatico di crisi economica, sociale, etico-morale ecc. che stiamo vivendo e che non ha- come traspare anche dal Suo intervento- prospettive certe di miglioramento (almeno nel breve-medio periodo), sia quanto meno discutibile che un personaggio del genere venga a spiattellare i Suoi ‘consumi’ da ‘privilegiata’??!! Ripeto, tutto ciò estraniandoci dalle fregnacce di natura economica che la stessa ci sta propinando e dalle sue improbabili sparate risolutrici (a suo dire) dei nostri immani problemi. Senza contare, nel merito politico, le sue ormai numerose contorsioni e conversioni nell’agone politico. Per me, quando non si ha il senso della opportunità, prescindendo da ogni altra possibile considerazione, non si è degni di attenzione…

  6. L'Economa Domestica
    26 Aprile 2015 @ 08:06

    @ Puore noi: l’andare dall’estetista ogni settimana non è un consumo da privilegiati. Per una larga fetta di popolazione è perfettamente normale. Sotto Natale la boutique Vuitton di Padova era piena di gente che comprava, e lo era anche quella di Roma. Persone di un buon livello, si vedeva, ma che magari dopo un’ora erano in fila a comperare il radicchio in piazza. Dottoresse, architetti, ingegneri, chissà? Magari insegnanti che si sono fatte/i il regalo con la tredicesima. Accanto al Veneto in crisi c’è un Veneto che allegramente continua ad andare avanti e a produrre PIL. Il fatto è che è cambiato il percettore di reddito: non sono più i piccoli industriali che cambiavano una Mercedes l’anno (e non dite che non c’erano anche in Cadore perché se volete ve li nomino), ma i manager laureate/i con stipendi d’entrata che sono il quadruplo di quello di un operaia/o dopo venti anni di fabbrica. Le cinque grandi dell’occhialeria in mano a chi sono e come hanno cambiato la struttura aziendale?
    Andiamo alla classe media? Bene. Qualcuno spieghi la cronica carenza in Cadore di professori, professionisti e medici autoctoni. Stipendi decorosi, non ecellenti in alcuni casi, ma che permettono di andare dall’estetista se non tutte le settimane almeno una volta al mese.
    Prendere in giro la Moretti per l’estetista è come prendere in giro Zaia per il gel sui capelli o Tosi per aver partecipato ad un cartoon di Dino da Sandrà. Is unrelated. C’è altro da criticare ed è su quello che bisonga puntare i dentini. Una parola sola: Codivilla. Quali sono gli errori fatti sulla sanità di montagna?

  7. Danilo De Martin
    26 Aprile 2015 @ 09:17

    @L’Economa Domestica,
    acidina, ultimamente (piccantella, se vogliamo).

    Anch’io, come Puore noi, ritengo che il tuo ragionamento, sia quello precedente che quest’ultimo, non faccia una grinza. La Moretti-Estetista mi serviva, comunque, per fare da spalla alla citazione-incipit con cui il BARD aveva presentato questo accordo, citazione che, come mostrato, viene da tale Mary Kay Ash fondatrice della Mary Kay Cosmetics. Diciamo che non mi aspettavo la classica citazione ghandiana (“prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”), ma neanche una citazione da una “Cosmetista” (nel campo citazioni preferisco Steinbeck, per dire…, a Marchionne).

    Sostanzialmente, per dire, una Tina Anselmi, a pari condizioni, avrebbe parlato dei bisogni della gente e non della… cura della persona dall’estetista con frequenza invariabile. Ecco, questo era il concetto.

    Perdona ma l’accostamento Moretti-Zaia >> estetista/gel non è la stessa cosa: se la Moretti si presentasse truccatissima, con rossetto da pompinona, le ciglia da 12 cm… non attirerebbe la mia attenzione. Se Zaia avesse detto che non rinuncia all’estetista-pedicure-bodysculptor ecchesoio… lo tratterei al pari della Cheerleader de noantri.

    Ti do atto del fatto che problemi ben più seri ci sovrastano e andrebbero affrontati “mordendo” con tenacia. Li vedo anch’io, ne ho coscienza, ma l’affrontarli (in un certo modo) richiede uno sforzo che non riesco a produrre.

    (mi raccomando: prima di rovesciare la paprica, fai un bel respiro…)

  8. talaren
    26 Aprile 2015 @ 09:33

    Tutti sappiamo che la maggior parte dei politici ha la disponibilità per andare frequentemente dall’estetista/parrucchiere/al ristorante di lusso ecc. E lo fa.
    E anche gli estetisti/parrucchieri/… hanno bisogno di vivere, e fanno girare l’economia.
    Il fatto è di venir a sbandierarlo di fronte a chi non ne ha la possibilità. E per di più una classe che si sa i soldi li ottiene da noi in maniera esagerata.
    Ad esempio un B. che si compra una Ferrari mi va bene, lui è un imprenditore di successo, si è fatto i soldi, e anche in questo caso gli operai della fabbrica di Maranello devono pur vivere. Ma non lo ho mai sentito vantarsi con la popolazione di essersi comprato una Ferrari (sempre per esempio).
    Altri politici, che invece hanno vissuto di sola politica fin da giovani, in Ferrari un po’ di nervoso me lo darebbero.
    In sostanza, hai i soldi? Bene, usali, fai girare l’economia, ma è la tua vita privata, tienla per te, non fare come quei bambini del “io ho il gelato e tu nooo”… Un po’ di tatto e buon gusto, da chi si candida per governare una grossa regione in nome del principale partito italiano…

  9. L'Economa Domestica
    26 Aprile 2015 @ 10:18

    @ Danilo De Martin: sostanzialmente, Rita Levi Montalcini aveva sempre una permanente impeccabile, e nessuno la ha mai contestata per questo. Purtroppo state utilizzando una tecnica, anche con me, datata: esistono le belle e brave, e che sanno di esserlo, bisogna farsene una ragione. Bard-Fard è un’accostamento di ben poco gusto, che in Germania (o in Francia, o negli USA) provocherebbe una rivolta massiccia delle donne se non guai giudiziari.
    Volete una cattiveria, vera, di una “bella e brava”? Ve ne porgo due, sul vassoio d’argento.

    1) Chiedete alle vostre conoscenze con figli al di sotto dei dodici anni se hanno mai portato la prole a Gardaland, Mirabilandia o Disneyland Parigi. Ripetete la domanda a Treviso.
    2) L’Agenzia delle Entrate ha da poco indetto un concorso che prevede 140 posti in Veneto. Chiedete alle vostre conoscenze se hanno i requisiti di partecipazione. Ripetete la domanda a Padova.

    Pensate ai risultati di questo mini test proiettandolo in un contesto di indipendenza del Veneto.

  10. L'Economa Domestica
    26 Aprile 2015 @ 10:26

    @ talaren: lascia perdere l’esempio B. che è meglio. Scendiamo in basso all’esempio che ho fatto prima: gli imprenditori di zona, che alle gran macchine ci tenevano. Quando cambiavano Audi mentre gli stipendi degli operai iniziavano a tardare andava tutto bene (esempio molto concreto)? Allora loro il gelato potevano averlo e gli operai no? Ah già, dimenticavo, loro erano i “paroi”, i “siore”, i miti locali, altro che quei ladri di politici. Che poi evadessero l’evadibile è un altro discorso, come lo era produrre in nero danneggiando i marchi di cui erano concessionari (altro esempio concreto) e facendo imbufalire i committenti. Il dover giudicare moralmente come si spendono i propri soldi è una mentalità tipica italiana (nazione che, tra l’altro, ha una grossa fetta del PIL ancora nei campi lusso e turismo). Come lo è, tra l’altro, l’ostentazione (in cui ci fregano però Russi e Cinesi).

  11. Puore noi
    26 Aprile 2015 @ 12:41

    @L’Economa Domestica,
    la differenza fra Lei e me può essere riassunta in queste parole: Lei è ottimista e vede il bicchiere mezzo pieno, io sono realista e vedo il bicchiere quasi del tutto vuoto e senza un mescitore nelle vicinanze…

  12. Puore noi
    26 Aprile 2015 @ 13:20

    @L’Economa Domestica,
    mi consenta però di riprendere la Sua affermazione: “L’andare dall’estetista ogni settimana non è un consumo da privilegiati. Per una larga parte della popolazione è perfettamente normale”. Non Le pare di essere un po’ sopra le righe? In Italia 6 milioni di persone sono sotto la soglia di povertà, altri milioni fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, il reddito individuale è falcidiato da tasse, bollette, prezzi e costo dei servizi alle stelle, gli studi dentistici e gli studi medici registrano cali vistosi nella clientela e sono ormai costretti a reclamizzarsi attraverso inserti televisivi con la pubblicizzazione di vistosi sconti, i fornai ed i droghieri vendono attraverso il credito (riesumazione del vecchio libretto cooperativistico), e con tutto ciò Lei vede un vorticoso giro di spese voluttuarie e di lusso??!! Certo, ci sono sempre i ricchi, anzi molti ricchi stanno sfruttando la situazione per incrementare le loro ricchezze; ma anche lei ammette che le persone di buon livello professionale vanno nelle boutique sotto le feste ma poi comprano il radicchio al mercato. Ingegneri, dottoresse, architetti, insegnanti ecc. non mi sembra che, in genere, non abbiano sofferto dalla crisi. Gli insegnanti poi, hanno stipendi indecorosi, gli studi tecnici chiudono per mancanza di clientela e per crediti non riscossi. Questa è la situazione che io vedo dal mio modesto osservatorio e non è, mi creda, nero pessimismo ma cruda realtà…Non so dove Ella abbia notato tutta questa tendenza al ‘consumismo’ di beni e servizi voluttuari. Personalmente, considero gli esempi da Lei portati come vere espressioni di un privilegio che solo le Moretti di turno possono permettersi, insieme ovviamente alle classi di ceto elevato che, lo riconosco, pur minoritarie, esistono, purtroppo, magari in barba alla fedeltà fiscale oppure al lavoro nero.
    Concludendo, non concordo minimamente che la visita settimanale dall’estetista “rientri nella norma e sia addirittura appannaggio di una larga fetta della popolazione”, così come trovo fuorviante l’assedio alle boutique Vitton da parte delle classi da lei ipotizzate.
    NB Io ho un reddito dignitoso ma mia moglie non può permettersi né visite da Vitton, né la frequentazione di studi estetici. I miei figli, laureati, hanno un reddito da precari e stanno centellinando ogni esborso per poter raggiungere il 27 del mese. Spero di essere stato esaustivo…

  13. L'Economa Domestica
    26 Aprile 2015 @ 14:07

    @ Puore noi: in quali zone è normale andare dall’estetista ogni settimana (o dal parrucchiere)? Poco tempo fa sono stati pubblicati gli imponibili Irpef per dichiarazione. Io darei un’occhiata ai comuni della Lombardia, dell’Emilia Romagna e della provincia di Roma. Dove le case costano dai 5000 euro al metro quadro in su e dove il mestiere medio è “Dipendente laureato di multinazionale” (vanno molto anche “Astrofisico” e “Dirigente di sede centrale di banca”), quindi non si tratta di evasione fiscale. Lì è normale anche mandare i figli al centro estivo, fare ferie di due settimane e pagare mutui. E andare a fare la spesa con la Vuitton o il Rolex, comprati con i propri soldi. C’è crisi anche lì, non è che non ci sia, ma c’è anche tanta gente perfettamente tranquilla economicamente, che magari risparmia comprando su Groupon ottenendo a meno prezzo beni o servizi (dall’imbiancatura locali all’estetista, passando per il ristorante), per acquistarne di più. Posti dove in alcuni ristoranti a Pasqua hanno mandato via un centinaio di persone perché non avevano prenotato, e di domenica normalmente ne mandano via una ventina. Dove chiudono invece i locali che non hanno saputo mantenere un buon rapporto qualità prezzo. Dove le pensioni partono dai mille euro in su, e sempre più spesso ce ne sono due in casa. Dove non sono più gli sfavillanti anni ottanta, ma dei discreti 2010.

  14. Puore noi
    26 Aprile 2015 @ 15:18

    @L’Economa Domestica,
    leggendoLa nuovamente, deduco che noi due viviamo in due mondi completamente diversi…

  15. L'Economa Domestica
    27 Aprile 2015 @ 06:41

    @ Puore noi: no, non viviamo in due mondi diversi, ma io ne conosco altri, e sono quelli che ho descritto e che esistono. Sono quelli basati su un’economia di servizi avanzati.

  16. Puore noi
    27 Aprile 2015 @ 08:38

    @L’Economia Domestica,
    nel nostro Paese, l’Economia basata sui servizi avanzati, purtroppo, è nettamente minoritaria rispetto ad altri paesi europei delle nostre dimensioni. Tanto per rimanere in sede locale, ricorda che fine ha fatto l’esperimento di Vallesella? Certo, esistono anche i “servizi avanzati” ma gli investimenti in tale campo languono ed intanto il manifatturiero segna il passo, soprattutto in riferimento ai consumi ed alla domanda interna. Quella che Lei descrive è ancora una economia di nicchia e se le cose non cambiano radicalmente con una politica ‘romana’ e comunitaria del tutto diversa, per noi saranno conseguenze sempre più amare. Ed anche estetiste e boutique di lusso subiranno ridimensionamenti (che già ci sono, eccome se ci sono!). Un cordiale saluto.

  17. bitter fruit
    27 Aprile 2015 @ 18:25

    Ricordiamoci anche che in molte famiglie italiane i “soggetti finanziatori” sono i nonni che percepiscono, alcuni ma non tutti, dei redditi da pensione ragguardevoli. Altrimenti risulta difficile capire come figli di operai e/o di impiegati, (eta’ dai 5 ai 18 anni), siano in possesso di cellulari, smartphone, playstation, mtb ecc. ecc. di valore, che i loro genitori non potrebbero certo permettersi di acquistare. La classe media, quella che faceva i grandi numeri nei consumi, si e’ drasticamente ridotta. L’upper class e altri, segnalati dall’ Economia Domestica, si possono permettere Vuitton, Hermes ecc. ecc., per intenderci la maggior parte, ma sempre nicchia, sono quelli che frequentano Cortina o simili localita’.Gli altri…. beh lo avete gia’ detto Voi. In attesa della ripresa o ripresina che “su da noi” almeno per ora proprio non si vede, ma viene “politicamente” sbandierata guardando i cosidetti “dati macroeconomici”, che pero’ non sembrano ancora “atterrati”.Per qualche ristorante che fa il pieno a Natale e/o a Pasqua, ci sono altri che chiudono o che fanno prezzacci per reimpire, parzialmente, le sale. E poi esiste sempre “il black”, che aiuta gli esercenti ma che ben sappiano danneggia sempre e SOLO coloro che percepiscono un reddito fisso mensile, debitamente tassato alla fonte. E quindi avanti con balzelli “appioppati” quasi sempre ai soliti. Un caloroso saluto a tutti, ne abbiamo bisogno, visto meteo, e buon primo maggio a tutti i blozziani.

  18. Danilo De Martin
    28 Aprile 2015 @ 06:51

    @L’Economa Domestica (del 26/04 ore 10:18),
    siamo entrati nel “loop”. Facciamo ancora un giro allora. Senza scomodare la impomatata Rita, basta guardare alla già citata Tina Anselmi che, per come me la ricordo, era sempre in tiro. Senza un capello fuori posto era anche un mito dei liberisti, e quindi anche mio, Margaret, lady anche lei ma non like, come la pon-pon de noantri, bensì “di ferro”. E torniamo al punto di partenza.

    Dici che “Fard-Bard è un accostamento di ben poco gusto”: suppongo che tu, Economa, non sia stata fra quelli che si dichiararono “Je suis Charlie”. Ne prendo atto, senza dolore. Che poi “in Germania – o Francia, o negli USA, provocherebbe una rivolta massiccia delle donne se non guai giudiziari” devo leggerla e ritenerla come una evidente manifestazione di “satira inconsapevole”.

    Inoltre, ma questo è senz’altro un mio limite, non riesco a “collocare” gli esempi che fai nel nostro contesto, per trarne eventuali considerazioni.

  19. L'Economa Domestica
    28 Aprile 2015 @ 08:32

    @ Tutti: signori, vi devo dare una brutta notizia. Vi ho descritto un mondo che esiste. In cui le donne vanno dall’estetista una volta a settimana, girano in Audi comprate con i loro stipendi (sì, parlo di lavoratori dipendenti) e un cui i nonni spendono la pensione per andare in crociera, non per mantenere i figli. In cui i quarantenni hanno il Rolex e la Vuitton (o entrambi). Uno stipendio di funzionario di multinazionale viaggia tranquillamente sui 2500 euro al mese, e di solito in famiglia ce ne sono due. Un dirigente di banca arriva a 4000. Un medico ospedaliero dipende dall’orario e dal livello. Pensioni, anche con il contributivo, adeguate a questo tipo di redditi. Il fatto che in Cadore questo mondo non esista non vuol dire che non esista al di fuori; vogliamo parlare di professioni impegnative? Un cuoco in un hotel di livello (diciamo un quattro stelle) guadagna come un dirigente di banca. Se sceglie di viaggiare, anche molto di più. Certo, sono tutte professioni che richiedono impegno, studio e costante innovazione e formazione. I servizi avanzati in zona potevano essere quelli del turismo. Dove sono?
    Per quanto riguarda l’accostamento “Fard-Bard”, io un pensierino alla concezione anglosassone dell'”Hate speech” l’ho fatto, eh. Dato che attualmente negli USA per molto meno dei giornalisti di gossip si sono trovati appiattiti al muro dalle risposte delle varie attrici e cantanti vi avverto che è solo questione di tempo e la tendenza arriverà anche qui da noi.

  20. Danilo De Martin
    28 Aprile 2015 @ 09:57

    @L’Economa Domestica,
    l’argomento è vasto e complesso, andrebbe “sezionato” e qui – da parte di tutti – non c’è lo spazio-tempo per farlo, ma, come già detto, capisco ciò a cui ti riferisci e concordo con ciò che dici e esprimi nel contesto “servizi avanzati”, soprattutto in ottica cadorina (tenendo conto dei vari “distinguo” che non possono mancare).

    Sono in disaccordo sull’ “Hate speech”. Quando il Bard aveva i denti da latte e piangeva perché qualcuno “gli aveva portato via il dominio internet”, io ho provveduto a mio nome a registrare il dominio “regionedolomiti.it” e, successivamente, a registrare il sottodominio “bellunoautonoma”. Ho poi messo in piedi il sito gestendolo per due anni, implementando anche il tesseramento via Paypal. Poi una vocina, dentro di me, mi ha suggerito di alleggerire il mio impegno, che comunque è sempre stato “poco politico”, e così ho fatto. Poi è giunta la scelta da parte del BARD di appoggiare “Sciolta civica”, che già avevo messo nel tritacarne da tempo, ed io ho continuato a martellare… Francesca Larese Filon, mia moglie, è componente del direttivo e… sono solo cazzi suoi. Adesso giunge la stronzata dell’apparentamento col PD: il BLOZ documenta ampiamente il mio “amore viscerale” per questo ectoplasma di partito, amore che si spinge molto al di là nel tempo: continuerò a farlo fin tanto che ne sentirò la necessità. E se ogni tanto il BARD capiterà lì in mezzo, non me ne può fregà de meno. Non ho padroni (solo “il destino”, come ho sempre detto, e solo a questo – semmai – mi inchinerò).

    Per quanto detto, no, non c’è mai stato né ci potrà essere un “Hate speech”, inteso come “incitamento all’odio”, né verso il Bard (non sanno quello che fanno) né verso quel letamaio di partito che è il PD.

  21. L'Economa Domestica
    30 Aprile 2015 @ 13:22

    Sfugge il centro del mio discorso: non era il BARD (delle cui peripezie sono assolutamente digiuna e me ne scuso), era il FARD il problema. Il fard.
    Sui servizi avanzati: anche una serie di studi avanzati sull’edilizia di montagna ci sarebbe stata tutta (dal miglioramento delle tecniche costruttive in zona alle energie alternative non fuffare).