Giuliano Amato, almeno sei motivi per cui vergognarsi

Non mi è difficile essere d’accordo con Mario Giordano (anche se ho modificato il titolo introducendo un “almeno”). Basta andare col pensiero al 1992 quando la panteana mise le sporche mani dello Stato italiano nelle tasche degli italiani prelevando forzosamente il 6 per mille dai conti correnti, tutti i conti correnti. Anche allora bisognava salvare l’Italia ma – guarda un po’ – non c’era, allora, il Berlusca sul quale scaricare le colpe (venne poco dopo).

90.000 miliardi di lire fu il valore della manovra di luglio più la finanziaria di quell’anno: manovra del cazzo, visto che non servì a salvare la lira che dovette comunque uscire dallo SME.  L’unica cosa positiva che ricordo di quel periodo, si fa per dire visto a chi toccò poi il “cambio”, è che la pantena Giuliano Amato si dimise dalla presidenza del consiglio, tre mesi dopo, lasciando lo scranno a Carlo Azeglio Ciampi (che come governatore bruciò miliardate di riserve valutarie per sostenere la lira e poi correre a cuccia con la liretta – svalutata – fra le gambe).

E magari rischiamo di trovarcelo fra le palle anche come presidente della repubblica …

 

Giuliano Amato, sei motivi per cui vergognarsi

Il “Dottor Sottile” scrive a Repubblica rispondendo a un articolo che parlava dei suoi 31mila euro di pensione. Afferma di non avere nulla per cui vergognarsi. Ne è sicuro?

10:52 – “Non faccio parte della casta, ditemi perché dovrei vergognarmi”, dice spudoratamente Giuliano Amato con una lettera a Repubblica di oggi lunedì 4 marzo 2013. E noi lo accontentiamo:

a) Deve vergognarsi perché prende 31mila euro al mese fra pensione Inpdap (22mila euro) e vitalizio da parlamentare (9mila euro) come finalmente ammette lui stesso nella medesima lettera;

b) Deve vergognarsi perché prende 31mila euro al mese di pensione dopo aver tagliato le pensioni agli italiani;

c) Deve vergognarsi perché è stato il principale consigliere economico e politico di Craxi e non si è mai accorto dello sfascio e dei furti della prima Repubblica (dormiva?);

d) Deve vergognarsi perché da sempre fa parte della classe dirigente che negli ultimi decenni ha consentito l’esplosione dei costi della politica e degli annessi privilegi;

e) Deve vergognarsi perché nonostante questo, nel 2012 è stato nominato da Monti consulente per i tagli ai costi della politica e non ha fatto nulla per tagliarli davvero;

f) Deve vergognarsi perché uno che è stato due volte presidente del Consiglio, due volte ministro del Tesoro, una volta ministro dell’Intero e presidente dell’Authority del mercato non può dire “non faccio parte della casta”.

Fra l’altro nella lettera a Repubblica Amato, dopo aver ammesso di prendere 31mila euro al mese di pensione, dice che i 9mila del vitalizio li gira a una comunità di assistenza. Bene, invece di tante inutili parole di autoelogio, Amato ci dica di quale comunità si tratta e soprattutto esibisca le ricevute dei versamenti che come dice lui sono già stati effettuati nei mesi scorsi. Solo così potrebbe smettere di vergognarsi, almeno un po’.

Mario Giordano

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