14 Comments

  1. Lozzese quasi doc
    7 Agosto 2010 @ 10:21

    Ghino di Tacco, BRAVISSIMO, hai fatto centro!
    Questi qua sanno si e no legarsi le scarpe e scrivere il loro nome.
    Quello che tu hai scritto, forse impegnandoti si e no un paio di ore, loro, ammesso che ci riescano, impiegherebbero una settimana!
    Sparare ca..ate è un conto, far cose serie è un’altro.

  2. talaren
    7 Agosto 2010 @ 14:26

    Una volta, mi pare, si era parlato di un’ovovia, o qualcosa simile, che collegasse il paese a Pian dei Buoi. Un giorno, chissà in qual distante futuro, mi piacerebbe vederla, magari associata ad un noleggio biciclette in cima, per il giro del pianoro o per la discesa del genio…
    Come pure un ponticello tibetano che attraversi la Ruoiba, così da prolungare quella che adesso è diventata una bella passeggiata…
    Io li vedrei spesi meglio in questo modo, i soldi a scopo turistico del comune; ma potrei anche sbagliare, forse sono solo mie fantasie.
    Però continuo a ritenere che il concertorium porti più che altro turisti del tipo “mordi e fuggi” (come dice De Carlo in questi giorni), che dai paesi vicini vengano una serata ad assistere al concerto e poi tornino ai paesi vicini, e porti pochi vantaggi a Lozzo…

  3. Pagaapo
    8 Agosto 2010 @ 07:57

    Bondì a dute, daspò ‘ntin che no me fazo pi viu, aprofito de chel che à scrito Ghino di Tacco par bicià sul fuou ‘nautra roba su la manutenzion che no ie boi de garantì.
    Gniere siera, dopo zena, èi fato ‘n giro su dai mulin e èi visto che la ròda ‘nveze che girà, come che la dovarae girà, la farèa mèdo giro ‘navanti e mèdo giro ‘ndrio e ‘mpì la farèa ‘n bruto rumor; forse sarà un cuscineto du a fèise benedì. No avèo capiu subito al parchè (io no son un gènio come chi de comun e no poi capì subito le robe), ma dopo zinche secondi che vardèo la roda èi visto che era màsa poca l’aga che i ruèa par sora e son du su de sora agnò che e al comando de l’aga e èi visto che la vida che règola la quantità de aga che a da dì verso la ròda no la funziona parchè al fèr l’e roto.
    Dal color del fer, color rudìn, tanto par èse ciaro, la rotura no l’à da èse de gniere, se nò l’èra de color ardènto.
    Se quan che pàsa i turisti, che somea che i vegne aposta a vede i mulin, i vede chel che èi visto iò, forse i pensarà de èse stade tolte pal cù o forse i pensarà che cà a Loze i à ‘nventòu n’autro modo de fèi dì i mulin.
    Se chesto e al sistema de fèi turismo forse e meio che i vada a sapà i ciampe se nò chi quatro giate che rua a Loze par vede ‘sta roba i fa scampà anche chi autre quatro che dovea vegnì.
    Sane a n’autra pì bèla.

  4. Danilo De Martin
    8 Agosto 2010 @ 10:53

    @talaren,
    la direttrice migliore per una ovovia (o altre forme di trasporto a fune) resta comunque quella scelta dai militari con stazione di partenza a Le Spesse ed arrivo a Pian de Formai (tuttora visibili). Il problema di questo posto sono i posti macchina, i parcheggi: bisognerebbe provvedere ad un ripensamento della zona (ci aveva pensato a suo tempo la Soccip inizianod a comprare dei terreni per poter lì sviluppare una qualche forma di attività …). In virtù di questa limitazione l’interesse si era spostato alle Astre: la stazione di partenza potrebbe venir costruita ai campetti ed avrebbe un bacino “enorme” di parcheggi che sono quelli sul retro dello spogliatoio del campo sportivo (per intenderci). La gente lascia l’auto lì, si fa due passi e in tre minuti monta sull’ovovia e raggiunge, via Quoilo, sempre Pian de Formai (o zone relativamente vicine a questo). I trasporti a fune però non riescono a pagarsi, normalmente, se non hanno il contributo della stagione invernale (anzi, di solito il grosso delle entrate è fatto d’inverno e la stagione estiva arrotonda). Aggiungo solo che una alternativa per raggiungere la monte a fune potrebbe essere praticata lungo la Val da Rin, sia partendo dai Tabià da Rin che pensando a qualche collegamento con M. Agudo (ipotesi fantasiose ma fattibili se solo ci fossero … i numeri).

    Per quanto riguarda la Ruoiba: se si tratta di oltrepassare la frana vera e propria (20 metri) permettendo il collegamento con Cornon in chiave escursionistica … beh non ci vorrebbero che 300-400 euro ed io l’avrei anche già fatto (basta tagliare tre piante del comune e gettarle da una sponda all’altra del canalone). Dalle foto che ho della frana, se l’avessi fatto 10 anni fa, il “ponte” sarebbe ancora lì. Ma sarebbe un’opera necessariamente “ala bona”, anche se assolutamente sufficiente se inquadrata in un’ottica di percorso escursionistico da farsi fare a escursionisti “preparati”. Cosa diversa è pensare che lì ci debbano passare le famiglie con bambini al seguito. Tuttavia c’è un progetto di sistemazione generale (e sviluppo di qualche nuovo tratto) del “vecchio” percorso della Traversata del Centro Cadore. I lavori dovrebbero iniziare alla fine di agosto ed uno dei tratti che potrebbero essere interessati da interventi è proprio quello della Ruoiba (non conosco i dettagli tecnici). COme sempre quello che conta è un confronto costi/benefici, perché oggi si può fare tutto e di più, se si hanno i soldi.

    Pretendere che il concertorium porti turisti sarebbe come pretendere che a portarli sia il museo della latteria. Il museo, peraltro, ha il vantaggio di presentare “qualcosa” nel corso del periodo di tempo d’apertura, mentre non c’è niente di più effimero di un concerto. Tuttavia gli uni e gli altri sono utili se intesi come tasselli di un mosaico che è l’offerta turistica generale. Tranne qualche malato di mente, nessuno sceglie le proprie mete turistiche basandosi su musei o concertorium. Il turista è “terrorizzato” da cosa fare per far passare le proprie giornate di ferie, le uniche che ha a disposizione. Ed è il godimento dell’ambiente che permette un elevato consumo di tempo. Anche qui, come sempre, ciò che conta è il bilancio tra costi e benefici.

  5. A Cesare quel che è di Cesare
    8 Agosto 2010 @ 12:49

    Dobbiamo però dare atto che alla curva dei sindaci hanno fatto proprio un bel lavoro. Se verrà mantenuto così è veramente uno spettacolo.
    Il fatto è che ci dovrebbe essere un costante monitoraggio per garantire la pulizia e che non si accampino zingari o altri che lascino immondizie o altri ricordi del loro passaggio.
    In alcune parti, sempre nella nostra provincia, mettono tavolini, panchine, punti fuoco (senza la tassa De Carlo), insomma mettono a proprio agio quanti intendono fare una pausa veloce nel loro giro turistico. Pensiamo ad un camion che dovesse vendere panini con salumi e formaggi o polli arrosto (prodotti localmente) che dovesse stazionare lì nella stagione di passaggio, sicuramente avrebbe un buon introito e più di qualche persona ne beneficierebbe economicamente.
    Idee, idee e idee in alternativa agli occhiali.

  6. talaren
    8 Agosto 2010 @ 14:45

    @Danilo,
    immagino perfettamente che un’ovovia avrebbe un costo di installazione e mantenimento troppo alto, era solo un pensiero che mi era venuto riflettendo sul fatto che Lozzo è sempre stato famoso principalmente per Pian dei Buoi, e che la strada per Pian dei Buoi può essere a volte un deterrente, stretta, tortuosa, a tratti mal mantenuta, con gli orari di senso unico (comprensibilissimi, non si potrebbe farne a meno, purtroppo però molto condizionanti…).
    Anch’io che sono di Lozzo non vado quasi mai a Pian dei Buoi…
    Naturalmente ci sarebbe bisogno che venisse riaperto qualche rifugio, magari la costruzione di una pista di fondo per il periodo invernale, secondo me il nostro altipiano ha ampi margini di sfruttamento; ma io penso troppo in grande, sono solo idee probabilmente irrealizzabili.
    Certo, dici che bisogna tener conto del bilancio costi-benefici, ma prendendo in considerazione alcune opere di recente realizzazione, come detto nell’articolo di Ghino di Tacco, mi sembra che a tale rapporto venga già data poca (o nulla) importanza…
    Siamo chiusi in un circolo vizioso: grosse attrattive non vengono fatte perché mancano gli alloggi per i turisti; alloggi non vengono fatti perché mancano grosse attrattive per i turisti… e naturalmente mancano i soldi… un giorno, forse, una qualche autonomia arriverà…

  7. Danilo De Martin
    9 Agosto 2010 @ 08:17

    @talaren, l’idea dell’ovovia resta una ottima idea, le ipotesi fantasiose cui facevo riferimento sono in relazione alla possibilità di poterla realizzare. Non puoi fare una cosa del genere senza il sostegno (non solo finanziario) della Regione Veneto. E poi ci manca uno “sponsor” come è Messner per Cibiana; non parliamo poi dello sponsor politico di alto rango che in questi casi non puoi non avere, se vuoi ottenere “udienza”, figuriamoci se “vuoi fare”.
    Hai perfettamente colto nel segno quando descrivi il circolo vizioso del quale siamo prigionieri. L’ho detto, lo dico e lo dirò: se non si pone attenzione allo sviluppo della ricettività extra-alberghiera, cioè quella basata su camere in affitto, bed&breakfast e la logica dell’albergo diffuso, non si avrà neanche modo di avere ricadute economiche integrative. La sistemazione dei vani in questa direzione non richiede l’impiego di enormi capitali. Il problema è che bisogna crederci. L’amministrazione non può naturalmente sostituirsi al privato, ma potrebbe intervenire nel ruolo di regia, promuovendo un piano integrato di “recupero” edilizio orientato nella direzione indicata.

  8. Emilio
    9 Agosto 2010 @ 11:36

    Una funivia per Pian dei Buoi può anche rimanere un sogno, persona bene informata ( e sottolineo bene) mi aveva accennato che la partenza sarebbe a Cima Gogna sopra il Bar Bianco…. buon ferragosto

  9. Danilo De Martin
    9 Agosto 2010 @ 11:55

    @Emilio, se facciamo scendere in campo le corazzate (funivia) allora si che si può partire anche da Cima Gogna; da qui il tracciato è ancora più breve. Rispetto ad altri punti questo è il massimo in assoluto! Però non può essere superato che con la funivia ed inoltre richiederebbe anche un bell’investimento nei pressi del Col Vidal!

  10. funivia Cima Gogna – Pian dei Buoi: un sogno! » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    9 Agosto 2010 @ 12:25

    […] Cima Gogna – Pian dei Buoi: un sogno! Eppure l’ondata di caldo è passata da un pezzo. Ma Ghino di Tacco parla di disvalori, visioni moderne, coraggio e moderna mentalità.  Talaren si aggancia e sogna […]

  11. Oltrepiave fan
    9 Agosto 2010 @ 14:55

    Pian dei Bòs e bèlo meraviglioso così come che al stà!!!basta nòme che i fèze manutenzion ala strada che in-è n’capolavoro de alta ingenieria e che i feze algo par valorizà n’posto che e pì unico che raro!….le funivie le va fate aniò che jà belol’indotto turistico invernale,come che disèa giustamente Danilo e no a 700-800 mt de altitudine!….Emilio dilo ala persona bene e dico bene informata che son stufe de magnà vuòe de Dugo n’tòcio ala cadorina!

  12. simpatizzante_caserma_sora_crepa
    9 Agosto 2010 @ 15:47

    a suo tempo il signor de rossi stava anche risistemando la funivia già esistente!

  13. toni_dea_pierina
    10 Agosto 2010 @ 07:16

    E chi salirebbe su una funivia “anche risistemata” da De Rossi?

  14. simpatizzante_caserma_sora_crepa
    10 Agosto 2010 @ 10:37

    mica è lui personalmente che la sistema…anzi erano degli operai qualificati…