Sabato 2 gennaio 2010
(aggiornamento: riporto solo oggi, lunedì 23 gennaio, il testo seguente che per qualche motivo non è apparso sabato 21 al momento della pubblicazione dell’articolo, cosa che lo ha reso poco chiaro se non criptico. Me ne scuso coi lettori ma in anteprima c’era, poi devo averlo inavvertitamente cancellato poco prima di dare l’invio definitivo).
Sabato 21 gennaio 2012: la burrasca di neve di ieri era prevista. Già di prima mattina il Tudaio si era ingrigito fino a diventare torbido. Ed intorno alle 11 [leggi tutto ...]
Ci voleva un brevissimo video a suggellare la serie di post “Sopra la Crepa la caserma crepa“. In onore di “Singing in the rain” … e, soprattutto, in attesa di vedere il duo sindacale servente in grembiulino bianco l’intera comunità lozzese, al bivio convenuta, nell’ormai improrogabile evento “La tartina del sindaco“.
E le gorne?
Sempre nell’ipotesi che lo stabile fosse vostro e vi fosse tornato dopo 15 lunghi anni di sofferente attesa: non avreste provveduto al più presto a regimentare le acque del tetto portandole a terra? Mica con grondaie in metallo, se risultava troppo difficile. Sarebbe bastato un qualsiasi tubo rigato. Delle sei grondaie tre non esistono più e le altre sono messe male, basta guardare l’ultima foto per verificarne lo stato.
Sindaco, dì la verità, la caserma non è ancora di proprietà del comune. Dillo a [leggi tutto ...]
In Sopra la Crepa la caserma crepa /2 ho descritto l’acuto interesse che cova la giunta lozzese riguardo alla ex Caserma di Soracrepa che, giova ricordare, è un bene di tutta la comunità (lo sostiene a spada tratta anche il sindaco, quindi …). Ad un certo punto ho dovuto sottolineare, mio malgrado, la realtà delle cose: “E invece, nonostante la piena proprietà, il nostro “bene comunitario” risulta essere ancora in sostanziale stato di abbandono“.
Aggiungevo però, concludendo:
Ad eccezione della copertura: va detto infatti che il plotoncino [leggi tutto ...]
Il Bim-Gsp fa un intervento, scava in mezzo alla strada (via Brodevin) una bella buca che poi, a lavoro finito, riempie con materiale. Come tutte le ricoperture in materiale sciolto, con la pioggia e la compressione il piano di calpestio si compatta e si abbassa creando, rispetto al circostante asfalto, uno scalino di altezza non indifferente.
L’intervento estivo del Bim-Gsp quindi, dopo poco tempo, ri-diventa una vera e propria buca in mezzo alla strada. Ed è una buca profonda che costringe le auto a procedere a [leggi tutto ...]
Se voi foste un privato al quale per ben 15 anni, per una serie intricata di motivi, hanno negato l’utilizzo di un bene che considerate vostro, come vi comportereste al momento in cui, finalmente, il bene tornasse di vostra piena proprietà?
Il concetto si può applicare benissimo alla ex caserma di Soracrepa. Dopo il breve cenno ai festeggiamenti di cui ho parlato in Sopra la Crepa la caserma crepa /1, che pur avrebbero un certo valore simbolico, soprattutto se fossero allietati dalle “tartine e tortine del [leggi tutto ...]
Non si scherza con l’acqua. Chi ha gli scarichi che non funzionano perfettamente ne sa qualcosa. Vedendo la misura precauzionale messa in atto mi sono venuti alla mente due cose: Katrina e “Non si muove foglia che Dio non voglia”. E’ stato un gran bell’autunno finora, ma è giusto e doveroso prepararsi al peggio.
Fra le varie ipotesi alternative (vedi fontanella di Pianizole) alla situazione descritta in compitino per il ritorno a scuola, quella del taglio dell’autivoi del parco solare di Loreto non era stata proprio da me conteggiata, entrando di diritto nella categoria “pitosto che pitosto“.
In effetti un mio interlocutore mi disse: “se propio propio de deve, pitosto che vedeli desvoità l mar col cuciaro … se podarae feili taià l autivoi de Loreto“, aggiungendo poi “ma de sta stagion e come taià i ciavei a Bisio” (Claudio, [leggi tutto ...]
Alla domanda n. 4 del compitino per il ritorno a scuola, che recitava “fare un breve elenco di operazioni alternative che, a vostro giudizio, avrebbero potuto essere portate a termine nello stesso lasso di tempo”, hanno risposto più persone, talvolta con pretese francamente eccessive. Alcune fra queste vanno verificate. Ma posso proporre intanto il seguente intervento. Lo faccio con una certa dose di apprensione perché trattasi di intervento su ramo terminale di acquedotto: fontanella di Pianizole.
L’apprensione è alimentata da questa considerazione. Tempo fa la minoranza di [leggi tutto ...]
Ma che cacchio c’entra il ponte di Calatrava con la betoniera delle scuole elementari di Lozzo di Cadore, dirà qualcuno ? C’entra, naturalmente!
Il ponte di Calatrava scavalca il Canal Grande a Venezia, davanti a piazzale Roma. I punti in comune con la storia raccontata in questo articolo non sono il tempo impiegato a costruirlo, circa 12 anni, né il costo che è lievitato dai 2 milioni di euro del 1996 ai 4 milioni del 2002 per giungere agli 11,3 del 2008 (senza ovovia, valutata al [leggi tutto ...]
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