10 Comments

  1. Danilo De Martin
    7 agosto 2010 @ 10:54

    arrivano i piccioni …. ecco quello del Corriere della Sera clicca qui.

  2. pierin la peste
    8 agosto 2010 @ 02:07

    Il sindaco di Calalzo ha ragione!!!!!!!!Non abbiamo bisogno di “turisti per caso”questi, è meglio se restano nelle proprie abitazioni,è ora di far pagare!!!!Guardate “scoazze” che si trovano ai margini delle strade dove i vacanzieri si fermano a mangiare il panino portato da casa….vi faccio notare prima della curva dei sindaci arrivando da Domegge sulla destra ,è uno schifo!!!!Ai nostri turisti dico VERGOGNA!!!!!!!!

  3. De Carlo, il primo sindaco cadontino della storia: cadorino per alcuni, trentino per altri. » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    8 agosto 2010 @ 09:31

    […] il gabelliere di Calalzo di Cadore […]

  4. Danilo De Martin
    8 agosto 2010 @ 10:07

    @pierin la peste, ha ragione ma è una ragione che costa e che può costare parecchio anche in futuro. Quando capita di passare al tornichè delle Spesse (di solito, non so se in questo momento è così, alle Spesse non ci passo da almeno 6 mesi) si vedono le sporte di rifiuti ammassate nel e sul portarifiuti (e per fortuna che sono nel o nelle vicinanze del portarifiuti). Uno spettacolo brutto da vedere (lasciamo stare che è il comune a dover provvedere al ritiro dei rifiuti). Spettacolo brutto ma che non tiene conto di quei turisti che stanno comprando in paese una cosa qua, una lì … un’altra ancora là ecc. ecc.. Il turismo è fatto di persone e queste persone lasciano dietro a sé il pulito o l’indecenza in funzione della loro educazione. Non ti immagini neanche quanta roba porta a casa dai miei giri, raccolta nei posti più impensati, anche di vetro. Sono d’accordo sulla vergogna, ma come sempre è da riferirsi a una parte dei turisti, quelli che non hanno il buon senso di capire che ogni luogo, ogni luogo, va rispettato.

  5. Oltrepiave fan
    9 agosto 2010 @ 09:23

    bravo De Carlo.come sempre!

  6. pierin la peste
    9 agosto 2010 @ 12:45

    Danilo,ho dimenticato di sottolineare che il mio discorso era riferito solo ad una parte di turisti,ma pensavo fosse sottinteso.è ovvio che devono sentirsi chiamati in causa solo quelli che pranzano a bordo strada o nei boschi…e comunque non sono pochi.La tassa De Carlo non richiede uno sforzo economico esorbitante, non capisco dove sia il problema visto che servirebbe anche a migliorare le aree attrezzate,e dirò di più,servirà anche a far selezione.Chi non ha 10€ da spendere per una giusta causa significa che è un pidocchio e di conseguenza è meglio se resta a casa sua.

  7. Danilo De Martin
    9 agosto 2010 @ 13:54

    @pierin la peste, infatti sottolineavo anch’io che, per esempio in Austria, tra un po’ paghi anche l’aria, nonostante vi sia un livello di servizi di carattere generale che qui non abbiamo e, in parte, potremmo dare ma non lo sappiamo ancora fare. La tassa in sé è condivisibile nel principio, ma credo che dal punto di vista mediatico non sia una uscita tanto felice. Tra l’altro non è facilmente gestibile: immagina uno che ha prenotato il posto, arriva sul punto fuoco e lo trova occupato da altri che magari hanno tirato fuori armi e bagagli (che magari non sapevano della tassa ecc ecc). Allora bisogna prevedere che al momento della prenotazione qualcuno (del comune) vada a mettere un avviso sul punto fuoco. Oppure bisogna unstallare un sistema di chiusura a chiave del punto fuoco e consegnare la chiave a chi ha prenotato. Te li sei già mangiati quei 10 euro … Credimi, De Carlo è il primo a sapere che non può funzionare o, per meglio dire, che i vantaggi dell’operazione sarebbero più che modesti, creando non pochi disagi anche a chi ha deciso di pagare (2 euro a testa non sono niente). La Comuità Montana tira su un “sacco” di soldi con la “tassa sulla raccolta” dei funghi. Ma molti, molti meno di quanto non succederebbe se tutti pagassero il dovuto e se tutti non facessero poi la rapina che sappiamo. Qui si è vera rapina. Sarebbe molto meglio tallonare i funghisti: senza mandare nessuno in giro per i boschi. Basterebbe fare un presidio alle Spesse e fermare chi scende da Pian dei Buoi e Val Longiarin (per Lozzo)… gli orari li conosciamo tutti (non sono i fungaioli della domenica il problema, sono i “professionisti” della rapina …). Ma in questo caso non fai notizia, perché la tassa c’è già! Che non c’è, in questo caso, sono i controlli. Ecco perché tutti tacciono. Perché si darebbero, in buona parte, la zappa sui piedi.

  8. su Infodolomiti: noleggio barbecue a Calalzo di Cadore 10 euro. Ma allora era tutto vero … » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    8 settembre 2010 @ 11:55

    […] Quella di Sorie costa invece i famosi 10 euro introdotti dalla “TassaDeCarlo“. […]

  9. Calalzo di Cadore dice “no” alla tassa di soggiorno. Non se la può permettere! » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    19 dicembre 2011 @ 09:56

    […] la voglia di tassare, ci si può sempre accanire sui turisti “mordi e fuggi” (vedi il gabelliere di Calalzo di Cadore), quelli a cui Calalzo sta preparando, lo si legge nell’articolo, ulteriori punti fuoco per […]

  10. NuovoCadore.it » Calalzo di Cadore dice ‘no’ alla tassa di soggiorno. Non se la può permettere!
    19 dicembre 2011 @ 14:59

    […] proprio prude la voglia di tassare, ci si può sempre accanire sui turisti “mordi e fuggi” (vedi il gabelliere di Calalzo di Cadore), quelli a cui Calalzo sta preparando, lo si legge nell’articolo, ulteriori punti fuoco per […]