16 Comments

  1. frank
    4 febbraio 2013 @ 14:44

    Se, malauguratamente, dovessero passare buoi,(con quel po’ po’ di strisce) li farebbero…a fettine.

  2. frank
    4 febbraio 2013 @ 17:40

    Ho trovato questo sito che spiega dove e come si possono utilizzare le motoslitte e con quali autorizzazioni eventuali
    http://tripola.jimdo.com/motoslitte/

  3. frank
    4 febbraio 2013 @ 17:44

    @danilo
    è un sito svizzero

  4. frank
    4 febbraio 2013 @ 17:55

    http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/1992/92lr0014.html

    questa è la legge regionale di circolazione sulle strade forestali ed assimilabili

  5. Lozzese curioso
    5 febbraio 2013 @ 06:57

    @Redattore, vuoi mettere che delizia per gli appassionati di esursionismo naturale (a piedi, con le ciaspe, con gli sci) arrivare sull’altopiano e sentire profumo di olio di ricino bruciato misto a quello della benzina? vuoi mettere il paragone del silenzio quasi da panico, rotto solo, forse, dal vento a da qualche gracchio, contro il coro dei motori di quegli splendidi attrezzi meccanici?
    Mi meraviglio che i gèni del governo lozzese non abbiano ancora sponsorizzato un motoslittodromo locale che attiri centinaia di appassionati. Ti immagini che colpo, “Le Spesse, Pian dei Buoi in tutto il suo sviluppo, Val Da Rin” questo si che sarebbe sviluppo turistico. Altro che balle. E sai che richiamo, verrebbero da tutto il nord Italia e non solo, come adesso, dal Cadore e zone limitrofe.
    Non è detto che per le prossime elezioni comunali il simbolo della motoslitta con il Pupo di S. Lorenzo campeggi nella lista degli aspiranti governanti.
    Pensaci, sii avanguardista e non paleolitico.

  6. vendola
    5 febbraio 2013 @ 11:14

    Meno male che non avete messo di mezzo anche sta volta i cacciatori che l autunno passato si sono presi belle multe per aver oltrepassato il cartello di divieto della val da rin.

  7. Emilio Da Deppo
    5 febbraio 2013 @ 13:38

    Volevo segnalare che la legge finanziaria regionale del 2010 all’ art.68 ha aggiunto alla LR 14/92 l’ articolo 4 ter che al comma 2 recita : fuori dai casi di cui al comma 1 dell’ art.4 la circolazione di motoslitte è consentita solo in percorsi specifici individuati dalle Comunità Montane competenti per territorio… In pratica la legge demanda alle CM tramite i Comuni individuare l’ elenco dei percorsi ammessi alle motoslitte.

  8. frank
    5 febbraio 2013 @ 14:01

    Laddove le Comunità montane e i Comuni non abbiano individuato i percorsi ammessi, la circolazione delle motoslitte è consentito o non è consentito?
    In ultima analisi al Pian dei buoi è consentito o non è consentito?

  9. Lozzese curioso 2
    5 febbraio 2013 @ 14:42

    (possiedo una motoslitta)…..la circolazione delle motoslitte in Italia è severamente vietata,con ammenda di € 200,00 e/o sequestro del mezzo!!!!!!

  10. Mirco
    5 febbraio 2013 @ 16:03

    Opterei anche per una pista da moto cross. Ormai, sono solo gli invalidi che vanno a piedi. Questa storia mi fa venire in mente un altro buffone montanaro, certo Messner. Orbene, circa dieci o quindici anni fa affermava che le montagne erano violentate dalle seggiovie, funivie. Dopo dieci anni afferma che se ne va da Monte Rite perc hè non gli concedono di fare una ovovia che dovrebbe servire solamente al “Museo delle Nuvole”. Altro esempio? Autostrada fino a Macchietto. Per questo motivo l?italica gente mi fa schifo. Subito pronti a parlar bene della raccolta differenziata ma se dici che forse si potrebbe non produrre rifiuti, sei taggiato di qualunquismo.

  11. Amante della tranquillità
    5 febbraio 2013 @ 16:30

    Ho voluto documentarmi un attimino (Google è un portento) e cerco di fare un po’ di chiarezza sulle motoslitte.

    1°) Va distinto il luogo, strada od altro, sul quale la motoslitta debba transitare.
    2°) Tutti i veicoli, o mezzi di locomozione a motore, motoslitte comprese (art. 46 del codice della strada), per transitare sulle strade e luoghi pubblici od aperti al pubblico, devono essere coperti da assicurazione (art. 193 del codice della strada).
    3°) Tutti i veicoli a motore, per poter circolare nei luoghi sopra indicati, devono essere immatricolati (art. 93 del codice della strada) e targati (art. 100 del codice della strada).
    4°) In Italia le motoslitte private (art. 59 del codice della strada – veicoli atipici) non vengono immatricolate nè targate.
    5°) In conseguenza di quanto specificato al punto 4°) il transito delle motoslitte sui luoghi indicati al punto 3°) non è consentito.
    6°) Il transito delle motoslitte lungo le strade silvo-pastorali è disciplinato dalla L.R. n. 14 del 1992, con le integrazioni della L.R. n. 10 del 2010. In altre parole sulle strade sivo-pastorali, GLI AVENTI DIRITTO, cioè solo ed unicamente quei soggetti indicati all’art.4, comma 1° della stessa L.R., che trascrivo:

    1. Nelle strade silvo-pastorali e nelle aree assimilate di cui all’art. 2 è vietata la circolazione dei veicoli a motore, fatta eccezione per i mezzi impiegati nei lavori agricoli e forestali, di vigilanza e antincendio, di assistenza sanitaria e veterinaria, per i mezzi dei proprietari dei fondi, dei titolari di altri diritti reali, degli affittuari e dei locatari di immobili situati nel territorio servito della strada, limitatamente al tratto più breve necessario a raggiungere tali immobili, nonché per i mezzi di chi debba transitare per motivi professionali. I mezzi devono essere muniti di apposito contrassegno rilasciato dai Comuni su modello approvato con deliberazione della Giunta regionale riportante gli estremi di identificazione del veicolo.

    Al di fuori dei casi sopra indicati, e con le modalità ben precisate, o dei casi indicati all’art. 4 ter della 14-’92, che trascrivo:

    “””Art. 4 ter – Circolazione delle motoslitte.
    1. La circolazione di motoslitte nelle strade silvo-pastorali di cui all’articolo 1 è consentita unicamente nei casi contemplati al comma 1 dell’articolo 4.
    2. Fuori dai casi di cui al comma 1 dell’articolo 4, la circolazione di motoslitte è consentita solo in percorsi specifici individuati dalle comunità montane competenti per territorio.
    3. I percorsi di cui al comma 2 devono essere appositamente segnalati e provvisti di indicazioni in loco circa i limiti all’utilizzo delle motoslitte nel rispetto dell’ambiente.
    4. I possessori di motoslitte transitano nei percorsi di cui al comma 2, previa specifica autorizzazione rilasciata dal comune, sentite le rispettive Regole territoriali.”””

    LA CIRCOLAZIONE DELLE MOTOSLITTE SULLE STRADE ED AREE PUBBLICHE NON E’ CONSENTITA. LA PENALITA’ E’ PREVISTA DALL’ART. 93, COMMA 7°, che trascrivo

    Chiunque circola con un veicolo per il quale non sia stata rilasciata la carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 398 a euro 1.596. Alla medesima sanzione è sottoposto separatamente il proprietario del veicolo o l’usufruttuario o il locatario con facoltà di acquisto o l’acquirente con patto di riservato dominio. DALLA VIOLAZIONE CONSEGUE LA SANZIONE AMMINISTRATIVA ACCESSORIA DELLA CONFISCA DEL VEICOLO, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

    Chiunque venga sorpreso a circolare sulle strade silvo-pastorali ed aree assimilate, senza il permesso previsto dalla L.R. 14/1992, soggiace ad una sanzione amministrativa da un minimo di € 100,00 ad un massimo di € 1000,00. (art. 7 L.R.14/1992)

    >>>>>>>>>>> morale della favola, qualcuno sta abusando di uno spazio e di una libertà che non gli è dovuta a scapito di altri che vorrebbero poter fruire della natura nella sua integrità.

  12. Costalta
    6 febbraio 2013 @ 13:49

    Ma scusate, da voi non esiste la forestale?

  13. Danilo De Martin
    6 febbraio 2013 @ 14:03

    @Costalta,
    come no, esiste. Ogni tanto. Esiste anche la Polizia Locale. Esiste anche un sindaco. Gli ingredienti ci sarebbero tutti. E’ che poi se li metti insieme è come per la maionese, “impazziscono”. E poi, che cosa dovrebbe e potrebbe fare la forestale?

  14. Danilo De Martin
    6 febbraio 2013 @ 14:06

    @Amante della tranquillità,
    grazie per la puntuale disamina sulla normativa vigente. Senza dati, infatti, non si va da nessuna parte. Grazie anche ai contributi di @frank e Emilio che @amante ha integrato nella sua esposizione.

  15. Si ai motori
    25 febbraio 2013 @ 00:24

    “Credo anch’io che sia giusto proibire e demonizzare tutti coloro i quali vogliano approcciare alla montagna con metodi motorizzati.. Scusatemi ma perché dovremmo favorire quelli che vogliono spendere nell’acquisto di mezzi? Darebbero anche loro un contributo all’economia, questi farabutti!..
    No no per l’amor del cielo, chiudiamogli le strade e proibiamo che possano salire in motoslitta! Potrebbero addirittura passare per i rifugi per rifocillarsi e lasciare anche i dei soldi!!!.. Lasciamo invece tutto l’altipiano libero agli scialpinisti, loro che partono da casa col panino e non si sognano nemmeno di passare a disturbare al rifugio…

    Altra cosa, come sarebbe il simbolo di FDL? Una pugnetta come??????????? Il bloz non si smentisce mai, criticare dopo e mai agire prima, ecco il suo motto!

  16. Danilo De Martin
    25 febbraio 2013 @ 09:30

    @si ai motori,
    1- nessuno nega pregiudizialmente l’utilizzo delle motoslitte e dei motori in generale; ciò che serve è una regolamentazione che può prevedere anche il loro divieto (trascuro quello che dispone ora, in questo momento, la normativa, che già sarebbe dirimente se solo si volessero mettere in atto le disposizioni previste);

    2-per Pian dei Buoi, come per qualsiasi altro luogo, la domanda da porsi è “quale tipo di futuro – in termini di fruibilità turistica – vogliamo dare a questo posto?”; il diavolo e l’acqua santa non stanno bene insieme: si può coniugare un turismo dei motori con un turismo della natura e della tranquillità? In un posto così piccolo credo proprio di no e quindi devi scegliere: o il diavolo o l’acqua santa. Il “mercato” fa poi il resto, inesorabilmente: se si sceglie la strada dei motori quella è la fetta di turismo che ti puoi aspettare, perché tutti gli altri se ne staranno alla larga;

    3-la storiella “strappalacrime” che racconti riguardo ai “lasciti” economici di chi, motorizzato, contribuirebbe alla salvezza economica dei “rifugi” (rifugi?? forse ormai osterie!!) non incanta più nessuno; sono altri i criteri che devono fare da guida per la scelta del tipo di turismo da incentivare;

    4-FDL: il mio è un giudizio sulla grafica del simbolo, su ciò che graficamente può rappresentare, su ciò che evoca (non è quindi un giudizio sul valore “bello” o “brutto”). E, SI, certamente SI, sembra una pugnetta (cioè rende bene l’idea di quel rapporto conflittuale che accompagna il maschio tutta la vita). Del resto, come disse qualcuno, se a dio non fosse veramente piaciuta la cosa, ci avrebbe fatto le braccia molto più corte.