il PD bellunese voleva la Provincia elettiva (la vuole ancora?)

A onor del vero, oltre ai tre brufoli piddini ricordati ieri, va detto che all’assemplea del 2 dicembre scorso il PD provinciale guidato dalla segretaria Erika Dal Farra  ha chiarito che la Provincia di Belluno non può che essere un organo elettivo:

[…] Un’assemblea che ha visto l’approvazione all’unanimità, di un appello, indirizzato al futuro segretario nazionale del partito democratico, in cui si chiede l’impegno nel garantire e mantenere in costituzione le province interamente montane e confinanti con stati esteri, come Belluno.

Una presa di posizione, quella di ieri sera, che vede esprimersi in modo unitario il partito democratico bellunese rispetto ad un tema di estrema importanza per il nostro territorio.

È l’inizio di una battaglia politica per il partito democratico provinciale che partirà proprio l’8 dicembre, all’interno dei circoli, con la sottoscrizione del documento da parte di tutti gli elettori che si recheranno al seggio per esprimere la loro preferenza per il segretario nazionale.

Si tratta di un appello, niente di categorico, niente più di un ordine del giorno che però, rispetto alla fumera cui il PD ci aveva abituati è una presa di posizione chiara. E’ fin troppo evidente che la richiesta di mantenere l’elettività dell’organo provinciale in virtù del solo fatto che confina con paese estero ed è interamente montano non ha alcuna possibilità di essere preso seriamente in considerazione  (nell’italico stivale salterebbero fuori Province con specificità improbabili, come l’essere interamente “pianeggianti”, bagnate dal mare, bagnate dal lago ecc. ecc. che reclamerebbero il medesimo trattamento).

[…] CHIEDONO AL SEGRETARIO NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO

di assumere l’impegno a garantire che le province interamente montane e confinanti con stati esteri, come quella di Belluno, siano mantenute in Costituzione, quali enti elettivi di primo grado, rafforzate nelle loro competenze e dotate di ampia autonomia politica, amministrativa e finanziaria.

Sarà interessante osservare cosa farà questo PD bellunese quando venerdì prossimo il ministro Delrio confermerà la decisione del governo di passare le Province in modalità “di secondo grado” (mettendole in mano ai sindaci già pieni di problemi) in attesa di cancellarle definitivamente con legge costituzionale. Sarà una leccatina d’ordinanza al membro del governo (la licenziosa scenetta testé evocata è assolutamente fortuita) o qualcuno salirà sulle barricate?

 

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