3 Comments

  1. in provincia di Belluno una presenza turistica su quattro va attribuita a Cortina d’Ampezzo » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    17 maggio 2013 @ 08:28

    […] la sola Val Pusteria ha più del doppio delle presenze turistiche dell’intera provincia di Bel… […]

  2. MDF
    21 maggio 2013 @ 21:25

    la sensazione è che in pusteria ogni paesetto fa le sue belle presenze, niente di eclatante ma tutti fanno la loro parte. qui da noi cortina in particolare ma anche auronzo fanno la parte del leone e a tutti gli altri toccano le briciole. bisognerebbe che ogni paese coltivasse una propria vocazione al turismo … ma sono cose che si dicono da tanti anni.

  3. Danilo De Martin
    22 maggio 2013 @ 07:09

    @MDF,
    è fuor di dubbio che ogni paese dovrebbe maggiormente coltivare la propria vocazione ma, per prima, la vocazione andrebbe “scoperta” o per meglio dire “riscoperta”. Il problema è “keynesiano” nel senso che il bivio a cui ci si trova è il classico dilemma tra domanda e offerta: è la domanda di turismo o la sua offerta che lanciano un territorio? Ma qui il discorso diventerebbe lungo … lascio stare. Attenzione invece a quando si commenta superficialmente: quando scrivi “niente di eclatante” dovresti avere bene in mente che Dobbiaco fa 500.000 presenze (ed ha 3300 abitanti) e Sesto arriva a 600.000 presenze (con 2000 abitanti). E’ vero che Cortina ne fa 1.175.000 ma …. Dobbiaco + Sesto = Cortina, ci siamo capiti??? Auronzo fa 290.000 presenze (con 3600 abitanti). Vuoi una risposta alla buona? Te la do: immagina di avere la bacchetta magica e di poter spostare la gente cadorina in Pusteria e viceversa. Fatto? Ora, è indubbio che i sudtirolesi abbiano una più profonda vocazione turistica rispetto a quella che ha la nostra gente, ma se non hai risorse economiche da gestire farsi breccia in questo mondo non è facile. Però i sudtirolesi non si siederebbero su una sedia con la scusante che “non ci sono soldi”. Noi invece, basta guardare all’esempio del referendum di Pieve (non ben gestito in termini di comunicazione fin che si vuole), della mancanza di autonomia (e quindi di soldi) ci siamo fatti una bella scusa per piangere. Il riscatto della nostra gente attraverso un’adesione comune e massiccia all’ideale autonomista, da intendersi come possibilità di salvezza e non salvezza certa, non avverrà neanche quando la povertà, quella vera, inizierà a farsi vedere per le strade (c’è già, non ancora devastante, ma viene tenuta “davoi la porta”). A questi cafoni, ai cadorioti, non riuscirai mai a spiegarglielo, neanche quando avranno il barbone! Passo e chiudo.