8 Comments

  1. Sloz
    15 Marzo 2011 @ 14:08

    Si dice in giro che l’assessore alla cultura (non è un errore di battitura), dopo avere ricevuto il niet dalla biblioteca, abbia domandato alla proloco di attivarsi per dare questo servizio, subito si sono dati da fare per trovare i tutor etc.
    L’unico problema era che il bando scadeva due giorni dopo!!
    Anche l’ insalata ha bisogno di almeno 15 gg. per crescere!!!

  2. Attilio Bianchi
    15 Marzo 2011 @ 14:54

    SE FOSSE VERO QUELLO CHE AFFERMA Sloz E’ UN PECCATO CHE NON ABBIA CHIESTO ALL’ A.C.S. CATUBRIUM, AVREMMO RISOLTO IL PROBLEMA IN 1/2 ORA. PECCATO DAVVERO E DIRE CHE VENIVA ALLESTITO ALL’ INTERNO DELLE SCUOLE MEDIE, MA ESSENDO NOI FIGLI DI UN DIO MINORE NON SIAMO NEMMENO STATI CONSIDERATI. COSI IL PAESE DIFFICILMENTE SI EVOLVE. ANCHE PER LE PICCOLE COSE.

  3. Danilo De Martin
    18 Marzo 2011 @ 09:59

    La certezza di quanto affermato da @Sloz non può essere dimostrata che dagli interessati. Credo comunque possa essere verosimile, vista l’esperienza del progetto pilota sull’accoglienza extra-alberghiera in cui, vi ricorderete, i termini della domanda scadevano l’11 agosto 2009 e il nostro sindaco fece l’assemblea 3 giorni prima, l’8 (qui il dettaglio di tutta la storia). Tenuto conto che il provvedimento regionale era uscito il 12 maggio si capisce che il nostro non era-è dedito all’abbiocco solo per la raccolta differenziata ma anche per le problematiche relative al turismo. Ed ora per quelle relative alla informazione-cultura.

    Premetto che essendo un progetto FESR (Fondo europeo sviluppo regionale) è ovvio che non può passare inosservato in qualsiasi comune. L’avviso pubblico era del 9 marzo 2010, i moduli per presentare la domanda erano disponibili dal 15 aprile con il termine per la presentazione stabilito per il 16 luglio 2011. Se dea a ora a fei na vedela, no solo la salata.

    Molto dipende dallo spirito con cui si affronta l’argomento: “Ero si che no a vé laoro par me …?” non qualificherebbe uno spirito molto edificante, tanto per capirci.

    Come mai, mi chiedo, con tutte le associazioni “che sono la forza di questo paese” non si è riusciti ad organizzare una cosetta simpatica, utile, finanziata dalla Regione al 100%. Che l’ALPE sia stata interpellata? Chissà, magari tra un foxtrot ed un valzer riuscivano a gestirti anche un punto pubblico di accesso alla banda larga.

  4. Lozzo di Cadore: ‘trovare i soldi necessari per questi interventi non è stato facile’ » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    24 Marzo 2011 @ 08:44

    […] ragione. Non fosse che per l’opportunità, da lei lasciatasi sfuggire, di realizzare un punto pubblico di accesso alla banda larga, con gli annessi 7000-9000 € che sarebbero venuti in dote dalla Regione Veneto (vedi articolo su […]

  5. Lozzo di Cadore: ‘trovare i soldi necessari per questi interventi non è stato facile’ – 4 » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    31 Marzo 2011 @ 12:03

    […] prossimo bolcom, perché non scrivere due righe su “Non è stato facile perdere i 9.000 € per la realizzazione del Punto pubblico di accesso alla Banda Larga” ? Condividi, segnala o […]

  6. a Lozzo di Cadore la minoranza propone una mozione-guttalax sulla tutela delle minoranze linguistiche che fa correre sindaco e giunta a gambe levate » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    1 Maggio 2011 @ 12:17

    […] non approfittarne sarebbe stato poco, ma molto poco onorevole. Come del resto è successo per i punti di accesso alla banda larga di cui vi ho già dato […]

  7. Lozzo di Cadore: nessun punto di accesso alla banda larga (quasi epilogo) » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    26 Luglio 2011 @ 11:01

    […] storia l’ho raccontata nell’articolo Lozzo di Cadore: nessun punto di accesso alla banda larga. Si trattava di poter accedere ad un finanziamento della Regione Veneto  fra i 7.000 ed i 9.000 […]

  8. la pita ha fatto l’ovo: a Lozzo di Cadore cade l’ultima barriera del digital divide » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    3 Giugno 2013 @ 11:09

    […] La storiella del punto pubblico di accesso alla rete l’ho affrontata, con una certa dose di apprensione, nell’ormai lontanissimo 15 marzo del 2011. A quel tempo, mentre comuni come (solo per citarne alcuni dei più vicini) Calalzo, Borca, Pieve, Sappada, Valle, Vigo e Vodo aderivano al progetto P3@ denominato “Creazione di punti di accesso pubblici” interamente finanziato dalla Regione, quello di Lozzo di Cadore dormiva beatamente (tutti i dettagli in Lozzo di Cadore: nessun Punto Pubblico di Accesso alla Banda Larga). […]