9 Comments

  1. Tamarindo
    7 marzo 2011 @ 14:38

    Bravo Danilo. Con questo articolo hai dimostrato, una volta di più, di saper e voler essere propositivo e collaborativo (nonostante i vituperi biascicati a denti stretti da Lorsignori). Il Sindaco dovrebbe prendere lo spunto dai tuoi suggerimenti per migliorare la vita dei cittadini anche sotto il profilo della Cultura. Le idee, se sono positive, vanno sempre accolte, anche se giungono da persone che non sono in perfetta sintonia con chi è deputato a prendere decisioni che riguardano il contesto in cui queste stesse idee possono essere ‘allocate’. Sarebbe l’occasione buona per il primo cittadino pro-tempore di dimostrare non solo di essere di esempio anche al di fuori del suo Comune (vedi intervista a radio Cortina) ma di saper attingere con modestia anche ai suggerimenti provenienti dalla attività dei colleghi (vedi sindaco di Calalzo) e, soprattutto, far tesoro dei suggerimenti provenienti dai suoi stessi amministrati (come è nel tuo caso qui rappresentato).
    Saremo ascoltati? Sulla base dell’esperienza, qualche dubbio è d’uopo…

  2. Danilo De Martin
    7 marzo 2011 @ 23:04

    @preciso,
    ti ringrazio per l’acquisto a nome dell’editore e mi farebbe piacere sapere se il libro soddisfa le tue aspettative. Non c’è nessun motivo per cui io, semplicissimo co-autore (il libro è stato scritto insieme a Giovanni De Diana, come avrai avuto modo di vedere), debba indicare quale è stato l’ammontare del finanziamento. Non lo so, davvero. Devi chiederlo all’editore che è l’Union Ladina del Cadore de Medo (info@unionladina.it). Non mi sembra, peraltro, che la Comunità Montana Centro Cadore, che è stato l’editore del mio Sentieri nelle Dolomiti del Centro Cadore lo abbia a suo tempo precisato (essendo esso stato finanziato anche dalla Regione Veneto).

    La copia (due) alla biblioteca (di Lozzo) è già stata donata, come tu ben hai supposto, così come a quella di Calalzo, mentre per la Storica di Vigo … passerò uno di questi giorni; per quanto riguarda la scuola media, quella elementare ed il comune non ne so niente: posso solo dirti che non mi sembra che questa sia mai stata una consuetudine (ma posso sbagliarmi, anche qui chiedere all’ULCM). Credo però che se gli enti ci tengono e si fanno avanti, con richiesta scritta, non credo che l’Union Ladina abbia niente in contrario. Quello che è stato detto finora chiarisce anche l’aspetto “atto di debolezza”. Ti segnalo che a questo indirizzo puoi prendere visione di buona parte della mia produzione libraria, ora disponibile liberamente al pubblico tramite il servizio Google Libri (Tabias non è ancora disponibile ma è questione di giorni). Spero di essere stato esaustivo. Caso mai sai dove trovarmi.

  3. preciso
    7 marzo 2011 @ 22:10

    Ho comprato il tuo libro “tabiàs”, ho subito notato che nell’ultima pagina,doverosamente, è scritto che stato finanziato con denaro pubblico
    usufruendo della legge regionale n.73 del 1994.
    Conoscendo la tua pignoleria quando si tratta di soldi pubblici, sono sicuro, che leggendo il libro, troverò l’ammontare del contributo ricevuto.
    Sono anche certo che è sicuramente già stata donata una copia alla biblioteca, alla scuola media, ed alla scuola elementare, al comune meglio di no, lo scambierebbero come un atto di debolezza.

  4. Danilo De Martin
    9 marzo 2011 @ 13:17

    @zitello,
    oh perbacco. Ebbene sì, sono un agente della CIA e Tabias l’ho scritto per destabilizzare gli equilibri politici in atto nel comune.
    Non riesco a capire se l’insinuazione sia più di @preciso, come tu sembri suggerire, o tua. Ma a questo punto ha poca importanza. Il contributo copre i soli costi di stampa che l’editore ha affrontato. Io e Giovanni De Diana (autori) non solo non abbiamo percepito il becco di un quattrino, ma non ci passa neanche per l’anticamera del cervello la possibilità di chiedere soldi. Io, poi, ho fotocomposto il libro (quota non irrilevante visto che può avvicinarsi a metà – se non superare – del costo di produzione di un libro) donando il mio tempo e le mie competenze, permettendo così un drastico abbattimento dei costi (invece di fare un libro ne fai due). Non è stata la prima fotocomposizione che ho realizzato a scopo volontaristico: è stato così anche per il Dizionario della Gente di Lozzo, Proverbi e mode de dì de Loze, Femenes.

  5. zitello
    9 marzo 2011 @ 12:41

    Caro Danilo non è che forse “preciso” intenda insinuare che tu avresti percepito (magari come compenso) quei soldi pubblici? In fondo tu non hai chiarito questa cosa. Preciso (voce del verbo precisare) che non vedrei niente di male. Saluti.

  6. Che Lozzo di Cadore possa prendere esempio dalla gestione del personale di Domegge? » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    11 marzo 2011 @ 08:38

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  7. Lozzo di Cadore: nessun Punto Pubblico di Accesso alla Banda Larga » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    15 marzo 2011 @ 08:14

    […] Considerazione: del Centro Cadore sono presenti i comuni di Lorenzago, Vigo, Calalzo, Pieve e Valle di Cadore, oltre a  Sappada, Vodo e Borca di Cadore (per Calalzo ne ho già parlato in Che Lozzo di Cadore possa prendere esempio dalla biblioteca di Calalzo?) […]

  8. Lozzo di Cadore: ‘trovare i soldi necessari per questi interventi non è stato facile’ » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    24 marzo 2011 @ 09:01

    […] Ma se lo dice l’assessore all’urbanistica, oltre che alla cultura, le crediamo a maggior ragione. Non fosse che per l’opportunità, da lei lasciatasi sfuggire, di realizzare un punto pubblico di accesso alla banda larga, con gli annessi 7000-9000 € che sarebbero venuti in dote dalla Regione Veneto (vedi articolo su biblioteca Calalzo). […]

  9. i patetikos (a Lozzo di Cadore) » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    30 maggio 2011 @ 09:55

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