Napo ed i ministeri di Monza

Napo capo, il monitatore, colui che monita, dategli una scolaresca in visita. In quanto capo dello Stato non ci fa ridere quando lancia le sue filippiche tricolori, si può capire. L’abbiamo compatito anche quando è venuto ad Auronzo e ci ha regalato il minestrone sulle Dolomiti-Unesco, altro non poteva dire, Napo. L’abbiamo compatito anche quando, l’ex comunista, ha voluto a tutti i costi bombardare la Libia.

Ma questa ultima uscita della lettera “preoccupata” al Presidente del Consiglio sui “ministeri di Monza”, da leggere quanto è ridicola, ci ha dato la misura finale della sua altezza.

Cosa penso personalmente della vicenda l’ho già detto: ora però, le targhette che servivano a far credere che la Lega ce l’avesse ancora duro (magari), sono diventate, grazie al Nappy, un caso nazionale. Ora l’Umberto tuonerà “giù le mani dai nostri ministeri, restano dove li abbiamo messi”, e così il brambilla fremerà nuovamente d’orgoglio.

Ci bastava la “pagliacciata leghista”, quella “del Colle” ce la potevamo risparmiare. Nappy, Nappy, con tutti i problemi che abbiamo … si faccia una briscola che è meglio per tutti.

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