proposta di legge per non morire in montagna

Sulle morti in montagna nel generale esercizio di attività escursionistiche è stato scritto, in questo ultimo periodo, un fiume di parole. Molte altre verranno scritte nei prossimi giorni. La maggior parte è spazzatura: notizie riprese a vario titolo che rimbalzano sui media al solo scopo di … dare la notizia già data da altri.  Chi ha un lettore di news che cerca per parole chiave come “sentiero” sa di cosa parlo.

A questo fiume di parole per dare la notizia si accoda poi il fiume di parole, molto più vasto, per commentare la medesima. Ecco allora che nascono i decaloghi (perché 10 regole ?? mi chiedo, magari ne bastano 7, o forse ne sono necessarie 12 …). Banalità elevate all’ennesima potenza.

Poi però arriva Fistarol, che la spara più grossa di tutti (da Bellunopress):

Visto il diffondersi degli incidenti mortali in montagna, anche su percorsi apparentemente agevoli, è opportuno istituire una commissione di esperti che valuti una serie di regole minime da tradurre in legge”. [...]

“I pericoli - ha dichiarato l’ex sindaco di Belluno che le Dolomiti le frequenta spesso, soprattutto in estate – non potranno mai essere ridotti a zero, ma si possono prevenire. Vista ormai la frequentazione di massa di sentieri e ferrate quello che serve per andare in montagna sono poche regole di base che, però, devono essere applicate come dotarsi di un minimo di equipaggiamento soprattutto per i percorsi più esposti e una segnalazione migliore di quella esistente”.  ”La montagna deve essere conosciuta e rispettata. Per questo potrebbe essere utile realizzare una campagna di informazione anche sui media nazionali. In televisione vediamo tanta pubblicità inutile. Uno spot sociale a questo fine potrebbe servire. Ma senza fare allarmismi ingiustificati. Andare in montagna è un’esperienza straordinaria – ha concluso l’ex sindaco di Belluno – che va propagandata”.

E allora, sento il bisogno di dire la mia. La prima cosa: spero che il virgolettato attribuito a Fistarol sia una battuta dovuta ad un colpo di sole (violento). Nessun problema, per me, anche se fosse dovuta a qualche bicchiere di asperula sorseggiato in qualche rifugio dolomitico, alla sera, insieme agli amici. Basta chiarire. Il senatore, in fondo, è sempre stato uomo serio.

Se il delirio dovesse invece perdurare, mi sento di dare qualche indicazione:

  • nella commissione di esperti avrà di sicuro previsto la presenza di persone del CAI, del Soccorso Alpino  e delle Guide Alpine; non li metta in imbarazzo, potremmo anche correre il serio rischio che accettino di partecipare alla consulta;
  • sembra che lei preveda di migliorare la segnaletica esistente: tenga conto che potrebbe essere utile un segnale del tipo “attenzione: stambecchi allo stato brado lungo il sentiero, possibile caduta di pietre” ;
  • ogni legge italiana prevede una sanzione, anche questa non sarà da meno: consiglio di introdurre la figura del guardia-sentieri o guardia-escursionisti, pronta a multare la gente che infrangerà il “decalogo”. Ovviamente queste figure dovranno essere “formate”. Anche per questa volta la lobby dei “formisti” è stata garantita. Un corso di formazione non si nega mai a nessuno;
  • ………………………

Nonno Tino, senza scomodare grandi filosofi, soleva dire: “Co te nase, te se belo morto; gnante de chel momento contentete de fei manco sbalie che te po“.

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