Province: nulla si crea, nulla si distrugge (tutto si trasforma)

Dico, non è che ci vuole tanto sale in zucca per capirlo, ma a beneficio di quelli che non hanno tanto tempo per informarsi o che vivono di striscio certi problemi, vale la pena chiarire che il provvedimento Delrio di cui tanto si vanta Renzi è una vaccata (lo fa intendere, con altre parole, D’Attorre del Pd). Fassina poi  – che rispetto alla franchezza di D’Attorre innesta il politichese – docilmente conferma che il provvedimento doveva passare per forza: “sebbene è un provvedimento che ha una portata limitata, non approvarlo vorrebbe dare un segnale negativo che si torna indietro”. A parte l’italiano approssimativo, viene confermato che tutto l’ambaradan è stato confezionato per avere un capro espiatorio da presentare al popolino. Alla faccia delle “tradizioni democratiche”.

Fermo restando che per noi le province devono restare e tornare al voto oltre ad essere potenziate nelle funzioni e nelle risorse mentre quelle montane devono potersi gestire in completa autonomia.

 

2 commenti per Province: nulla si crea, nulla si distrugge (tutto si trasforma)

  • Paga Pantalone

    C’era una volta un ente, che aveva alcune funzioni. Grazie all’allora Ministro Bassanini, le stesse furono spalmate in settori e, ad ogni settore, fu messo un amico e/o dirigente, naturalmente ben remunerato. Il tempo passa e gli amici crescono, cosicché, si crearono i servizi (sarebbero ….i sotto settori) e così ci furono le Posizioni Organizzative. Successivamente si crearono le Alte Professionalità. Dopodiché si tolsero i politici. Gli amici comunque restarono perché la cerchia è molto ampia. E gli amici sono amici di tutti. Questo a sommi capi è il motivo per cui non serve a nulla togliere le Province, perché il costo politico è quello più ….. irrisorio. Contrario si alla abolizione della provincia ma favorevole ad una ristrutturazione seria dove non ci siano, per ogni settore, 10 generali e 2 soldati. (Per i compensi dei Dirigenti, PO, AP, andate a vedervele e ricordate …. non guardate gli stipendi ma ….. gli emolumenti accessori).

  • e un altro. questo di Antonino Saitta (presidente UPI e TO):
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=9bcEX-ZRFXw