Referendum per Belluno Autonoma: iniziano i concerti (giornalistici) per solo trombone

Riguardo al voto favorevole espresso l’11 gennaio scorso dal Consiglio provinciale di Belluno per l’indizione del referendum per Belluno Autonoma, ho letto sul quotidiano la Stampa l’articolo di Ferdinando Camon “Senza Belluno non è più il vero Veneto”.

Di sciocchezze (eufemisticamente) ne ha scritte tante, ve ne cito solo alcune:

«Perché dire Trentino è un po’ come dire Alto Adige, e l’Alto Adige non è italiano».

Sorvolo sulla storiella del cassonetto e della bolzanina che dice «Non usarlo tu, quello è mio» perché non ho tempo da perdere.

«Se dall’Alto Adige passi in Austria, vedi subito un crollo di ricchezza. Non è ricco il loro Tirolo, è ricco il nostro Sud-Tirolo». Il PIL del 2008 in € per Bolzano 34.366, per il Tirolo 30.952 , ma con un export tirolese di 13.166 contro 5.893 di Bolzano. C’è quindi un divario di circa il 10% ma che certamente non può determinare quel “crollo della ricchezza” che invece Camon sembra certificare, neanche fosse un misuratore del PIL in diretta (vedi tabelle “Attività delle forze lavoro, occupati per settore, unità locali, PIL ed export procapite” su Belluno Autonoma).

«Ma se dall’Alto Adige scendi a Cortina, hai la stessa impressione: corre meno denaro, i prezzi son più alti, le attrezzature più povere» (una 1/2 verità camuffata). Il PIL del 2008 in € per Belluno è di 30.279 con export per 11.264, appena appena al di sotto di quello del Trentino che raggiunge i 31.093. Al momento di produrre ricchezza Belluno non si discosta molto da Bolzano e Trento. E’ che poi lo Stato italiano se la porta via, questa ricchezza, senza lasciare che sia utilizzata sul territorio (come invece possono fare TN e BZ).

Ma la sciocchezza più grande è questa: «La Provincia autonoma ha un “servizio fiori”, che rifornisce di fiori alberghi e case. Ma può farlo perché riceve dallo Stato assai più di quel che dà allo Stato: il rapporto vien calcolato al 120 per cento».

A parte il patetico ricorso all’esempio della “piccola fioraia”, è ora di finirla di credere (e ripetere ad uso e consumo degli ignari lettori) che le province autonome di Trento e Bolzano ricevano più di quanto diano allo Stato in ragione del 120%, perché non risponde a verità (ricevono qualcosina in più, è vero, ma il residuo fiscale cumulativo, calcolato nell’arco di una decina d’anni, è sostanzialmente pari a zero). Quello che è vero, e lo ho già detto quindi mi ripeto, è che ricevono più di quanto riceva la nostra provincia di Belluno (come buona parte delle province del nord Italia) in virtù dei meccanismi dei trasferimenti Stato-Regioni che incidono pesantemente sul residuo fiscale.

Che cos’è il residuo fiscale? Per residuo fiscale si intende la differenza tra quanto una regione (o provincia) riceve sotto forma di spesa pubblica e quanto paga di tasse. Una Regione che ha un residuo fiscale negativo versa quindi più tasse di quanto riceva poi in spesa pubblica.

La situazione italiana relativa al residuo fiscale regione per regione? Appuntamento ad un prossimo articolo. Appena mi passa il mal di pancia di origine “camonasca”.

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