turismo: se Calalzo di Cadore piange, Cortina d'Ampezzo non ride

Nel viaggetto che faremo tra i dati di accoglienza turistica del bel Cadore, il primo post lo ho centrato su quella meraviglia di paese che è Lozzo di Cadore, mio luogo (quasi) natìo, che possiamo considerare alla stregua di una Cenerentola (pietosamente, i dati per Lozzo vanno considerati come sottostimati). Ieri ho descritto Calalzo di Cadore, che insieme a Pieve è da considerarsi una principessa, poi verrà il momento della regina Auronzo (appellativi che hanno valore per il Centro Cadore). Ma oggi descriviamo l’Imperatrice, Cortina d’Ampezzo.

Il fascino ce l’ha ancora, indubbiamente, ma il viso è rigato da numerose rughe. Sarà il caso, se non si può fare qualche intervento di chirurgia estetica (mondiali di sci), di ricorrere almeno a qualche crema di bellezza. Gli arrivi non mancano e per le presenze Cortina ha riguadagnato le posizioni del 2007. Per quest’anno il trend si può definire all’insegna della stabilità, almeno fino alla fine di agosto, momento nel quale l’Imperatrice si è trovata di fronte ad un lieve calo della presenze, meno 6460 rispetto al 2010, pari ad un calo dello 0,61 %. Ma c’è ancora dicembre che potrebbe pareggiare i conti. E torniamo al titolo: se Calalzo di Cadore piange, Cortina d’Ampezzo non ride.

 

Fonte dati: Regione Veneto

 

1 commento per turismo: se Calalzo di Cadore piange, Cortina d’Ampezzo non ride