6 Comments

  1. Attilio Bianchi
    15 Febbraio 2011 @ 01:34

    Caro Danilo,
    trovo questo pezzo esaustivo ed ogni commento sarebbe superfluo. Mi ha fatto tenerezza vedere quella bella foto e pensare che oggigiorno invece dell’ abbaco i ragazzi portano a scuola il telefonino. Per questa nuova moda infatti, e sottolineo giustamente, sono state prese delle misure disciplinari. Non sono ammessi telefonini in classe…. E QUI MI VERREBBE DA DIRE…. SOPRATTUTTO A CHI DOVREBBE DARE L’ ESEMPIO. Ciao e viva la M.C.C. unita ed Autonoma.

  2. Danilo De Martin
    15 Febbraio 2011 @ 07:40

    @Attilio,
    il telefono è ormai una estensione del corpo umano. Sembra che sia un dovere portarlo in ogni dove ed in ogni momento. A chi ha le sorti del mondo in mano è permesso usare il telefono in qualsiasi circostanza. Berlusconi, per esempio, lo usa “tra” ma anche durante le sveltine che lo mantengono così vitale. Vorresti non concedere l’uso del telefonino alle persone cui abbiamo affidato il compito di scolpire l’integrità morale delle nuove generazioni che crescono? Gli insegnanti, da taluni definiti anche “professori” (conferisce loro una importanza che in realtà non hanno, non più di altre professioni), hanno necessità che un uomo normale non ha, e che spesso soddisfano con l’uso del telefono. Se poi l’insegnante è anche sindaco, capisci che la cosa assume un contorno mistico. E’ a loro che affidiamo il futuro di questi nostri paesi. Ed è da loro che DOBBIAMO PRENDERE ESEMPIO!

  3. Attilio Bianchi
    15 Febbraio 2011 @ 14:33

    Ci sono telefonate più importanti dell’ insegnamento ai ragazzi ? Proprio in quelle due o tre ore settimanali? Mah !!! Dev’essere per quello che Durnwalder “fa” per i suoi cittadini austriaci, non gli funziona bene il cellulare. Noi invece ..parole..parole…parole. Ciao vecio.

  4. Attilio Bianchi
    19 Febbraio 2011 @ 02:34

    Scusa Danilo ma come direbbe GianMario Misianze, amico di quotidiane ed iperboliche dissertazioni spazio-temporali …….”ei fato ‘n sugno sacrilego”…..ero ‘nte Ciesa, ma no era la tenda d’ Israele, era ‘n’autra Ciesa. Davoi aveo ‘l coro, l’ era lasù auto ke koi ciantea someèa ke le voze vegnise do pai mure. Al prèe era la, ‘n medo a l’ altar ko l Ostia ‘nte man. Sonea i campaniei d’ altar, ma no era al solito rumor che fa i campaniei d’ altar; a ‘n zerto punto ciò, al prèe poia do l’ Ostia sul altar, al se mete la man ‘nte scarsèla disendo :” Scuseme zinche menute ke e ruada ‘na telefonada dall’ auto”….. e la me son desedòu.Ma secondo te la vita e ‘n sugno o i sugne ne ida a vive meo? Mah !

  5. le risposte dell’amministrazione di Lozzo di Cadore: irregolarità nel ciclo o meno-pausa? » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    11 Aprile 2011 @ 07:39

    […] queste regole. Evidentemente non sa contare: ecco perché per San Valentino gli ho regalato un pallottoliere. La mite minoranza consigliare di Per la Gente di Lozzo aveva già dato una tiratina di orecchie al […]

  6. sindaco di Lozzo di Cadore e interrogazione su biblioteca: cucù, sciaaaa! » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    28 Luglio 2011 @ 09:34

    […] un utile regalo al sindaco di Lozzo di Cadore […]