2 Comments

  1. L'Economa Domestica
    19 Febbraio 2017 @ 11:08

    Io l’articolo l’ho letto ed approfondito: la situazione è molto interessante. Non solo si capisce che i contributi a pioggia, se non ben gestiti, sono inutili se non dannosi, ma anche che le banche trentine (popolari e di credito cooperativo) sono con le pezze più o meno come le consorelle venete.
    Aggiungiamo che una notizia di ieri data dal Tg di Telebelluno ha scoperto un altro altarino (che già aleggiava sui giornali): nonostante gli schei profusi a man bassa, gli incentivi e i tappeti d’oro, anche a Bolzano non si trovano medici e infermieri. Anzi, dirò di più (cit.) per alcune specializzazioni sono talmente carenti che hanno ceduto sul bilinguismo!!! Per la cronaca, le specializzazioni sono anestesia, medicina d’urgenza, pediatria ed ostetricia. Vi ricorda nulla?

  2. Danilo De Martin
    20 Febbraio 2017 @ 21:16

    @L’Economa Domestica,
    con le forme di controllo applicate da Bankitalia i “board” delle banche avrebbero potuto negoziare obbligazioni “vulcaniane” o “klingoniane”, dichiarandole, senza che nessuno se ne rendesse conto. Quindi sì, anche “le loro” popolari si sono sbilanciate, con la differenza che il bubbone non è scoppiato (gli slanci di finanza creativa sono stati più morigerati). Per il resto, siamo al non tutto ciò che luccica è oro, ok, ma resta l’amaro fatto che un conto è piangere in limousine un conto in 500 (e BL ovviamente è in 500, e direi anche del “vecchio modello”!).