35 Comments

  1. Cagliostro
    11 Febbraio 2010 @ 10:42

    “Compito per casa”:
    A che cosa è dovuto il calo di turisti a Lozzo?
    Svolgimento.
    Tempo addietro, su questa stessa rubrica, tale Danilo De Martin faceva una analisi impietosa scrivendo ben quattro lezioni di marketing turistico; il titolo della lezione n. 3 era alquanto significativo e riassumeva una delle cause del calo di interesse del turista nei confronti del nostro paese: “Dove vai se un posto per dormire non ce l’hai?”. Credo che non siano necessari altri dettagli ed altre analisi per meglio sintetizzare lo stato dell’arte della nostra ricettività. Sarebbe necessario, invece, porsi la domanda su quale sia la politica “turistica” fin qui attuata dalla Amministrazione comunale. Per me basta ed avanza richiamare quanto lo stesso redattore scriveva a proposito della azione pilota dgr 1598 (vedi 1a e 2a parte dell’apposito post). Se un argomento è di così basilare importanza, non ci si può limitare ad un semplice avviso in bacheca per convocare gli interessati e non si aspetta il 9 agosto per fissare una “conferenza” per spiegare i termini di una partecipazione ad una “gara” regionale le cui domande avrebbero dovuto essere presentate di lì a due giorni (con S. Lorenzo di mezzo). E poi, a giustificazione delle proprie carenze e fallimenti, si dice che il “turismo a Lozzo non è sentito” e ci si lamenta che la partecipazione sia stata di soli cinque, dico cinque!, persone!!
    Altro motivo per cui si registra questo vistoso calo di affluenza è dato dal fatto che non si può pretendere che il turista frequenti Lozzo se per andare a Pian Dei Buoi si è costretti a transitare su di una strada dissestata e con gli arbusti che crescono nelle cunette. Mi piacerebbe proprio che nel 2009 si fosse monitorato il passagio di autovetture sulla strada del genio. Credo che, anche sotto questo profilo, si sarebbe dovuto registrare un vistoso calo.
    Una ultima considerazione. Abbiamo la Roggia, il museo della latteria, anelli e sentieri, splendide passeggiate (non curate nel loro aspetto “fisico”), il più bel pianoro del circondario dolomitico. Tutto bene, ma questo serve solo, e non è detto che ciò sia vero al 100% e comunque, ad attrarre gente di passaggio che, sul piano economico, a Lozzo non porta alcunché, mentre la ricettività la troviamo più adeguata nei paesi vicini…
    Abbiamo detto che il turismo da noi non può essere sostitutivo al depauperamento industriale (leggi: occhiali ed indotto) ma, semmai, integrativo e funzionale ad un certo recupero economico. Ma se non si cambia mentalità anche questo “integrativo” sarà irrisorio e conterà ben poco.

  2. Danilo De Martin
    11 Febbraio 2010 @ 14:33

    Caro Cagliostro,
    non mi aspettavo tanto. Da “primo della classe” hai dato una impostazione “strategica” alla cosa, da “generale”, che per i compiti che ha deve vedere le cose il più lontano possibile. C’è da dire che il calo che ho riportato si deve ritenere relativo al passaggio dei turisti presso l’ufficio turistico; ciò riflette solo in parte la diminuzione dei turisti “soggiornanti”, anch’essa comunque rilevata ed in sensibile calo (125 persone nel 2007, 66 nel 2009). Una parte essenziale del tuo ragionamento fa riferimento a quella che chiami “politica turistica”: finora non c’è stata una politica turistica perché semplicemente non c’è ancora una testa pensante che si sforzi di pensare in termini di “bisogni del turista”. E’ arrivato il momento di tentare di coinvolgere la popolazione. Credo che per questa amministrazione sia un problema arduo, perché vedo difficoltà anche a coinvolgere se stessi.

  3. Cagliostro
    11 Febbraio 2010 @ 17:47

    Caro Danilo,
    non sono “un primo della classe”, sono semplicemente un cittadino amareggiato che ha a cuore le sorti della propria terra, che vede, parafrasando il poeta, assai “derelitta” ed avviata, purtroppo, ad un destino di decadenza. Vorrei però, con tutto il cuore, che la mia fredda analisi risultasse sbagliata. Alle volte penso che la crisi generale che ha colpito l’intero orbe, e che si fa sentire soprattutto nelle parti più disagiate del nostro paese, lasciasse presto il passo ad una ripresa sollecita, miracolosa, che si riverberasse pertanto quanto prima anche sulla nostra bella valle. La realtà e le prospettive per il medio periodo tuttavia sono, ahinoi, altre e la crisi appare economica, civile, sociale, etica e tutto questo pesa in ispecie su zone come il nostro comprensorio ed il nostro piccolo paese. Vedo con immensa sofferenza questo processo di depauperamento che investe molteplici aspetti.
    Ora anche l’ultima struttura industriale di un certo rilievo ha lasciato la nostra terra. Encomiabile l’iniziativa di protesta e proposta del sindaco di Domegge per sensibilizzare l’intera comunità e le autorità a reagire. Forse però si vuole chiudere la stalla quando ormai i buoi sono scappati…
    Chiudono esercizi pubblici e servizi essenziali, le poche aziende artigianali rimaste sono all’asfissia. I dati demografici fanno paura: invecchiamento e forte denatalità sono caratteritiche costanti del nostro panorama sociale.
    In questo quadro, che si deve fare? Non abbiamo una classe dirigente politica degna di questo nome (complice forse il generale disinteresse ma anche la ridotta forza dei numeri). Avremmo un capitale ineguagliabile da poter porre sul piatto della bilancia per far valere le nostre ragioni: le bellezze naturali, l’acqua, la qualità dell’aria, insomma, in una parola, l’ambiente che appare unico ed appetibile. Ma per sfruttare queste nostre ricchezze a dovere bisognerebbe avere, come tu affermi, una visione strategica ed una capacità di coinvolgimento non comuni. Occorre avere passione, intraprendenza, essere consci delle proprie capacità di popolo, in una parola sapersi riscattare. Neanche la pianura si salva se non si cura la montagna. Il turismo non è il rimedio a tutti i nostri mali ma è certamente elemento essenziale del nostro riscatto. Le nostre poche risorse si debbono destinare al recupero edilizio urbano, non al consumo del territorio (come fatto fin qui). Le strade silvo-pastorali, la strada militare devono essere almeno oggetto di radicale, costante manutenzione e graduale sistemazione. La promozione turistica, poi, si fa con mezzi moderni come sta facendo, ad esempio, “Auronzo d’inverno” (ed il paragone non sembri azzardato). Penso infine alla politica energetica ed alla rivalutazione delle aree prato boschive, magari utilizzando e sfruttando la tecnica delle “biomasse”, e,nel contempo, provvedere alla sistemazione ed al riciclo del patrimonio boschivo, alla creazione di nuove strade di penetrazione con il raggiungimento di vari obiettivi (valorizzazione turistica e paesaggistica, rivitalizzazione dell’industria del legno e sistemazione idrogeologica di ampie falde di territorio ora degradato). Necessita poi il ricompattamento della frastagliata proprietà fondiaria con il supporto del Comune e delle autorità del comprensorio e ciò mediante lo studio di fattibilità e la formulazione di percorsi tecnico-giuridici appropriati.
    Gli aiuti alla Pro-loco debbono essere sostanziali, come sostanziale deve essere la cura, la gestione e la formazione degli addetti. L’inversione di tendenza alla fuoriuscita della forza lavoro giovanile deve essere fatta attraverso incentivi alla riconversione ed allo sviluppo delle attività industriali, artigianali e dei servizi (penso alle nanotecnologie con la bella idea della Comunità Montana a Vallesella, che ci auguriamo abbia la possibilità di affermarsi con la collaborazione dell’Università). Infine, alla base di tutto, dovrebbe esserci la scelta di personale politico giovane, colto e con idee d’avanguardia, che sappia avere inventiva e dinamismo al fine di invertire la tendenza negativa ora in corso.
    Ho buttato giù alcune idee, così, di primo acchito, magari in modo non tanto ordinato ed omogeneo per tipologia di intervento: spero che mi si perdoni il mio ardire e lo si giustifichi con l’amore sviscerato che nutro per il mio paese (che so condiviso, comunque, da molti).
    P.S.Come accaduto a livello statale, le risorse, specie quando sono esigue, si debbono usare stabilendo priorità stringenti e cercando di essere tempestivi. Se non ci fossero state certe scelte, quanto meno opinabili, del recente passato (evito di elencarle per non rinverdire polemiche)ora si potrebbero operare interventi essenziali per invertire una tendenza negativa in settori essenziali per la vita stessa della nostra comunità (turismo, artigianato, sociale ecc.).

  4. Il Capitano delle Cernide
    11 Febbraio 2010 @ 19:03

  5. marnifo
    11 Febbraio 2010 @ 21:57

    Semplice…il calo è dovuto al cambio delle persone che contano…!!!

  6. Danilo De Martin
    12 Febbraio 2010 @ 08:57

    @marnifo La prendo come una battuta …

  7. Danilo De Martin
    12 Febbraio 2010 @ 13:34

    Caro Capitano delle Cernide,
    ieri sera stavo per tornare a casa quando ho visto il link da te segnalato. Credevo avesse a che fare direttamente col turismo come noi lo intendiamo e invece si tratta di un altro turismo, quello che ci soffocherà nella nostra essenza. Il problema dei flussi migratori e della sostanziale disgregazione della nostra identità che è legata ad essi mi ha sempre “preoccupato” ma questo video è, fra tutti quelli che ho visto sull’argomento, assolutamente agghiacciante. Lo è perché parte da un concetto ineludibile scientificamente che è la “natalità”. Riporto qui il link tratto dal forum Raixe Venete (qui il collegamento diretto su Youtube).

    Mi torna in mente un tuo commento in cui riportavi la seguente frase:

    “Un giorno, milioni d’uomini lasceranno le parti meridionali del mondo per fare irruzione negli spazi relativamente accessibili dell’emisfero Nord, alla ricerca della propria sopravvivenza. E questi milioni d’esseri umani non verranno come amici! Nessun bisogno di combattere; sono i ventri delle nostre donne che ci daranno la vittoria!” ( Houari Boumedienne, presidente dell’Algeria, nel 1974 dalla tribuna ONU )

    Sono passati 35 anni da questa “dichiarazione”, ne basteranno solamente altri 30 per entrare nei libri di storia come un “indistinto ricordo”.
    La prossima volta, però, guarderò cosa si nasconde dietro ai tuoi link la mattina (dopo averne preso atto sarà comunque una “brutta giornata”, ma almeno dovrei trovare la forza di reagire). La sera, per quanto possibile, cerco di andare a dormire “sereno”. Sempre che la mia curiosità me lo permetta. Vedremo.

  8. Danilo De Martin
    12 Febbraio 2010 @ 17:22

    Caro Alberto,
    più di qualche persona mi ha fatto i complimenti per l’elevato “valore” e “livello culturale” che traspare dai commenti sul BLOZ. Ho risposto che i complimenti vanno girati a chi quei commenti li fa, investendo un po’ del proprio tempo con l’intento di arricchire la discussione. Colgo l’occasione di questo tuo approfondimento e scambio di opinioni per ringraziare tutti coloro che collaborano scrivendo ciò che pensano su questo blog.

  9. Alberto Da Pra Tetto
    12 Febbraio 2010 @ 16:36

    Dormite tranquilli… prima che la nostra cultura (che poi ironicamente è il risultato di innumerevoli migrazioni… LA NOSTRA LINGUA VIENE DALLA VALLE DELL’INDO!!) venga “distrutta” dagli immigrati ci avrà già pensato la TV generalista e l’ignoranza diffusa tra le nuove generazioni!

    Questo video è agghiacciante perchè dimostra come si può giocare con la paura per manovrare le persone in nome di un interesse “superiore”, in questo caso uno pseudo-cattolicesimo da combattimento (i protestanti non si capisce se siano amici o nemici ^^).
    Tra l’altro i dati sono ampiamente esagerati e spesso in contraddizione (facendo i conti).

    Il migliore amico di mio figlio è figlio di una donna marocchina e di un poliziotto italiano ed è un normalissimo BIMBO ITALIANO, qualunque sia la sua religione!!

    Come se i nostri figli e noi stessi fossimo tutti dei GRAN CATTOLICI poi!!!

    Cosa dovremmo fare? Evangelizzarli tutti a forza? Ricacciarli nei loro paesi?
    Sparargli a vista alle frontiere?
    Pensate che vengano via volentieri, ci avete mai parlato?
    Ci siamo dimenticati dei nostri “vece” che sono partiti per lavorare non tanti anni fa?
    Mia nonna è nata in Venezuela figlia di emigrati cadorini e ho zii e cugini che sono diventati Australiani… proviamo a chiedergli come venivano trattati all’inizio solo perchè portavano la “sub-cultura italiana”.

    Che colpe avevano? Che colpe hanno gli immigrati di oggi?
    Hanno scelto loro l’utero in cui nascere? Avete scelto voi il vostro?

    I cristiani dovrebbero vedere come una missione il condividere il nostro benessere con chi ha avuto la sventura di nascere in un paese sottosviluppato.
    Io non ho più patria, non ho più cultura, non ho più terra perchè la mia patria è il creato, la mia cultura è la parola di Dio, la mia terra non è di questo mondo.

    Noi saremo contaminati dalla loro cultura e loro saranno contaminati dalla nostra (quello che il filmato non dice è che i giovani immigrati nati in Francia sono già profondamente diversi dai loro padri nati in Africa).

    Tra 100 anni chiameranno fieramente “nostro patrimonio culturale” il risultato di queste contaminazioni e ci sarà qualcuno, potete scommetterci, che si preoccuperà di proteggerlo da nefaste influenze straniere.

    E non è assolutamente scontato che tutto questo sia un male, chi può dire se il “menestròn de fasuoi” non sia più buono con i fagioli cinesi?

    Quindi andiamo pur fieri delle nostre radici ladine e cristiane ma non diamo corda a chi vuole solo alimentare paura, odio e violenza.

    Sane

  10. emigrante
    12 Febbraio 2010 @ 17:51

    Pienamente d’accordo con Alberto Da Pra, chi pensa di essere “migliore” solo perchè bianco, si ricordi che i nostri antenati erano africani,rassegnatevi se per voi è un problema! Se poi siete Cattolici seriamente ricordatevi che siamo tutti fratelli.

  11. BALDOVIN FLORO
    13 Febbraio 2010 @ 15:45

    Faccio i miei migliori auguri di un prospero futuro al sig Alberto e al sig. emigrante e sono convinto che se questi signori subiranno violenze e sopprusi da parte di qualche “fratello” arrivato da lontano, ragioneranno da cristiani tolleranti e porgeranno l’altra guancia. Sicuramente io non ho nessuna voglia di lasciare l’ITALIA in mano a balordi e delinquenti di tutte le razze, mussulmani o cristiani che siano, non voglio impedire alle future generazioni di uscire di casa per paura di essere derubati picchiati e violentati.
    In quanto ai nostre vece, andavano via dai nostri paesi con un contratto di lavoro in mano e subivano visite mediche approfondite prima di avere un definitivo permesso di soggiorno per lavoro.
    Concludo dicendo che conosco personalmente alcuni stranieri che la pensano esattamente come me.

    un blozzporgilaltraguanciaciao

  12. zorro
    13 Febbraio 2010 @ 23:00

    Caro redattore,
    a me sembra che il tema trattato nella presente rubrica sia relativo ai problemi del turismo, con la tua domanda posta in questi esatti termini: “A cosa è dovuto il calo dei turisti a Lozzo di Cadore?”. Detto questo, a me sembra che la discussione sia andata un po’ fuori dal seminato. Non credo infatti che le problematiche connesse all’immigrazione siano comparabili a quelle inerenti il turismo locale. L’immigrazione, problema di carattere ormai planetario, ed il turismo estivo od invernale a Lozzo non sono inquadrabili come un unico problema, non sono cioè assimilabili. Capisco il sottinteso del discorso del sig. Alberto Da Pra che mi sembra sia questo: “state parlando di turismo languente dalle nostre parti, mentre ben altri problemi di natura demografica urgono e stanno investendo le nostre terre, un fenomeno inarrestabile di diseredati che dal sud del mondo migra al nord del pianeta. Con questo ci dobbiamo confrontare!” Ebbene sì, a livello dialettico questo può essere un valido ragionamento. Tuttavia noi, nel nostro piccolo, dobbiamo ragionare nel breve e medio periodo cercando di porre un freno al nostro declino… Se poi la nostra cultura è destinata a contaminarsi con altre culture ed avviare un processo simbiotico dal quale scaturirà una società simile a quella americana, questo sarà ineluttabile, è parzialmente già in corso, ma credo sarà un discorso di più ampio respiro, che forse riguarderà molto di più la generazione dei nostri figli che la nostra. Limitandosi al nostro Cadore, anzi al nostro paese, per ora è l’economia a dettare le regole, ed anche gli extracomunitari, in particolare i cinesi, stanno sparendo, purtroppo, dalle nostre lande (evidente il segnale di detrimento industriale alla base di tutto ciò).
    Io credo, comunque, diversamente da altri, che qui non si debba parlare nè di violenze, nè di “sopprusi” (forse la doppia “p” sta a significare un rafforzativo delle proprie profonde convinzioni). La grande politica e la grande sociologia lasciamole trattare agli addetti ai lavori. Se proprio vogliamo andare fuori tema e parlare dei nostri vecchi emigranti, allora documentiamoci e precisiamo che non è vero che essi partivano con un contratto di lavoro in mano. I miei ascendenti, come tutti all’epoca, partivano da Lozzo ed a piedi andavano fino a Fortezza e da lì, via Monaco, arrivavano a Le Havre per imbarcarsi su vaporiere come clandestini e raggiungere il Messico o Long Island. Ed il trattamento non era certamente di livello civile e sociale adeguato. Questo per precisare.
    Se vogliamo una società chiusa in sè stessa, non andremo molto lontano; del resto i processi della storia sono lì ad insegnarci pur qualche cosa. Restiamo al tema e rispondiamo piuttosto alla precisa domanda posta dal redattore. Non facciamo discorsi più grandi di noi, perché allora sarebbe da ricordare a qualcuno la simulazione che è stata fatta alcuni giorni fa circa la fine che farebbe la nostra società se venisse a mancare, arrivati a questo punto, l’apporto dei lavoratori stranieri….

  13. BALDOVIN FLORO
    14 Febbraio 2010 @ 17:17

    carissimo zorro ultima divagazione sul tema, se Danilo me lo permette.
    Verissimo anche alcuni dei nostri vecchi arrivavano a destinazione da clandestini e dai racconti dei migranti venivano anche trattati male e sotto pagati, avrei dovuto specificare che parlavo di gente che conosco, che racconta di quanto erano scrupolose le modalità per entrare in un paese straniero, come lavoratore.
    Nessuno nega che l’apporto dei lavoratori stranieri serve alla nostra società, ne conosco tantissimi e sono persone rispettabilissime, lavorano e sono onesti, ma io non ho parlato di clandestini che sono gia perseguibili per legge, ma di “balordi e delinquenti di tutte le razze mussulmani o cristiani che siano.
    LA GUERRIGLIA ETNICA IERI A MILANO E UN CHIARO ESEMPIO DI COME SIAMO RIDOTTI

    un iosperiamochemelacavoblozzsaluto

  14. zorro
    14 Febbraio 2010 @ 19:10

    Io non volevo interloquire con tale Baldovin Floro il cui modo di disquisire e le cui capacità dialettiche sono troppo fuori dalla mia modesta portata…
    In questo momento voglio solo rimarcare che, sulla problematica “turistica” sollevata dal redattore, non si è voluto o saputo entrare nel merito. Ne prendo atto e considero fuorviante partecipare ad una discussione parlando di argomenti che con il turismo nulla (o poco) hanno da spartire. Ringrazio comunque per la “lectio magistralis” che è stata impartita a me ed ai lettori
    su temi politico-sociologici di così elevata caratura. E’ proprio vero, al mondo si ha sempre da imparare qualcosa da chiunque.

  15. Alberto Da Pra Tetto
    15 Febbraio 2010 @ 12:18

    Scusate per l’off-topic ho effettivamente soltanto pensato ad agganciarmi al video del Capitano senza considerate il tema del post.

    Per quanto riguarda gli altri commenti, tutti interessanti, vorrei solo sottolineare che sono assolutamente a favore di un AUMENTO degli organici di Polizia (locale e non) e del potenziamento dei mezzi a loro disposizione, unico vero strumento che può evitare le sciagure citate da Baldovin Floro.
    Io vivo a Verona e constato che, con questo semplice metodo, il nostro sindaco Tosi (pregiudicato per incitazione all’odio razziale ma ora pentito!) ha effettivamente risolto alcuni problemi di sicurezza in città, anche a detta di molte associazioni di immigrati.
    Ora semmai abbiamo il problema delle bande di neonazisti italianissimi che ammazzano i nostri giovani per una sigaretta (vedi caso Tommasoli).

    Se mi dovesse capitare di subire “violenze e sopprusi da parte di qualche “fratello” arrivato da lontano” mi comporterei esattamente come farei con un italiano: mi rivolgerei alle forze dell’ordine. Non ho mai detto il contrario.

  16. Alberto Da Pra Tetto
    18 Febbraio 2010 @ 09:56

    Riprendendo il tema principale vorrei dare un piccolo contributo statistico per cercare di rispondere alla domanda di Danilo “A cosa sarà dovuto il calo di turisti a Lozzo di Cadore?”.

    Dalla nostra baita in zona “Bivio Pellegrini” si osserva da alcuni anni un deciso aumento degli escursionisti provenienti da Auronzo (Col dei Buoi), alcuni si fermano da noi a chiedere un bicchier d’acqua o qualche indicazione.
    L’impressione che si ha è che la via d’accesso “normale” (in senso alpinistico) o privilegiata se preferite, sia diventata quella di Forcella Bassa a discapito del versante lozzese.
    Dalla strada del Genio salgono invece prevalentemente quelli delle mountain bike (molto meno numerosi).
    Credo che Auronzo stia diventando sempre più un “centro di aggregazione turistica” che catalizza i visitatori distogliendoli da altre mete “minori”.
    Molti quindi fanno riferimento all’ufficio turistico di Auronzo per chiedere informazioni, anche relative al territorio di Lozzo.
    Inoltre si tenga presente che negli ultimi anni vi è stato un drastico incremento dell’accesso alle informazioni via web anche tramite sistemi mobili (cellulari evoluti e computer portatili); i turisti trovano sempre più online le informazioni che cercano piuttosto che recarsi agli sportelli turistici e questo può falsare in parte i dati raccolti.

  17. BIANCHI ATTILIO
    23 Febbraio 2010 @ 09:58

    Carissimi, ci sono vari livelli di turismo, uno dei quali è quello locale, fatto di persone che partecipano a belle manifestazioni organizzate nei vari paesi (I ciantoi a Laggio….etc). Nel nostro piccolo noi della Associazione Catubrium (Zeloz) avevamo “gola” di organizzare una gran bella festa a Lozzo che fosse di richiamo per tutta la vallata, riprendendo una festa della tradizione locale e cioè “Brusà la vecia”. Avevamo immaginato di fare la festa in piazza e la “vecia” bruciarla a Revis (senza il corteo, solo alcuni addetti ed i vigili del fuoco sarebbero saliti fin lassù, la gente avrebbe comodamente occupato via Roma per assistere al rogo e la speranza era quella di far lavorare gli ambienti oltre che uno stand nostro i cui introiti sarebbero stati devoluti a qualche ente che ne avrebbe avuto bisogno)….Revis, luogo sicuro da possibili pericoli derivati dal rogo e visibile anche da Lorenzago e Pelos nonché dalla nostra via Roma.

    Purtroppo la strada per accedere a Revis è chiusa per del materiale franato, che però potrebbe essere rimosso con due o tre ore di lavoro con la pala gommata del comune. Alla mia domanda per la manifestazione del 26/01 la risposta è stata solerte e con tutta la documentazione necessaria per porre in essere la manifestazione, alla mia domanda di sgombero del materiale dalla strada di Revis, per poter portare su il materiale necessario alla costruzione di questa grande vecia, fatta il 12/02 ancora nulla. Credo dunque, visti i tempi ristretti, a Lozzo la vecia si brucia a metà quaresima, e non avendo avuto ad oggi una risposta (VARGOGNOSE) sul perché non si possa operare questa piccola pulizia, informo che neanche quest’ anno potremmo brusà la vecia. Credo importi a pochi, ma è un altro tassello che va a rinvigorire il mio pensiero che non si ha nemmeno rispetto per quelli che vogliono fare, noi non abbiamo detto al Comune ….”Dové brusà la vecia!”… abbiamo chiesto solo la possibilità materiale di poterlo fare, in sicurezza e ad effetto, come piace a noi fare le cose e soprattutto sotto la nostra esponsabilità.

    A cosa e chi servono i mezzi del Comune allora?
    Si vede che siamo antipatici e cittadini di serie B se non meritiamo neanche delle spiegazioni plausibili, ma non certo MALEDUCATI e CAFONI e di questo me ne vanto. Il loro intento lo hanno raggiunto poichè d’ora in avanti me ne starò buono e bravo nella mia casa dei Borcia a medavila a feime i afare miei e a Lozzo non mi interesserò più di nulla, carnevali e proloco compresa, almeno finché è in carica questa immobile amministrazione….BRAVI….

  18. Danilo De Martin
    23 Febbraio 2010 @ 13:34

    @Bianchi Attilio Carissimo, ho poco tempo e spero che siano altri a commentare il tuo “disagio”. E’ da un po’ di tempo che non passo da quelle parti e quindi non ho un’idea precisa del materiale che intralcia la strada. Se è quello di qualche anno fa e che mostro nella foto, stai di più a montare le catene alla pala che a fare il lavoro … (la data precisa non la conosco perché l’immagine che propongo non è quella originale che al momento non ho tempo di cercare …). Ovviamente, il problema non è questo …. Posso solo dirti che la nostra amministrazione è brava a sguazzare nelle “opere grandi”, è al momento del “minuto mantenimento” che vanno in crisi.

  19. cagliostro
    23 Febbraio 2010 @ 14:40

    Caro Attilio,
    scusami la franchezza ma, a mio modesto modo di vedere, tu stai sbagliando “strategia” e stai facendo il gioco di “lor signori”. Invece non devi fare il rinunciatario, non devi dargliela vinta. Sappiamo che tu non fai parte della lobby degli amici e sostenitori e pertanto a te, come a tutti gli avversari, sono riservate disattenzioni e silenzi e, se questo proprio non è possibile, sono riservate azioni defatiganti atte a scoraggiare dal disturbare il “manovratore” ed i suoi accoliti, con lo scopo di ribadire il concetto così bene espresso da una vecchia canzone il cui ritornello principale faceva: “E qui comando io e questa è casa mia….”. Va precisato che “comandare” non è sinonimo di “ben governare” e, quanto alla “casa”, è risaputo che la proprietà non è intestata a “lor signori”; si tratta solo di importati, con nessuna affinità ed elettività ladina, anche se una serie di elementi favorevoli e tutta una serie di condizionamenti (non ultima la disinformazione, subita passivamente e/o creata ad arte) ha concesso “loro” un consenso quasi bulgaro. Ma non credano che il letargo possa durare ancora a lungo, lor signori sono soltanto depositari pro tempore di un potere gestito in modo per noi non conforme alla vera democrazia. E quanto tu racconti non è che un’ennesima riprova di tale comportamento.
    Ebbene, che fare in questa situazione? Tu hai il talento del comunicatore, hai spiccato senso dell’humor, sei un attore nato. Perché, con la tua compagnia, non fai una bella serata con uso a gogò della satira e li metti alla berlina? Il dramma di essere amministrati da una tale compagine si trasformerebbe in farsa e sai che nulla è più distruttivo (politicamente parlando) della satira. Tieni poi presente che la ragione sociale di questo blog è, tra le altre cose, proprio quella di fare della buona satira. Un politico di valore, oppositore tenace, rivolgendosi ad un primo ministro a conclusione di un infuocato discorso ebbe a sentenziare un giorno: “Io le predìco, fra breve una gran risata la seppellirà”. E la predizione alla fine si avverrò. Provaci anche tu e vedrai che anche il destino politico di questi nostri conducator non sarà poi tanto diverso…Tu sai che le loro persone e le loro azioni si prestano bene allo scopo!!

  20. Mauro Del Favero
    23 Febbraio 2010 @ 18:19

    Oh Tillio,

    tu lo sai quanto voi di Catubrium siete apprezzati e amati a Lozzo, quindi lo dice anche Cagliostro, usate la satira come sapete fare benissimo.
    A proposito della domanda in comune, hai pensato di fargliela avere scritta e messa a protocollo con relative marche da bollo e relativo parere dell’Usl, Vigili del Fuoco, polizia municipale e non mi ricordo se ci vuole anche il certificato antimafia.
    Scusa se scherzo, ma tu lo sai, facendo parte della proloco da quanta burocrazia siamo sommersi.
    Comunque se non avrai risposta dal comune propongo di andare con martello, scalpello, pala e pic a liberare la strada, io ci sarò, poi mandiamo le foto al gazzettino.

  21. marnifo
    23 Febbraio 2010 @ 22:36

    ma che storia…elo caso che anche le frane e dala so parte!!!

  22. BIANCHI ATTILIO
    24 Febbraio 2010 @ 00:20

    @Danilo: ci sono due frane, ma a detta di una persona competentissima due o tre ore di lavoro con la pala gommata del comune, niente di trascendentale
    @Cagliostro: apprezzo, ringrazio e condivido, il mio finale è solo uno sfogo dato dall’ impotenza, non manuale, bensì di competenza ad andare a riaprire la strada di Revis, il transito infatti lo può autorizzare solo il comune. Devo ammettere la parziale sconfitta, la vecia non si brucerà a Revis nel 2010; rimane solo da capire se la sconfitta riguarda me o la popolazione di Lozzo che si è vista negare dal proprio comune un momento che poteva essere di aggregazione sociale e di riappropriazione di una festa della nostra tradizione, da festeggiare nel centro cittadino, con naturale ricaduta economica per i commercianti. La tua risposta mi da nuova linfa e non è detto che….. la vecia no la brusone d’isteso, magare ‘n pradele solo con un chiosco della Catubrium, il ricavato sarà devoluto al comune per la sistemazione della strada di Revis ..sempre buona per la vecia del 2011.
    @Mauro: la burocrazia è una brutta bestia che si abbatte passo dopo passo, la spiccata negazione del Vice-sindaco a relazionarsi agli altri senza ritenerli dei sub-alterni o la maleducazione di non ritenersi in dovere di dare una risposta scritta è una cosa a cui non si può porre rimedio…. (per mia sfortuna il sindaco era ammalato nei giorni scorsi).

  23. il dono della sintesi » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    24 Febbraio 2010 @ 08:30

    […] dono della sintesi Da un commento di Attilio […]

  24. BIANCHI ATTILIO
    24 Febbraio 2010 @ 11:26

    @marnifo: Le frane avrei pure trovato chi le rimuove, senza scomodare gli operai del comune, che hanno altro da fare. Manca proprio la volontà dell’ amministrazione nell’ accontentare questi plebei “da Loze” che vogliono “Brusà la vecia” ; ma penso che lo facciano perché hanno a cuore la nostra incolumità, poiché è pericoloso andare fin lassù….a la fin tociarà dili ‘ncora grazie e brusà la vecia ‘n pradele.

  25. marnifo
    24 Febbraio 2010 @ 22:21

    Attilio no sta tanto danate…che chisti ia Un che risolve dute i problemi…al so posto…una preghierina la domenia e parte unautra frana…!!!

  26. non è detto che … la vecia no la brusone d’isteso » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    25 Febbraio 2010 @ 07:31

    […] no la brusone d’isteso Tutto nasce da un lamento in mi minore lanciato da Attilio con questo commento all’articolo “a cosa sarà dovuto il calo dei turisti a Lozzo di Cadore“? Il […]

  27. BIANCHI ATTILIO
    26 Febbraio 2010 @ 02:20

    Speron de no marnifo, credo che nisun pree parché che vegne na frana, anche parché co ‘n poche de reti e l’ troi sarae na bela pasegiata e na bela teraza su loze, al pian de revis, anche a di su par la riva de le vace, a 200 mt. da la piaza….dovon rivalutà che che avon …sane

  28. Danilo De Martin
    26 Febbraio 2010 @ 08:06

    Maestro, se te continue così son disposto a cambia seso, diventà na femena e sposate. Te a da savè che fra i progete che aveo n testa, era anche la rivalutazion del troi che 100 m dopo l’inizio dela strada dele vace, va su sul pian. Ntel 1985 i ei dou al numero 52. Su sul pian e na bona fasa de comun (dopo l zei che varda do Loze e anche al sauto a dì la verità … ma le là da n toco) che po ese usada come “balcone panoramico”.

    Al posto se presta a contà n tin de storia geologica, sia generale che specifica. Te a da savé che co te se lasù te poie i pe sul pì fondo strato de “evaporiti” (Bellerophon) che sea n tele Dolomiti. No l à na gran consistenza, come che a dito ben Chile Giazìn, ma geologicamente l à na bela nportanza. Io me imagineo propio na pasegiatina de longo l zei con calche paneluto pa nformà (blindou parché senò, oltre a mete le saline, i cazador te lo usa par bersalio) … fin a ruà davante ala Ruoia dei Mulin (chela che era la Ruoia). Da lasù te a na vision de insieme dela Ruoia … e de Loze … Quan che la vardo me vien senpre da piande e no sei parchè. (p.s. odio lavà i piate, che te sapie).

  29. marnifo
    26 Febbraio 2010 @ 21:42

    ma…quasi quasi dapo la central de ciamo, su ‘n revis metare le pale eoliche
    …così i par de ese a ciasa soa…

  30. Anonimo
    27 Febbraio 2010 @ 13:13

    A marnifo ca de sora: aramaico o sgnapa?

  31. marnifo
    27 Febbraio 2010 @ 21:38

    @anonimo… no ei la tastiera in dialeto…

  32. marnifo
    27 Febbraio 2010 @ 21:52

    @traduzione in italiano
    ma…quasi quasi dopo la centrale di “ciampo” e il foto-voltaico delle scuole, su in revis metteranno le pale eoliche…
    …così i par de ese a ciasa soa…

  33. BIANCHI ATTILIO
    1 Marzo 2010 @ 00:56

    @marnifo: po no te sa ke ia ‘nventou la “central in scatola”, se puo betela ‘nte skarsela e i di ke la faze ‘na mucia de energia parkè a la dente ‘nte ‘sti ultime ane i gira ‘n grumo le “pale”

  34. Lezioni di marketing turistico: lezione n. 7 – l’informazione va distribuita … » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    18 Maggio 2010 @ 09:00

    […] è la naturale continuazione di quello apparso nell’ormai  lontano 11 febbraio 2010 “A cosa sarà dovuto il calo dei turisti a Lozzo di Cadore?. Nell’articolo evidenziavo il drastico calo del passaggio dei turisti presso l’ufficio […]

  35. piero
    15 Novembre 2010 @ 01:34

    A cosa sarà dovuto il calo dei turisti a Lozzo di Cadore?
    Ho letto sommariamente i vari commenti che mi pare appartengano per lo più a persone residenti a Lozzo. Posso fornire il mio contributo da “foresto”, partendo da una posizione privilegiata, cioè da villeggiante. Dall’età di 6 anni, ho trascorso tutte le estati a Lozzo assieme a una schiera di cugini e zii. Nel tempo ho portato anche la mia famiglia e, per farla breve , dopo quasi 25 anni ho cambiato paese pur rimanendo in Cadore. Una scelta sofferta perché a Lozzo conosco veramente parecchie persone così come conosco ogni angolo di paese e i boschi che lo circondano. Ciò è accaduto circa dieci anni fa, quando in paesi vicini, con amministrazioni comunali forse un tantino più attente, ponevano in essere delle iniziative verso il turista che ne ha reso appetibile il trasferimento.Devo dire inoltre, che il fattore economico ha giocato un ruolo importante, dal momento che, a parità di prezzo di affitto del mese di agosto, potevo disporre di un appartamento più grande e più recente. Non ho difficoltà a dire che Laggio di Cadore per dieci anni mi ha soddisfatto in quanto i miei figli potevano scendere in arena a giocare in tranquillità (a parte in certi momenti quando gli scarichi fognari, fatti chi sa come, regalavano delle esalazioni interessanti), la festa dei ciantoni era sempre apprezzata così come le numerose feste organizzate nel Comune di Vigo. Tutto questo è andato bene fino a quando la famiglia che per tanti anni mi ospitava non ha più concesso l’appartamento e, quindi, mi sono guardato intorno anora una volta. Ancora una volta ho lasciato a Laggio tanti amici che ogni estate ritrovavo e con i quali si condividevano tanti bei momenti per scegliere Auronzo. E ancora una volta scopro che al medesimo prezzo dell’appartamento di Laggio, posso trascorrere il mese di agosto ad Auronzo ( in zona quasi centrale!). Ho a disposizione un appartamento con tre camere con i “materassi quasi nuovi”, due bagni cucina e soggiorno con un divano “dove ci si può sedere”.
    Credo sia chiaro a tutti che se qualcuno passa all’ufficio turistico di Lozzo di Cadore cercando una casa per l’estate, avrà a che fare con una offerta qualitativamente bassa; se poi si informa sulle iniziative e gli eventi, avrà a disposizione una calendario scarno;gli eventi ridotti ad essere ospitati nel piazzale delle scuole dove anche Franco dei Zeloz non merita di esibirsi. Per contro la piazza non è mai stata oggetto di rivisitazione per renderla ospitale e soprattutto centro della vita e delle iniziative! Ma tutta questa situazione è figlia di anni di disinteresse verso il turismo e verso la cultura dell’ospitalità. In fin dei conti tutti erano troppo occupati nelle occhialerie per dedicare energie e tempo al turismo!!!Ora anche io sono uno di quelli che arrivano al Pian dei Buoi in MTB da Auronzo e che se deve chiedere informazioni sugli eventi del centro cadore si reca in quell’ufficio turistico.
    Lo dico con un pò di amarezza, perchè il mio cuore è ancora in quella baita illuminata dalla luna piena del Pian dei Buoi, lungo il Rin dove andavo a trote o sulla forcella San Lorenzo.
    Contando che un giorno possa ritornarci….