2 Comments

  1. frank
    2 novembre 2012 @ 18:06

    La parte finale della “relazione Onida”(ex pres. Corte costit.) pg.27-30 dice che ci sono dubbi di costituzionalità sulle modalità di elezione dei “nuovi” consigli provinciali

    http://provinceditalia.files.wordpress.com/2012/09/parere-valerio-onida-costituzionalitc3a0.pdf

  2. Danilo De Martin
    2 novembre 2012 @ 18:37

    @frank, la materia è ostica e la rigetto d’istinto, ma sono da sempre convinto (ed esterrefatto) che tutto l’ambaradan messo in piedi dal governo Monti riguardante il riordino delle province sia ANTICOSTITUZIONALE. Non esiste che gli organi di rappresentanza delle autonomie locali siano decisi a livello centrale: posso capire che vi sia una spinta a cambiare l’architettura delle istituzioni ma l’ultima parola deve sempre essere quella della GENTE COINVOLTA che deve decidere per REFERENDUM tanto il SE quanto, eventualmente, il CON CHI.

    Aggiungo che oltre al parere di Onida che tu segnali, altri costituzionalisti hanno chiaramente delineato a loro volta l’incostituzionalità sulle modalità di elezione dei consigli provinciali che nascerebbero dall’attuazione del decreto e, proprio in base a queste convinzioni, 19 cittadini bellunesi hanno dato formalmente avvio ad un’azione popolare (coordinata dal BARD) facendo ricorso contro lo Stato per ottenere l’elezione diretta del consiglio provinciale (ne avevo dato conto qui sul BLOZ). Il TAR del Lazio si dovrà pronunciare il prossimo 13 dicembre (o forse il 18, non mi ricordo bene). Staremo a vedere. Intanto monta la protesta in tutt’Italia ed i partiti stanno preparando raffiche di emendamenti per il passaggio parlamentare del decreto di riordino che ha “salvato” Belluno (sempre che in parlamento non salti tutto anche per noi: staremo a vedere).