Belluno è salva: ora bisogna lavorare per rendere la Provincia elettiva ed Autonoma

Dal sito del BARD – Movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti:

La notizia giunta da Roma che prevedere la deroga per la Provincia Belluno, in quanto totalmente montana insieme a Sondrio, riconosce chiaramente una specificità alla nostra terra e ci riempie di gioia e speranza. Gioia per i 4000 Bellunesi che sono scesi in piazza il 24 ottobre, così per per tutti quelli che hanno seguito la manifestazione da casa ed avrebbero voluti essersi. Per le istituzioni Bellunesi, che non si sono arrese ad un futuro infausto e di marginalità, che sembrava già scritto. E per tutte le persone che hanno inciso con il loro lavoro, magari silenzioso, perché questo risultato potesse essere deciso nelle sedi di governo.

E c’è speranza. Perché se una cosa è certa è che il percorso è appena cominciato ed ora dobbiamo costruire le nostre istituzioni con una Provincia Autonoma, elettiva e in una regione alpina. Come Trento e Bolzano.

Anche per questo va riconosciuto pienamente il merito ai comuni referendari, che per primi hanno messo in evidenza il disagio del vivere in montagna in una regione di pianura. E per primi, con coraggio, hanno indicato una strada, ora seguita coraggiosamente da molti altri.

Non ci fermeremo, finché i Bellunesi non avranno le condizioni per poter vivere in montagna come i nostri vicini. Con i Bellunesi, questa volta, andremo fino in fondo.

2 commenti per Belluno è salva: ora bisogna lavorare per rendere la Provincia elettiva ed Autonoma

  • frank

    La parte finale della “relazione Onida”(ex pres. Corte costit.) pg.27-30 dice che ci sono dubbi di costituzionalità sulle modalità di elezione dei “nuovi” consigli provinciali

    http://provinceditalia.files.wordpress.com/2012/09/parere-valerio-onida-costituzionalitc3a0.pdf

  • @frank, la materia è ostica e la rigetto d’istinto, ma sono da sempre convinto (ed esterrefatto) che tutto l’ambaradan messo in piedi dal governo Monti riguardante il riordino delle province sia ANTICOSTITUZIONALE. Non esiste che gli organi di rappresentanza delle autonomie locali siano decisi a livello centrale: posso capire che vi sia una spinta a cambiare l’architettura delle istituzioni ma l’ultima parola deve sempre essere quella della GENTE COINVOLTA che deve decidere per REFERENDUM tanto il SE quanto, eventualmente, il CON CHI.

    Aggiungo che oltre al parere di Onida che tu segnali, altri costituzionalisti hanno chiaramente delineato a loro volta l’incostituzionalità sulle modalità di elezione dei consigli provinciali che nascerebbero dall’attuazione del decreto e, proprio in base a queste convinzioni, 19 cittadini bellunesi hanno dato formalmente avvio ad un’azione popolare (coordinata dal BARD) facendo ricorso contro lo Stato per ottenere l’elezione diretta del consiglio provinciale (ne avevo dato conto qui sul BLOZ). Il TAR del Lazio si dovrà pronunciare il prossimo 13 dicembre (o forse il 18, non mi ricordo bene). Staremo a vedere. Intanto monta la protesta in tutt’Italia ed i partiti stanno preparando raffiche di emendamenti per il passaggio parlamentare del decreto di riordino che ha “salvato” Belluno (sempre che in parlamento non salti tutto anche per noi: staremo a vedere).