Bim-Gsp: passa il tempo ma il fetore persiste. Anzi!

Ovviamente non mi scandalizzo: certi sindaci non sono peggiori di tanti altri figuri – altrettanto spalmabili e maleodoranti – che infestano le italiche contrade. Però il racconto che ci fa Irene Aliprandi dalle colonne del Corriere delle Alpi della riunione dei sindakos del Bim-Gsp svoltasi ieri, fa, comunque, vegnì i pele del cu drete.

Un’altra pagina eloquente dell’elevato valore azotato di “quelli del Bim-Gsp“, presi nel loro insieme.  Certamente, anche in questo caso, qualcuno avrà più ragione degli altri. Certamente. Ma non sottilettiziamo, come diceva il sig. Kraft. Guardata nel suo insieme l’intera vicenda è sempre stata – e si dimostra tuttora – niente di meno che una fogna a cielo aperto.

BELLUNO. Una scelta di tempi sbagliata, una difesa preventiva fortunata, un sindaco lasciato solo con il pugnale in mano. È fallito il tentativo di far saltare il presidente di Bim Gsp Mario Leonardi, che anzi è stato rafforzato dall’assemblea dei soci di ieri pomeriggio. Una riunione in qualche modo “storica”, perché per la prima volta le porte della spa dell’acqua sono state aperte ai giornalisti, decisione azzeccata da parte del presidente che rischiava di uscirne da sfiduciato.

Gli assetti. Tutti sanno che in Bim Gsp si consumano da sempre le peggiori divisioni politiche tra i sindaci bellunesi, ma nell’ultimo anno i cittadini arrabbiati per il buco di 85 milioni di euro e alcuni cambi di amministrazione hanno modificato gli assi portanti. [leggi tutto sul Corriere delle Alpi]

 

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