3 Comments

  1. Pulce
    30 dicembre 2013 @ 12:10

    Ma cosa centra il governo dico io?
    La rete elettrica non è dello stato!
    Più che altro si domandino e ci dicano che tipo di sensibilizzazione o di proposte hanno fatto per far si che si fosse potuto evitare quello che è accaduto, ad esempio sollecitare o favorire il taglio degli alberi cresciuti vicino ai fili e ai tralicci dell’alta tensione (come è stato documentato nella foto dell’articolo precedente).
    Che propongano, se lo ritengono, un indennizzo per quanti hanno avuto dei danni – sia diretti che indiretti.
    Che propongano, anche attraverso la protezione civile, di individuare in ogni comune un punto in cui collegare e mettere immediatamente in funzione un generatore elettrico in sostituzione dell’energia elettrica di rete fintanto che non verrà sistemata quella interrotta.
    Dicono e fanno quasi sempre ca@@ate.
    Niente, o poco più di niente, di serio.
    Se dovesse accadere un terremoto o un altro evento disastroso in pieno inverno cosa accadrebbe?

  2. Cagliostro
    30 dicembre 2013 @ 17:39

    @Pulce,
    non vorrei sbagliarmi, ma credo proprio che lo Stato abbia, quanto meno, una partecipazione maggioritaria (relativa) sia in Enel che in Terna. Tanto è vero che si parla, proprio in questi giorni, della possibilità di privatizzare parte della sostanziosa quota Enel (insieme a ENI); la nomina poi dell’ a.d. di Terna, credo competa alla parte Pubblica. Quindi, a mio modesto avviso, seppur indirettamente, lo Stato ‘centra’.
    Detto questo (e chiedo venia in anticipo se le mie informazioni non fossero puntualmente aggiornate), convengo con molte delle considerazioni da Lei espresse. La vedo dura però per una azione di indennizzo da esercitarsi collettivamente. L’azione di prevenzione attraverso la Protezione Civile, in caso di calamità future (da esorcizzare!!), è, invece, non solo fortemente auspicabile con le modalità da Lei espresse, ma assolutamente necessaria, soprattutto per le difficoltà insite nella morfologia e nelle difficili comunicazioni che caratterizzano i nostri paesi.

  3. #blackout-del-Cadore 30-12-2013 (i peones interroganti) » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    30 dicembre 2014 @ 19:15

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