Bottacin: le province di montagna devono essere salvate

Vero, ma ostico da far credere a chiunque, non solo fra i politici.

Se vivi in montagna te ne rendi conto subito che senza un cuscinetto intermedio tra il tuo pollaio aggrappato ai monti e la lontana Regione, la vita delle gallinelle è votata prima al sacrificio e poi alla estinzione. Se, poi, la regione è di tipo “lagunare”, com’è il Veneto, e le teste pensanti hanno lo sciabordio delle acque come sottofondo, al posto del muggito del vento fra le fronde dei larici, le ragioni dello sconforto all’ipotesi della cancellazione della provincia di Belluno sono ancora più profonde.

Tutte le vie per raggiungere l’Autonomia devono godere della massima attenzione. Sono sempre più convinto che la via maestra per sganciarci dal giogo dello Stato italiano è la autodeterminazione dei popoli (e in ciò do fede a quanto propugnato da Veneto Stato per l’indipendenza del Veneto). La provincia la possono anche cancellare, non è un problema. Ma se questo “popolo” che si configura e coagula in quella che attualmente è ancora la Provincia di Belluno vuole conquistare la propria Autonomia, non deve fare altro che “dichiararlo al mondo” (attraverso le istituzioni territoriali che lo rappresenta) e pretendere che si faccia un referendum con monitoraggio internazionale e con esso sancire la propria Autonomia.

Bisogna mettersi in testa che la Provincia di Belluno non rappresenta l’ultimo dei problemi per lo Stato italiano, per esso la nostra provincia non è, e non sarà. E non sarebbe un grande problema, se non ci fosse ancora della gente che la Provincia di Belluno la abita e che, “nel e con” il territorio che essa rappresenta, vuole continuare a vivere.

31-08-11
MANOVRA BIS: PROVINCE MONTAGNA, SI SALVINO ALMENO LE NOSTRE

(ASCA) – Calalzo di Cadore (BL), 31 ago – ”Sottoporremo ai rispettivi presidenti delle Regioni e al Ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, un documento che conterra’ le nostre preoccupazioni e le proposte alla luce della manovra varata dal Governo”. Questo, in sintesi, quanto emerso dalla riunione della Confederazione delle Province Alpine (territori transfrontalieri interamente montani) che si e’ tenuta oggi a Calalzo, con la partecipazione dei tre presidenti delle Province di Belluno, Gianpaolo Bottacin, Sondrio, Massimo Sertori, e del Verbano-Cusio-Ossola, Massimo Nobili.

Il nostro intento e’ farci sentire a livello nazionale – ha commentato Bottacin -. Questa partita deve essere giocata insieme: Le Province hanno un ruolo che viene riconosciuto (anche dalle categorie economiche) come debole: questo principio puo’ valere nelle aree metropolitane, ma non certo in montagna, e le rappresentanze di quelle stesse categorie nei nostri territori lo hanno ben capito”.

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